Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
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I “metodi” e la scoliosi

11 gennaio, 2011 (10:43) Di: Stefano Negrini

Gentile signora,
il Mézières, come tutti i metodi che offrono benefici di carattere posturale, se usato da mani esperte è utile per chi soffre di dolori alla colonna vertebrale, ma non è una cura per la scoliosi (come ha sempre affermato la stessa fondatrice), nonostante venga applicato per la scoliosi da molti fisioterapisti (e anche prescritto da diversi medici). Lo stesso vale per alcuni metodi in gran parte derivati dalle posture Mézières, come il Souchard (o RPG, o Rieducazione Posturale Globale, o Campo Chiuso), il Bertelè e il Pancafit.
Il Mézières esiste da più di 30 anni, la RPG ed il Bertelè da oltre 20, il Pancafit da più di 10. Di nessuna di queste abbiamo uno straccio di studio che ne dimostri l’efficacia. Non solo, le teorie su cui sono basate tutte queste tecniche sono del tutto fantasiose e non supportate da dati scientifici. Abbiamo poi uno studio effettuato oltre 20 anni fa a Lione da Paul Ducongé che dimostra come le scoliosi trattate esclusivamente con il Mézières abbiano una probabilità quasi del 100% di peggiorare (21 su 21 in quella casistica).
I danni che continuiamo a vedere prodotti da queste tecniche sono inaccettabili.
Ovviamente di tutto questo non ha alcuna “colpa” chi ha imparato una tecnica e la applica (in buona fede) secondo gli insegnamenti ricevuti anche per “curare” la scoliosi. Il problema sta in chi la insegna senza definirne i limiti e soprattutto senza averla studiata (con formale ricerca), ma basandosi solo su una aneddotica personale che in medicina oggi non è più accettabile.
Va aggiunto anche qualcos’altro molto importante: queste tecniche non fanno altro che aumentare il discredito di tutti coloro che si occupano di scoliosi in modo serio trattandola anche con la rieducazione e con gli esercizi. Infatti, con gli esercizi giusti i risultati si possono ottenere, ma con le tecniche sbagliate si possono anche fare dei danni (anzi, li si fanno proprio). Ne consegue che chi non si occupa di riabilitazione ma solo di ortopedia, dice che gli esercizi non servono a nulla per la scoliosi. Quindi, queste tecniche non solo fanno danni diretti a chi le subisce sulla propria pelle, ma anche a chi non verrà mai trattato con esercizi efficaci perchè i prescrittori hanno visto prima i danni prodotti da tecniche sbagliate.
Detto questo, alcuni esercizi di queste tecniche si possono anche “salvare” per trattare la scoliosi, ma si deve in primo luogo operare una rivoluzione culturale. Infatti si deve prima pensare al problema del paziente (la scoliosi) e poi decidere come trattarlo (scegliendo le tecniche più opportune); e non, come fa quasi sempre chi si “innamora” di una tecnica, scegliere prima il Mezieres o derivati, e poi applicarlo a tutti i pazienti che tratta ! Sarebbe come se ad un farmacista piacesse l’aspirina e poi la proponesse a tutti coloro che si rivolgono a lui per qualunque malattia.
Per cui, signora, non si fidi proprio.
E comunque, per tutti, non c’è alcun paragone di efficacia per alcuna tecnica basata sugli esercizi rispetto ad un corsetto. Gli esercizi nelle forme minori (sino ai 20° circa) possono aiutare alcuni pazienti ad evitare il corsetto, e quindi sono importanti per quello. Poi sono importanti se si usa il corsetto, per potenziarne in sinergia l’efficacia e per ridurne gli effetti collaterali. Ma se ci vuole il corsetto, allora lo si deve usare e non sperare che gli esercizi facciano i miracoli. E’ come dire che con la Tachipirina si può curare la polmonite: se ci vogliono gli antibiotici, allora non usarli diventa dannoso. E la Tachipirina proprio non ottiene nulla !
Auguri !
Stefano Negrini

