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Le cure miracolose

7 novembre, 2012 (12:33) Di: Fabio Zaina

Gent.ma Francesca,
devo confessare che comincia a venirmi l’orticaria tutte le volte che sento parlare di questi metodi (ovviamente non ce l’ho con lei e con la sua domanda). Questo non per un pregiudizio, dato che ho sempre sostenuto che anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, ma per una certa presunzione che traspare dalle pagine del sito in questione. Quello che viene ripetuto più volte è che non si tratta di un trattamento medico (questo evidentemente per evitare denunce per abuso di professione e per evitare problemi medico-legali), ma poi c’è una lista di 42 patologie che possono migliorare grazie a questa tecnica. 42 patologie…..neanche il metodo Di Bella ambiva a tanto, e neanche i salassi, terapia diffusissima e quasi panacea del 1600 davano le stesse speranze. Io mi pongo e pongo ai lettori del blog, che non sono medici ma penso siano persone dotate di buon senso, una semplice domanda: vi sembra credibile che 42 patologie diverse, che vanno dalla scoliosi, alla gastrite alla pressione alta possano beneficiare della stessa cura, a prescindere da quale sia questa terapia? Se questa domanda non fosse sufficiente a gettare una luce illuminante sulla metodica, ricordo che l’allineamento o il disallineamento dell’atlante non sono oggi diagnosticabili in maniera oggettiva e incontrovertibile. Tradotto in linguaggio più chiaro, nessuno può dimostrare in maniera oggettiva, seria e incontrovertibile che l’atlante non è allineato. E qualora anche lo potesse dimostrare (cosa che supera le attuali conoscenze scientifiche), dovrebbe dimostrare che le patologie che si ripropone di curare sono correlate con tale disallineamento.
Se questo metodo fosse un farmaco, prima di permettersi di pubblicare un sito internet e vendere ai pazienti questo trattamento, il signore che lo ha inventato avrebbe dovuto fare studi di laboratorio (cioè studi su cellule o tessuti e poi su animali) con esito positivo e pubblicarli, poi studi su volontari sani e pubblicare i dati che ne dimostrassero la sicurezza, poi studi su soggetti affetti dalle varie patologie in questione (essendo 42 patologie almeno 42 diversi studi) e pubblicarne l’efficacia, e solo dopo aver fatto tutto questo avrebbe avuto il permesso di produrre e vendere il suo farmaco. E una volta messo sul mercato questo farmaco, un organo specificamente deputato avrebbe raccolto i dati sulla sicurezza e sugli effetti collaterali a breve, medio e lungo termine, e in caso di effetti collaterali importanti avrebbe predisposto il ritiro del farmaco dal mercato per tutelare i pazienti!
Cari pazienti, quando comprate un farmaco e leggete gli effetti collaterali a volte decidete di non prendere neanche il farmaco e di evitare di curarvi perché magari la patologia di cui soffrite in fondo non è così grave: ritene accettabile che un signore si alzi la mattina, pubblichi un sito e inizi a vendere la prima cosa che gli è passata per la mente?
Fabio Zaina

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