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Segno di Risser, crescita e scoliosi: facciamo chiarezza

19 gennaio, 2022 (08:02) Di: Bruno Leonelli

Durante la visita medica e la seduta di fisioterapia vengono prese e annotate sempre molte misure che sfuggono a volte agli occhi di chi è meno esperto.

Al contempo ce ne sono alcune che suscitano sempre interesse sia da parte dei genitori sia dei ragazzi. Una per esempio è l’altezza. Neanche il tempo di avvicinare l’altimetro alla testa del paziente che spesso si sentono nello studio le parole speranzose dei ragazzi: “Sono cresciuto? Quindi posso togliere il corsetto?”

Un’altra informazione che spesso ci viene riferita con fretta durante la valutazione iniziale è l’arrivo del menarca nelle ragazze, con la convinzione da parte dei genitori che la crescita della ragazza si stia arrestando e che di conseguenza sia possibile interrompere il trattamento. Non sempre è così, a volte è proprio quello il momento di massima spinta della malattia e quindi quello in cui fare maggiore attenzione.

Questi sono i principali esempi delle tante informazioni necessarie per capire il momento di crescita dei ragazzi, ma è stato dimostrato che potrebbero non corrispondere al picco di crescita [1] e quindi non essere di aiuto e/o sufficienti nella scelta del percorso terapeutico.

Questi cambiamenti si manifestano come caratteristiche secondarie e quindi la loro presenza può solo suggerire che lo scatto di crescita sia iniziato, ma non il momento esatto in cui ci si trova. Anche la convinzione tramandata di generazione in generazione che le ragazze “sviluppano prima” ha una spiegazione scientifica. Infatti a causa della tempistica del rilascio di testosterone, che è successiva a quella del rilascio di estrogeni, i ragazzi entrano nello scatto di crescita puberale più tardi rispetto alle ragazze. [1]

La gestione della scoliosi richiede una conoscenza della crescita residua e dei tempi della maturità scheletrica, per ottimizzare i risultati del trattamento. È necessaria una previsione accurata del tasso di crescita per indicare quando il rischio di progressione della deformità è maggiore. Al contrario, identificare quando si verifica la cessazione della crescita indica quando le misure preventive possono essere interrotte con un rischio minimo di ulteriore deterioramento della curva. [1]

Sono diversi i metodi per valutare la crescita ossea dei ragazzi, uno di questi è il segno di Risser.

Si può determinare il grado di Risser osservando la radiografia antero-posteriore del rachide. Questo è un vantaggio perché con una sola radiografia è possibile valutare i gradi Cobb, che sono necessari per la diagnosi di scoliosi, e la maturità ossea, riducendo le esposizioni alle radiazioni.

Il grado di Risser è valutato numericamente da 0 a 5 ed  è definito dalla quantità di calcificazione presente nell’apofisi iliaca e misura la progressiva ossificazione. Un grado Risser di 0 indica un basso grado di maturità ossea ed è presente dalla nascita alla pubertà. Un grado Risser di 5 significa che l’apofisi iliaca si è fusa con la cresta iliaca dopo l’ossificazione al 100% ed è presente negli adulti [2].

Il passaggio da Risser 0 a Risser 5 non dobbiamo immaginarlo come una marcia continua e costante di cui si conoscono i tempi e la velocità. Al contrario, la velocità di crescita dei ragazzi è diversa a seconda delle varie fasi, ci sono dei momenti di stallo, altri in cui corre velocissima e altri in cui rallenta.

Il momento più importante per la crescita e per capire l’andamento della scoliosi è quello che corrisponde alla spinta puberale, dove la malattia riesce a cambiare la forma di una schiena anche nel giro di poche settimane. La valutazione della maturità ossea in questa fase corrisponde al passaggio tra Risser 0 e il completarsi del Risser 1.

Raggiunto il Risser 2 e fino al completarsi del Risser 3 la spinta rallenta, ma non permette comunque di abbassare la guardia con la terapia. Infatti è necessario che un paziente con scoliosi rimanga ancora in trattamento.