Commenti

Commento di Vincenzo
Il 11/01/2011 alle 16:41

Salve, sono un papà di un’adolescente di 15 anni che da tre anni indossa un corsetto lionese per una scoliosi idiopatica che ha iniziato con 25° e che ad oggi è andata a peggiorare con una curva dorsale di circa 38°. Dico circa perché il medico ortopedico che ci segue difficilmente misura le radiografie (forse sicuro del fatto suo) tranne su nostra richiesta e spesso ci indirizza all’intervento. Ho il sospetto che il corsetto non abbia lavorato bene e che il medico è propenso al bisturi e non da tanta attenzione alla terapia con corsetto. Mi viene sempre detto che esteticamente abbiamo raggiunto ottimi risultati ma alle radiografie in questi tre anni la curva è aumentata. Ha già cambiato tre corsetti sempre lionesi a doppia spinta ma niente da fare. Mia figlia si è formata tardi circa un anno fà (a 14 anni) non so se è un vantaggio per noi. Adesso sono tanto confuso. Il bisturi lo rifiuto categoricamente e vorrei consultare un altro medico per sapere se fino ad ora la terapia è stata adeguata e le prospettive di miglioramento o peggioramento di mia figlia. Ogni volta (ogni 4 mesi) che usciamo dalla visita ortopedica è un dramma. Eppure mia figlia è una ragazza molto determinata, tiene il corsetto 24 su 24, mette la gorgiera la notte, lo toglie solo per la doccia, e fa tre volte a settimana la ginnastica correttiva. Perché la curva dorsale non migliora pur avendo questa determinazione? Perché è più difficile da raddrizzare in quanto collegata con la gabbia toracica? Mentra quella lombare ha avuto la sua risposta al corsetto. Forse è sbagliato il corsetto? Ma intanto mensilmente il tecnico ortopedico (che reputo bravo e preparato) lo registra ed è sempre molto collaborativo e confortante. Infatti lui ci conforta (sfatando il bisturi) dicendo che esteticamente abbiamo raggiunto un ottimo risultato, mentre l’ortopedico a cui lui collabora, nonchè nostro medico, è più per la soluzione chirurgica. Vi prego di darmi un preziosso consulto.
Grazie.

Commento di Stefano Negrini
Il 17/01/2011 alle 10:08

Egregio signore
A livello internazionale il limite per la chirurgia si trova tra i 45 ed i 50 gradi, anche se qualche chirurgo (vedi “Il parere del grande medico” pubblicato sul Corriere Salute un paio d’anni fa) ha abbassato arbitrariamente questa soglia sino a 35°. Per me, per noi di Isico, per tutta la comunità internazionale che si occupa di trattamento conservativo, è una vera assurdità, un controsenso. E’ chiaro che ci sono sempre interpretazioni diverse, ma il punto di partenza è uno solo. La scoliosi in età adulta può determinare dei problemi, che sono peggioramento con il passare degli anni e dolore. Se poi il peggioramento è tanto (ma proprio tanto) si possono determinare lievi difficoltà respiratorie (oltre i 60-70°). Il vero problema in realtà è soprattutto la postura flessa in avanti in età anziana.
Ora, il rischio di questi problemi aumenta oltre i 30° e diventa sostanzialmente una garanzia oltre i 50°.
Quindi, secondo noi la chirurgia si affronta solo quando c’è una garanzia di problemi in età adulta, secondo altri quando il rischio aumenta. Chi poi deve decidere sulla propria pelle (o, peggio ancora, su quella dei propri figli) come la pensa ? Secondo me, secondo noi di Isico il paziente deve essere debitamente informato, deve sentire il chirurgo ed il non chirurgo, per poi raggiungere una decisione informata, sapendo pro e contro, rischi da una parte e dall’altra, vantaggi e svantaggi.
Ma devo anche dire, in tutta onestà, che ad un paziente con 38° (il circa non esiste proprio: come si fa a seguire una scoliosi senza misurarla ? Fermo restando che poi da un medico ad un altro la differenza di misura può arrivare anche a 5°, quindi c’è sempre un minimo di incertezza, ma quando misura sempre lo stesso medico questa differenza diminuisce – personalmente so che oltre i 3° la differenza è reale, se misuro sempre io) noi di Isico di intervento non parliamo proprio. Non ha senso per noi. Anche perché secondo noi (e secondo le Linee Guida sul trattamento ortesico di SOSORT la terapia si costruisce sulla fiducia e non sul terrorismo. Sul rapporto confidente tra medico e paziente (e genitori, e tutto il team – fisioterapista e tecnico ortopedico – con il quale ci deve essere affiatamento e parole simili, non contrasti, per non aumentare la confusione) e non sulle minacce.
Detto questo, in effetti le curve dorsali sono a volte purtroppo le peggiori, anche se molto dipende da come viene fatto il corsetto. Una cosa da sapere sarebbe anche l’età ossea (che si vede – senza “circa” – sulla radiografia), perché con l’aumentare di quella si riduce progressivamente il rischio di peggioramento. E questo il medico accorto lo sa, e lo comunica al paziente. C’è una fase in cui la scoliosi a volte peggiora nonostante le terapie, ma poi questa fase passa (nel giro di 6 mesi, di norma, anche se esistono scoliosi tremende che riescono a spingere per 12-18 mesi consecutivi). Poi la storia non è finita, ci possono ancora essere delle poussez ma brevi e non troppo incisive. Quindi, come sempre, per rispondere al suo quesito, mancano tante cose che derivano da un intervento diretto e non per lettera. Ma se sono 38° e l’estetica è buona, si può pensare di affrontare la vita adulta con discreta tranquillità, ovviamente tenendo sotto controllo la scoliosi anche in età adulta. Ed ovviamente non perdendo di correzione con l’abbandono del corsetto (esercizi, esercizi, esercizi ! E lentezza nella discesa, nella riduzione del numero di ore).
In bocca al lupo, soprattutto a sua figlia !
Stefano Negrini

Commento di robi 64
Il 17/01/2011 alle 23:20

Gentile dottor Negrini,
Ho sentito alcune colleghe (donne oltre i 50 anni) parlare molto bene del metodo Pancafit ritenendolo un buon sistema per i loro problemi legati a dolori alla schiena o deformazioni delle mani e di tutto lo scheletro , in questo secondo caso
dovuti ad una forma molto avanzata di artrite reumatoide. Volevo un’informazione a questo proposito. visto che io ho subito più di 20 anni fa un intervento di scoliosi ed in conseguenza a ciò ho molta rigidità nelle parti non bloccate dalla barra, questo tipo di sistema potrebbe essere un aiuto in sostituzione di esercizi eseguiti in palestra che per altro io rifiuto perchè mi fanno solo tornare in mente brutti ricordi giovanili quando passavo 6 ore alla settimana in una palestra organizzatissima e all’avanguardia come piano di lavoro ma con un medico che la gestiva poco onesto nelle osservazioni dei pazienti e dei corsetti (visivamente e palesemente sbagliati) che regolarmente indossavamo.
Grazie

Commento di Riccardo
Il 19/01/2011 alle 09:37

Gent.mo dott. Negrini,
sono il papà di una bambina di 8 anni e mezzo alla quale hanno diagnosticato una scoliosi del 30% (deviazione scoliotica toraco lombare destro convessa del valore angolare di 30 gradi per v.n. T8-L3 con controcurva di compenso nel tratto superiore). Credo sia una scoliosi congenita visto che anche la mamma quando piccola (all’età di 11 anni circa) scoprì di avere la scoliosi, non so esattamente in che percentuale ma sicuramente molto simile alla bambina (spina dorsale ad “esse” piuttosto pronunciata). Con la ginnastica, nuoto e lo sport la mamma è riuscita col tempo a “compensare” la scoliosi ma la bambina chiaramente è ancora piccola ed in fase di sviluppo. Siamo stati da un ortopedico di Roma che mi dicono essere bravo, e la prima cosa che ci ha prescritto vedendo le lastre, è l’utilizzo del corsetto di milwakee (per ora solo la notte) e cicli di ginnastica posturale (3 a settimana). Il corsetto dobbiamo ancora acquistarlo e leggendo il suo blog, non le nascondo che mi sto preoccupando moltissimo dei risvolti (per non parlare dei disagi) che l’uso di questo corsetto potrebbe creare nella bambina. Mi chiedo se esistano metodi alternativi (ripeto parliamo di una scoliosi del 30%) o dei corsetti meno invasivi e dove potrei trovarli. Sto seriamente pensando di far visitare mia figlia da un altro ortopedico (siamo a Roma) per sentire anche il parere di quest’ultimo. Lei cosa ne pensa? E’ una buona idea. Ha dei consigli o dei suggerimenti dove poter andare? La ringrazio fin d’ora per la sua risposta e le auguro buon lavoro.
Riccardo

Commento di paola
Il 19/01/2011 alle 14:22

Buongiorno, sono anch’io una mamma con una figlia con problemi di scoliosi e le consiglio vivamente di non perdere tempo ma di andare direttamente dal Dott.Negrini del centro Isico. Cordialmente mamma Paola

Commento di emanuela c.
Il 19/01/2011 alle 16:34

concordo con Paola, visto che la bambina è ancora piccola non perda tempo inutilmente.
Emanuela C.

Commento di carmenta
Il 21/01/2011 alle 11:33

Scrivo per Riccardo, il papà della bimba di otto anni con la grave scoliosi che ha scritto il 19/1. Anche io a otto anni ho scoperto di avere una scoliosi di oltre 30°, anche io sono stata curata col Milwaukee perché all’epoca non esisteva altro; pertanto Le consiglio davvero di sentire altri medici perché so che oramai il Milwaukee è (per fortuna) considerato superato. Lasci perdere chi glielo consiglia!!!

Commento di papa michele
Il 22/01/2011 alle 14:42

PER RICCARDO ,
anche a mia figlia di 5 anni e stato prescritto il Milwaukee ma infine grazie al dott Atanasio del Centro Negrini la bambina indossa un cheheau da due mesi e ti posso assicurare che riesce a fare praticamente tutto. Io ho girato abbastanza e posso dirti che la serieta, la competenza e l’umanita che ho trovato nel dott Atanasio presso il Centro Negrini non lo trovata da nessun alttra parte. MI RACCOMANDO NON FERMARTI DAL PRIMO DOTT.