C’è una gradualità nel terminare la terapia che corrisponde alla progressione del Risser.Una volta raggiunto Risser 5 e quindi la piena maturità ossea è possibile interrompere la terapia in piena sicurezza e senza la paura di poter perdere parte del risultato ottenuto con grande sforzo.

La classificazione di Risser anche se di poco, però può cambiare in base a quale parte del mondo ci si trova. Infatti c’è differenza tra la lettura europea e quella americana. In Europa si tende a leggere il grado di Risser in maniera più prudente e quindi solo quando si raggiungono determinati accrescimenti ossei si passa da una fase all’altra. La lettura americana invece tende a passare prima alla fase successiva.

Un altro metodo per la valutazione della maturità ossea è la classificazione di Sanders. La classificazione di Sanders si divide in 8 fasi e si basa sulla valutazione dell’accrescimento osseo della mano [3]. Secondo alcuni studi risulta essere più precisa della classificazione di Risser, questo perché c’è una sensibilità maggiore della stadiazione durante la velocità di crescita massima e quindi in alcuni momenti particolari della crescita risulta essere più affidabile [4]. Il problema della classificazione di Sanders è che è necessaria un’ulteriore radiografia alla mano per poterla valutare e quindi si dovrebbe esporre il paziente ad altre radiazioni.

Tutte queste informazioni ci fanno capire come valutare la crescita residua sia fondamentale, ma nello stesso momento come sia di difficile interpretazione.

Ogni specialista può usare la classificazione che preferisce o quella che risulta di più facile individuazione rispetto alla propria esperienza per valutare il momento di picco di crescita dei ragazzi. L’importante è la capacità di riuscire a interpretare tutti i dati a raccolti e che vengono messi a disposizione dalle radiografie e dai pazienti, per ottimizzare i tempi e i risultati della terapia.

[1]  – Managing the Pediatric Spine: Growth Assessment
[2] – Adolescent idiopathic scoliosis: radiologic decision-making

 

Commenti

Commento di Elena
Il 19/01/2022 alle 08:51

Buongiorno, mio figlio ha 16 anni. Da un mese sta portando il busto Lionese 22/23 ore al giorno (lo toglie per fare ginnastica). La sua scoliosi è di 43° toracica dx e 36° lombare sx. Il test di Risser è pari al 60-70%. Vorrei sapere se potrebbe avere dei miglioramenti oppure vista la sua età e il suo grado di ossificazione può solo sperare di stabilizzare la situazione. Grazie.

Commento di Bruno Leonelli
Il 20/01/2022 alle 07:56

Buongiorno Sig.ra Elena,
da quello che scrive stiamo parlando di curve importanti e che meritano un’attenzione particolare, motivo per cui il suo medico ha prescritto a suo figlio così tante ore di corsetto.
Con una prescrizione del corsetto a tempo pieno, tra gli obiettivi del medico c’è sicuramente la stabilizzazione, ma anche quello di tentare un miglioramento.sia a livello estetico che radiografico.
Solitamente in ISICO dopo un mese dall’inizio dell’indossamento viene fatta una radiografia in corsetto, dove viene valutato quanto la schiena si fa correggere e quanto il corsetto risulti efficace.
Successivamente viene fatta una radiografia senza corsetto, in modo da capire quanta correzione tenga la schiena e quindi è possibile iniziare a ragionare su quale sia il reale obiettivo da poter raggiungere.
In generale il fatto che sia avanti con la crescita ossea è uno svantaggio, in quanto è poca la crescita residua da guidare con il corsetto, ma la correzione dipende anche dalla rigidità della schiena di suo figlio e da quanto questa si lasci correggere.
Spero di essere stato d’aiuto, un saluto.
Bruno Leonelli

Commento di Emanuela
Il 10/02/2022 alle 19:28

Buongiorno, mia figlia di 12 anni e mezzo a breve inizierà il suo percorso con il corsetto Chaneau Sibilla. Volevo sapere se sarà un problema per lei continuare a suonare il violino visto che il corsetto arriverà sotto alle ascelle e non so se le consentirà di fare i movimenti con le braccia senza sfregamenti. Grazie