Commento di Stefano Negrini
Il 24/01/2011 alle 12:03

Caro Riccardo,
ovviamente tutti gli interventi sul blog hanno un valore generale e non assoluto da applicare in un singolo caso: le eccezioni, soprattutto in medicina, esistono sempre. Quindi non posso sapere se nel caso di sua figlia proprio il Milwaukee ci vuole.
Comunque, non usi il termine 30% per una scoliosi di 30°, perché non è corretto e dà l’idea che si tratti di una scoliosi “solo” del 30%, rispetto ad un teorico 100% che non esiste. In realtà, 30° sono tanti, soprattutto ad 8.5 anni, e si deve ASSOLUTAMENTE migliorare in vista della pubertà, per non trovarsi poi con una scoliosi che in spinta puberale peggiora marcatamente sino a diventare da intervento (che è purtroppo, secondo la letteratura, quasi sempre la storia naturale di una scoliosi di 30° a 8 anni…). Un corsetto notturno, se veramente sono 30°, è troppo poco, almeno secondo me e secondo i risultati che otteniamo nelle scoliosi giovanili. Detto questo, si deve ovviamente verificare il caso individuale.
Comunque, a 8 anni c’è un po’ di tempo per fare qualche verifica e non c’è urgenza di intervenire immediatamente, visto che la pubertà è lontana. Si prenda il tempo necessario (2-3, anche 4 mesi) per esplorare le strade che ha disponibili e scegliere quella che le dà più affidamento.
Auguri
Stefano Negrini

Commento di Stefano Negrini
Il 24/01/2011 alle 12:12

Gentile signora, mentre in un altro intervento ho sottolineato come Mézières e derivati (come il Pancafit) non solo non sono utili, ma addirittura sono dannosi per chi ha la scoliosi vedi il link, diversa è la situazione per chi ha mal di schiena. In caso di una schiena operata un po’ di stiramenti molto dolci possono dare un certo giovamento e possono essere praticati. Quindi, può provarli, anche se gli esercizi specifici sono anche in questo case certamente meglio (ossia un piano di esercizi studiati apposta su di lei, partendo dal suo problema e dalle sue caratteristiche, piuttosto che una tecnica generale applicata a lei indipendentemente da quello che lei è ed ha…).
Cordiali saluti
Stefano Negrini

Commento di flavia
Il 09/02/2011 alle 14:33

Buongiorno,
a mia figlia di 14 anni e mezzo è stato prescritto un corsetto Milwaukee per scoliosi e dorso curvo.
Vorrei sapere se è indispensabile questo tipo di corsetto che, per quanto mi è parso di capire, è piuttosto invalidante.
Tengo a segnalare che I. è nata in artrogriposi multipla congenita ed è affetta da una lieve forma di amyoplasia (ipoplasia ventri muscolari). Con questa diagnosi era stato da subito segnalato il rischio di insorgenza scoliosi proprio come conseguenza dell’ipotonia muscolare. Ritenete che l’utilizzo di un corsetto 20 ore al giorno potrebbe causare un peggioramento della tonicità muscolare?
Si potrebbe pensare di utilizzare parallelamente un Milwaukee (durante il tempo che trascorre in casa) e un secondo corsetto meno ingombrante (per il tempo da trascorrere a scuola) per contenere al meglio l’impatto psicologico?
Fornisco di seguito ulteriori informazioni:
Menarca: settembre 2010.
Referto RX settembre 2010:
Curva scoliotica dx convessa in sede cervico-dorsale
Diagnosi ortopedico:
Dorso curvo + scoliosi DL dx, dors. Sx.
D6 D11 sx 20° (era 14° nel 2008)
D11 L4 dx 21° (era 13° nel 2008)
Consigliato trattamento con corsetto Milwaukee 20/24 h. + kinesiterapia.
Vi ringrazio molto per la disponibilità.

F.Caliaro

Commento di Fabio Zaina
Il 13/02/2011 alle 18:32

Gent.ma Sig.ra,
come ripetuto molte volte in questo blog, a parità di risultati privilegiamo sempre una terapia meno invasiva. Quindi se è necessario usare un corsetto scegliamo un corsetto basso, che ci garantisce ottimi risultati e un minor impatto psicologico. Poi, nel dettaglio, la scelta del tipo di corsetto può essere fatta solo in visita. Per quanto riguarda la perdita di tonicità muscolare, bisogna ricordare che tutti i corsetti, dando un sostegno passivo alla schiena, indeboliscono i muscoli. Questo è uno dei motivi per cui facciamo fare gli esercizi di accompagnamento, che sono fondamentali per non incorrere in questo rischio.
In bocca al lupo.
Fabio Zaina

Commento di Marino Marina
Il 09/08/2011 alle 06:54

Buongiorno Dott Negrini, sono insegnante di ed fisica che pero’ non ha mai potuto lavorare nelle scuole definitivamente, precaria da 19 anni, pertanto visto l’amore che ho sempre avuto per questo lavoro, ho sempre continuato a studiare. Avendo una piccola palestra a Pescara, che si occupa principalmente di postura, ho seguito i corsi del Dott Raggi, (in palestra ho 14 pancafit) non solo, sono diplomata in Mezieres (2 anni di corso), mi sono specializzata in “posturologia clinica e integrata” all’Universita di Medicina Tor Vergata a Roma, pertanto le dico, in tutti questi anni di lavoro, avendo diversi strumenti da usare per ciascuna persona, ho avuto risultati sempre positivi, Mezieres e Pancafit insieme mi hanno fatto mettere in piedi persone che per dolori e altre problematiche, camminavano con le stampelle, e inoltre abbiamo monitorato bambini con scoliosi, che sono regrediti piu’ del dovuto. Non e’ una critica ma se giustamente come dice lei usiamo gli strumenti giusti per ognuno, anche quelli di essere a volte psicologi otterremo sempre ottimi successi, l’importante è amare il proprio lavoro e non far di esso un business. Dott.Marina Marino

Commento di Ilaria
Il 26/08/2011 alle 10:51

Gentili Dott.ri Negrini e Zaina,
non amo molto facebook comunque seguo spesso la pagina “Scoliosi”, amministrata tra gli altri dal Prof. Rodolfo Lisi.
Qualche giorno fa è apparso un post molto interessante su un certo metodo Torrusio
che pare sia in grado di mobilizzare le curve e raddrizzarle parzialmente
grazie a delle trazioni specifiche. Nell’articolo si fa riferimento a delle prove radiografiche a sostegno del metodo e mi piacerebbe saperne di più da voi.
Auguro a voi buon lavoro e saluto tutti gli amici del blog 🙂

Commento di stefania,mamma in crisi
Il 28/08/2011 alle 15:57

Gentili Dott.ri Negrini e Zaina,
sono una mamma di una ragazzina di 15 anni.Da un mese abbiamo scoperto che mia figlia ha una scoliosi di 30°.La dottoressa dove l’ho portata ci ha consiliato un busto ortopedico di gesso per tre mesi e infine un busto lionese. ci ha detto che essendo ormai grande è meglio non attendere.Così l’8 settembre dovrebbe entrare in ospedale(Burlo Trieste) per “indossare” questo busto.Ora mi sorgono mille dubbi.Mi chiedo se esistono altre alternative ad un busto rigido.Vi prego datemi un consilio altrimenti non dormo più la notte.grazie della vostra cortesia.

Commento di Raffaella (osolemio23@hotmail.com)
Il 28/08/2011 alle 19:32

Cara Stefania,
si, l’alternativa c’è, anche a me volevano far mettere un gesso a mia figlia lo scorso Settembre (con relativo ricovero di 20 giorni) ma io ho detto un bel no e sono approdata da ISICO.
In sei mesi mia figlia è migliorata di 5 gradi, non ha più i gibbi e anche il fianco è più simmetrico e modellato, il tutto indossando il corsetto Sforzesco 23 ore su 24 e facendo gli esercizi consigliati dal loro fisioterapista.
Non è facile neanche così, ma sicuramente è meglio del gesso, il corsetto è pressochè invisibile e si può fare la doccia.
Inoltre tua figlia è “solo” a 30°, per cui mi sembra che ingessarla sia un tantino eccessivo (mia figlia aveva oltre 50°.
Se vuoi scrivimi, nel frattempo io chiederei anche un appuntamento al centro Isico più vicino a te.
In bocca al lupo, ciao

Commento di stefania
Il 29/08/2011 alle 08:13

Cara Raffaella,.mi sei stata molto utile..Questo è per me un mondo tutto nuovo..Prenderò subito appuntamento ..Cosa mi consigli? Abitando a Caorle mi è più vicina Vicenza ma è solo un ambulatorio. Se serve vado a Milano anche se è più lontana. Grazie mi hai salvata da notti insonni!!

Commento di paola
Il 02/09/2011 alle 20:24

Gentile Stefania, anch’io concordo con il parere che ti ha dato Raffaella. Credo che il gesso sia una tortura inutile, visto che il corsetto sforzesco ideato dai professionisti di Isico ha lo stesso effetto!!!!

Commento di Alice
Il 06/09/2011 alle 09:57

Cara Stefania, io ti consiglio di rivolgerti ai centri Isico prima possibile.
Io ho 22 anni e porto il corsetto sforzesco, ideato da Isico, dal mese di febbraio.
Odio sentire quando un medico giudica una ragazza di 15 anni troppo giovane per avere dei miglioramenti; se davvero fosse così io non sarei dovuta migliorare di una virgola. Nonostante io sia già grande sto avendo dei risultati enormi; i fianchi sono ormai perfetti e il gibbo si è ridotto di 10 gradi. Non è facile portare il corsetto ma è sicuramente meglio del gesso e se da risultati è un sacrificio che vale la pena fare; io lo rifarei altre mille volte senza pensarci nemmeno un attimo.
Un grande in bocca al lupo a te e a tua figlia.