Commento di Daniela
Il 13/02/2022 alle 07:39

Salve! Sono Daniela, una ragazza di 14 anni. Circa un mese fa mi è stato preiscritto un busto cheneau, ho una scoliosi toracica di 24 gradi. Ad oggi, non ho ancora ricevuto il busto e devo aspettare ancora un po’. Vorrei sapere se è normale aspettare circa 1 mese per ottenere il corsetto e se in questo mese la mia curva potrebbe peggiorare. Sul corsetto sto cercando dì documentarmi sempre più e non ho chiara una cosa: il corsetto a lungo andare può danneggiare il mio fisico? (es Glutei, Seno, Vita). Grazie per la vostra disponibilità.

Commento di Bruno Leonelli
Il 21/02/2022 alle 12:16

Ciao Daniela,
i tempi di attesa per la realizzazione del corsetto e lo svolgimento delle pratiche ASL sono diversi da regione a regione, mediamente ci si può impiegare da uno a due mesi.
Il corsetto non danneggerà il tuo fisico, anzi, sarà un alleato per combattere contro la scoliosi. Portando il corsetto tante ore sarai modellata esteticamente e quindi la tua schiena avrà un aspetto sicuramente più equilibrato rispetto a quello di una schiena affetta da scoliosi e non curata.
Il corsetto può provocare dei segni sulla pelle che però passano quando viene definitivamente tolto. Molto raramente (un caso ogni qualche centinaio – ma non c’è una statistica in merito) ci possono essere delle smagliature, ma sono talmente rare che vuol dire che ci deve essere oltre al corsetto anche una predisposizione individuale: in adolescenza, alcuni ragazzi che hanno avuto una crescita rapida presentano delle smagliature senza aver mai indossato un corsetto.
Per il corsetto è necessario fare un discorso generale, perché non sono tutti uguali e con le stesse caratteristiche. Alcuni corsetti sono asimmetrici, altri hanno delle necessità meccaniche correttive che possono implicare delle spinte a volte fastidiose e alcuni puntano alla correzione massimale a volte a discapito dell’estetica.
I corsetti da noi utilizzati seguono alcuni principi fondamentali che sono: invisibilità, correzione estetica, minor impatto negativo. Questo perché si cerca di ottenere il massimo risultato con il minor impatto sulla qualità di vita dei ragazzi, ottenendo da loro anche il massimo dell’impegno. Ovviamente sono sempre dei corsetti, ma cerchiamo di lavorare per renderli il più tollerabili possibili partendo dall’assunto che la massima correzione se non mantenuta abbastanza non aiuta a sufficienza. Quindi, il corsetto oltre a correggere, deve essere portabile per avere il massimo risultato.
Se hai altri dubbi scrivi pure, un saluto.
Bruno Leonelli

Commento di Assunta
Il 02/04/2022 alle 21:46

Buona sera mia figlia all età di 7anni gli fu diagnosticata una lieve scoliosi di 10 gradi a controllo a un anno peggiorò di 8 gradi i medici decisero per un corsetto che non da portare togliere solo per sei ore nell’ arco di 24 ore crescendo mia figlia è arrivata a portare il busto per 23 ore al giorno la sua scoliosi nel 2020 durante la fase del menarca è arrivata a 40 gradi in un anno ha preso 10 gradi pensavo che i medici stavano facendo del loro meglio a un controllo per il collaudo del nuovo corsetto in ospedale trovai un nuovo medico che visto il busto di mia figlia si infuriò fece venire il tecnico in ospedale e gli spiego che il busto che indossava mia figlia non serviva a niente allora in quel preciso istante capì che tutti i sacrifici fatti da mia figlia furono vani poiché seguita da pseudo medici incapaci a ogni collaudo lo davano positivo tanti anni persi della sua infanzia tanti sacrifici e rinunce privarsi di lunghe ore sulla spiaggia per indossare il busto in orario rinunciare ai vestitini più scollati per nascondere il busto tutto inutile ma con quale abominio si possono fare errori così facilmente ora mia figlia è seguita da un medico consigliatomi da altre mamme che mi hanno assicurato essere un luminare la prima cosa che ha fatto ha ingessato mia figlia per 40 giorni adesso che scrivo è ancora ingessata sperando che possa riportarla indietro con i gradi e poi metterà un corsetto lionese mia figlia è grado risser 2 prego tanto che possa tornare indietro e stabilizzarsi con il minor grado possibile vorrei un vostro parere medico se è ancora possibile e questa mia testimonianza spero che sia di aiuto e fare capire che per curare la scoliosi bisogna affidarsi a specialisti del settore spero di essere stata di aiuto per evitare sofferenze a altri ragazzi