Commento di Alberto
Il 17/02/2012 alle 13:48

Salve, sono un fisioterapista, ultimamente l’argomento scoliosi mi sta interessando sempre più. Sarebbe possibile avere, dott. Negrini, dei riferimenti bibliografici in merito alla risposta che ha dato in un intervento precendente “Gentile signora, mentre in un altro intervento ho sottolineato come Mézières e derivati (come il Pancafit) non solo non sono utili, ma addirittura sono dannosi per chi ha la scoliosi vedi il link, diversa è la situazione per chi ha mal di schiena.”
Soprattutto per quanto riguarda la dannosità della Pancafit in una scoliosi.
La sua affermazione deriva da uno studio in merito o dalla sua arbitrarietà?
Cordialmente

Commento di Stefano Negrini
Il 01/03/2012 alle 14:53

Egregio Alberto
prima di tutto, l’onere della prova di efficacia spetta a chi afferma che le sue tecniche sono utili a trattare una patologia: ossia non sono io a dover dimostrare che il Mézières o il Pancafit sono utili/inutili, ma gli inventori, insegnanti, promulgatori, adepti di queste tecniche a dover dimostrare che servono a qualcosa. Si tratta tra l’altro di un onere etico (visto che abbiamo a che fare con la salute delle persone), oltre che deontologico, prima ancora che scientifico.
In secondo luogo, quando faccio delle affermazioni perentorie è perché mi baso al di là della mia pur vasta esperienza personale (i disastri visti dal trattamento esclusivo con questi metodi-tecniche sono stati tanti in questi anni) soprattutto su dati scientifici precisi.
Nel caso del Pancafit, si tratta di una derivazione diretta del Mézières come l’inventore stesso afferma, essendo la panca solo uno strumento utile per ottenere le posture richieste dalla nota metodica francese. Ovviamente un domani il Prof. Raggi potrà documentare che fa qualcosa di diverso dal Mézières, se ovviamente riterrà che ci siano delle differenze: anche qui, l’onere della prova spetta a lui, in ogni caso.
Quindi, quanto provato sulla tecnica Mézières si applica anche al Pancafit.
Nel caso del Mézières, in una lezione magistrale tenuta al Congresso Internazionale GEKTS del 1992 a Lione, il capo terapista della Clinique du Parc di Lyon, Paul Ducongé, ha documentato come, tra il 1989 e il 1990, dopo aver affidato a terapisti mezieristi 21 pazienti con scoliosi evolutive in età puberale, età media all’inizio del trattamento 14 anni e un mese, con curve tra i 18,4° e 29,2°, di cui 6 toraciche, 7 lombari e 8 a doppia curva), in periodo puberale, quindi ad alto rischio, in un anno ha ottenuto un 100% di risultati dannosi con peggioramento e necessità di trattamento ortesico. Questo è l’unico lavoro esistente dopo oltre 40 anni di Mézières applicato sulla schiena degli scoliotici, che sia con il nome dell’autrice o con vari pseudonimi tipo Pancafit o Bertelè.
Quindi, è ora di guardare in faccia la realtà, oppure portare prove scientifiche diverse (dopo aver informato i pazienti che saranno trattati con tecniche di non provata efficacia scientifica) che consentano di modificare queste nostre affermazioni basate sulle attuali conoscenze. Quando sarà così, saremo tutti lieti di cambiare idea ed adottare quanto ha dimostrato di funzionare, come ogni medico deve fare in scienza e coscienza. Ma sino ad allora, non solo non lo faremo, ma sconsiglieremo anche pubblicamente dall’usare questi metodi, dati i risultati noti a tutt’oggi (ed i soldi e la salute sottratti alle persone ignare).
Cordiali saluti e tanti auguri a lei ed ai suoi pazienti
Stefano Negrini

Commento di Alberto
Il 01/03/2012 alle 19:24

Innanzi tutto grazie per la celere risposta.
Sono assolutamente convinto che l’esclusività di un trattamento in una scoliosi evolutiva in età puberale con le caratteristiche descritte nell’intervento , qualunque esso sia,dia una percentuale di insuccesso che si avvicina a quella descritta da lei nel caso di Mézières. È per questo che il fisioterapista non si avvale soltanto di esercizi attivi ma anche di ortesi. A quanto capisco il trattamento Mézières è stato definito dannoso in quanto ha portato ad un peggioramento della curva ed alla successiva ortesizzazione, la domanda che mi sorge è pertanto se siamo in possesso di qualche tecnica che a parità di quelle condizioni patologiche riesca ad evitare con una probabilità elevata l’ortesizzazione.
Vorrei utilizzare questa occasione di confronto per carpire nuove informazioni e crescere professionalmente attraverso il dialogo fra colleghi, non difendo le tecniche vicine a Mézières in quanto non le uso.
Mi piacerebbe peró attraverso il dibattito stimolare la sete di conoscenza e crescita che ogni professionista come noi dovrebbe non perdere mai.
Cordiali saluti
Alberto Bozzi

Commento di Valeria
Il 07/04/2012 alle 06:34

Buon giorno,
Ho una figlia di 14 anni appena compiuti. Menarca da un anno e con una scoliosi lombare di 13° cobb. E’ stata vista dallo Specialista della ISICO che assieme alla fisioterapista ha indicato opportuno la pratica di una terapia fisioterapica , quindi con esercizi posturali da eseguire in autonomia.
Mia figlia purtroppo non segue l’indicazione data, ovvero non vuole fare gli esercizi e sembra negare il problema sostenendo che “tanto non serve a nulla”.
Inoltre non riesce a vedere la lieve diformità del fianco sinistro.
Vorrei intervenire in altro modo, magari con un corsetto solo di notte.
Ho saputo dell’esistenza dello spinecor che ritengo una possibilità interessante.
Mia figlia ormai è da un anno che non si cura la schiena e detesta perfino farsi controllare la curva scoliotica dai suoi genitori.
Desidero avere un suggerimento.
Grazie
Valeria

Commento di Lolita
Il 07/04/2012 alle 17:22

Un caloroso saluto a tutti i collaboratori, Dottori, fisioterapisti di Isico per una Pasqua ricca di speranza e di Vita Nuova, naturalmente estesa anche ai visitatori del blog.

Commento di ISICO
Il 08/04/2012 alle 19:21

Grazie davvero, e auguri di Buona Pasqua a tutti!

Lo staff di Isico

Commento di Sabrina Donzelli
Il 16/04/2012 alle 11:07

Cara Signora Valeria,
se è passato un anno da quella visita sarebbe meglio effettuare una nuova visita per discutere delle eventuali possibilità di trattamento, in un anno la situazione è cambiata, potrebbe essere andata bene, ovvero la scoliosi non è peggiorata; la crescita ossea è andata sicuramente avanti e il rischio di evolutività potenziale potrebbe essersi ridotto di molto, ma c’è anche la possibilità che la situazione sia peggiorata, solo con una nuova visita si potranno valutare insieme a sua figlia le possibilità di trattamento o non trattamento! Se sua figlia vuole essere grande da decidere della sua schiena è meglio che impari a farlo prendendosi al 100% le proprie responsabilità e conoscendo a fondo la situazione e le eventuali conseguenze delle sue scelte.
Se riesce a convincerla a fare una nuova visita, si ricordi che è necessario che esegua una nuova radiografia della colonna in toto aggiornata.
Vi saluto cordialmente e vi faccio tanti auguri!
Sabrina Donzelli

Commento di Mauro
Il 24/05/2012 alle 22:53

Buongiorno, sono il papà di una ragazzina di 12 anni e 8 mesi, (menarca ad 11 anni ),volevo raccontavi il mio tortuoso percorso,e sapere che ne pensate. Due mesi e mezzo fa, marzo 2012, mia moglie guardando mia figlia, si accorge che ha il fianco sx spostato fortemente all esterno…preso appuntamento cn fisioterapista, questo prontamente consiglia radiografia, esito cn:
scoliosi lombare a sx, minimosovraslivellamento dell’ala iliaca e della testa femorale di dx. Sembra riconoscersi regolare aspetto dei rapporti articolari delle anche senza alterazioni focali ossee.
E, da qui parte l’ odissea…sentito il primo ortopedico, dice subito corsetto fisso 23 ore al gg modello cheneau…e fisioterapia, ma ci consiglia di sentire anche un altro parere. Prendiamo appuntamento cn altro importante medico ortopedico, e questo ci consiglia il modello solo notturno providence nighttime brace….nel frattempo abbiamo sentito un luminare,la quale ci consiglia il modello agostini corto cn pressione lombare sx in l3 controspinta fissa dx in t9. Sempre 23 h al gg.
Da notare che gli altri 2 non mi hanno scritto le pressioni e controspinta… forse è una cosa che decide il tecnico? Mah..
A questo punto io mi domando dopo 2 mesi di corse e giri vari..io di chi mi devo fidare???
Come mai un disaccordo così grande tra 3 medici e un professore che operano tt in una stessa grandissima struttura?
Ah da notare..uno ha detto 20 cobb…l’altro 24 cobb…di scoliosi lombare.
Cordiali saluti,confido in una vostra solerte risposta, papà scoraggiato.

Commento di Andrea
Il 25/05/2012 alle 08:37

Sono padre di una bimba di 12 anni che da circa due anni porta con molto sacrificio un corsetto tipo lionese. Il quadro clinico non e’ peggiorato e quindi possiamo forse dire che il busto ha avuto una sua efficacia. Volevo pero’ sapere se qualcuno ha sentito parlare di un metodo G.A.M.M. messo a punto da una dottoressa che dovrebbe portare non a guarigione completa ma a notevoli miglioramenti. Grazie