Commento di Roberta
Il 05/04/2022 alle 15:07

Buongiorno mia figlia di anni 12 ha una scoliosi lombare di circa 20/25 gradi e mi hanno detto che il suo osso è già quasi formato ella scala da 1 a 5 4,5 non ha mai messo nulla e mi hanno detto che non si può più fare nulla data la crescita della osso ormai quasi terminata,inoltre ha una vertebra che scende verso il basso
È vero oppure ho ancora una speranza che possa tornare diritta? può servire un busto a livello lombare?

Commento di ROBERTA
Il 07/04/2022 alle 17:27

Per Emanuela, purtroppo anche mia figlia suona il violino.
Con il corsetto non riesce a suonare lo strumento pertanto cerca di farlo nelle ore di libertà

Commento di Fabio Zaina
Il 08/04/2022 alle 09:50

Buongiorno Sig.ra Roberta,
una scoliosi a fine crescita di 20-25 gradi non desta particolari problemi, di norma non viene trattata ma solo monitorata nel tempo. Il motivo di questa scelta sta nel fatto che si tratta di una curva al di sotto della soglia di rischio di problemi in età adulta e che la crescita ormai finita rende minimi i margini di miglioramento.
La cosa un po’ insolita, però, è che sua figlia sia già così avanti con la crescita a 12 anni. Di regola le femmine crescono fin verso i 16. Ovviamente può trattarsi dell’eccezione che conferma la regola, ma è importante essere certi.
Spero di averle chiarito un po’ le idee.
In bocca al lupo.
Fabio Zaina

Commento di Martina Poggio
Il 12/04/2022 alle 13:55

Buongiorno Emanuela,
sua figlia può decidere di suonare il violino sia con che senza il corsetto. Dipende dalla quantità di ore che vi ha prescritto il medico. Se vuole può sfruttare le ore di pausa dal corsetto per suonare, se invece preferisce tenerle per altre attività, riesce comunque a suonare il violino indossando il corsetto. Certo all’inizio non sarà proprio come se non avesse nulla. I movimenti sono comunque più limitati, ma il capo riesce ad inclinarlo e le braccia sono libere nei movimenti.
Nella nostra esperienza abbiamo avuto diversi ragazzi che hanno dovuto indossare il corsetto pur studiando musica: magari alcuni iscritti a indirizzi scolastici musicali, altri che facevano il conservatorio e altri che lo facevano anche solo per passione. Con il canto alcuni hanno lamentato la difficoltà del respiro. Altri invece suonavano strumenti e hanno avuto difficoltà diverse a seconda dello strumento. E’ un pò come per lo sport, generalmente noi consigliamo di farlo senza corsetto, ma se i ragazzi preferiscono tenersi le ore libere per fare altro, sono loro a scegliere. Consideri che le ore di libertà pian piano aumenteranno e avrà sempre più tempo per inseguire le sue passioni.
Se vuole può consultare sul sito del concorsetto; vi ho cercato alune foto e video di altri ragazzi musicisti (ad esempio Mattia, 14 anni, nel 2019 suonava la tromba; Letizia, 5 anni, nel 2019 suonava la batteria; S. nel 2020 e Erica nel 2014 suonavano il piano; Alba nel 2014 suonava l’arpa; Gaia nel 2016 e Giulia 2017 invece cantavano delle bellissime canzoni indossando il corsetto).
Buona fortuna
Martina Poggio

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