Commento di Fabio Zaina
Il 29/05/2012 alle 14:48

Gent.mo Sig. Mauro,
non è purtroppo affatto strano avere 3 opinioni diverse sullo stesso caso, non solo nel campo della scoliosi ma in generale in medicina. Le scelte e i consigli dei medici si basano sulla loro esperienza, la loro conoscenza, gli strumenti terapeutici che hanno a disposizione (in questo caso corsetti di tipo diverso), e possibilmente i desideri dei pazienti. Riguardo ai gradi Cobb misurati in maniera diversa, 4 gradi di scarto sono entro l’errore di misura delle radiografie, quindi niente di strano, solo che ci sono delle piccole differenze di interpretazione delle vertebre. Per la prescrizione senza dettagli, molto dipende dal rapporto tra medico e tecnico, perché se si lavora molto insieme il tecnico sa già cosa il medico si aspetta e la prescrizione può essere semplificata.
Detto questo, vuole che le diciamo chi scegliere dei tre medici? Se scrive su questo blog per esporre questo dubbio, mi verrebbe da dire nessuno dei 3. E questo non per una valutazione in merito alla proposta terapeutica, che mi è molto difficile valutare senza aver visitato sua figlia, ma perché se è arrivato qui con questi dubbi vuol dire che nessuno dei medici che incontrato ha ottenuto la sua piena fiducia. E senza fiducia nel medico che propone la terapia è molto difficile ottenere dei risultati, perché ogni consiglio, ogni prescrizione verrà soppesato con dubbio e magari scetticismo, soprattutto se il consiglio è in contrasto con quello che vorrebbe per sua figlia. Per sconfiggere la scoliosi ci vuole una squadra compatta: medico, tecnico ortopedico, fisioterapista, paziente e famiglia devono lavorare insieme con fiducia reciproca. Se non c’è la fiducia i ragazzi non sono motivati a portare il corsetto né a fare gli esercizi e la scoliosi ha campo libero.
Perciò la saluto, e le auguro in bocca al lupo, perché solo lei con sua moglie e sua figlia è grado di sciogliere questo dubbio amletico.
Fabio Zaina

Commento di Mara
Il 13/10/2012 alle 00:29

Gentile dottor Negrini sono la mamma di una ragazza di 14 anni con una scoliosi di 43 gradi e’ stata visitata da diversi ortopedici di Roma e tutti dicono che deve subire l’intervento vorrei sapere se con una scoliosi così ho possibilità di essere vista presso un centro isico . Sono disperata e confusa non so se e’ la soluzione più giusta !! Attendo una sua risposta in merito Grazie

Commento di Fabio Zaina
Il 24/10/2012 alle 12:48

Gent.ma Sig.ra Mara,
come abbiamo scritto ripetutamente in questo blog, non è obbligatorio operarsi per la scoliosi. Da quello che scrivete attualmente l’intervento non è la terapia che ritenete più adatta a vostra figlia, quindi vale senz’altro la pena di fare una visita per valutare le possibili opzioni terapeutiche e decidere cosa fare.
Per fissare eventualmente una visita presso uno dei centri ISICO, contatti il nostro CUP al numero 0381.310851 e le nostre operatrici le potranno segnalare la sede più vicina a voi e dare tutte le informazioni necessarie.
Cordiali saluti
Fabio Zaina

Commento di ilaria
Il 20/04/2013 alle 18:40

Gentili dottori, leggendo su internet ho scoperto questa nuova tecnica chirurgica mininvasiva per cui ti aprono dal fianco e correggono la curva con un approccio frontale. Voi cosa ne pensate? Esistono cliniche che la praticano in Italia? Dalle immagini che si trovano in rete la correzione che si raggiunge pare ottimale e i pazienti sembrano in grado di piegarsi bene in avanti, insomma sembra tutto bello ma ho un dubbio: se la strumentazione è assicurata solo da un lato della colonna, è in grado di reggere col tempo?

Commento di Il team di ISICO
Il 23/04/2013 alle 11:52

Gent. sig.ra,
seguendo questo link può trovare la risposta del dott. Teli a un’altra domanda comparsa sul blog sullo stesso tema.
Cordiali saluti

Commento di Giuseppe Palestini
Il 30/05/2013 alle 14:44

Salve, vorrei avere maggiori illustrazioni riguardo a questa affermazione, se mi è concesso:”Nel caso del Mézières, in una lezione magistrale tenuta al Congresso Internazionale GEKTS del 1992 a Lione, il capo terapista della Clinique du Parc di Lyon, Paul Ducongé, ha documentato come, tra il 1989 e il 1990, dopo aver affidato a terapisti mezieristi 21 pazienti con scoliosi evolutive in età puberale, età media all’inizio del trattamento 14 anni e un mese, con curve tra i 18,4° e 29,2°, di cui 6 toraciche, 7 lombari e 8 a doppia curva), in periodo puberale, quindi ad alto rischio, in un anno ha ottenuto un 100% di risultati dannosi con peggioramento e necessità di trattamento ortesico. Questo è l’unico lavoro esistente dopo oltre 40 anni di Mézières applicato sulla schiena degli scoliotici, che sia con il nome dell’autrice o con vari pseudonimi tipo Pancafit o Bertelè.”

Nello specifico:
N. di sedute settimanali
Tempo per seduta
Cosa si intende per peggiramento del 100 % (sono stati riportati i gradi cobb prima e non dopo)
Si tratta di sedute individuali, con paziente denudato?
Quanti anni di esperienza avevano i terapisti?
Grazie.

Commento di Giuseppe Palestini
Il 30/05/2013 alle 22:00

Salve, chiedo delucidazioni riguardo a queste affermazioni del Dottor Negrini: “Nel caso del Mézières, in una lezione magistrale tenuta al Congresso Internazionale GEKTS del 1992 a Lione, il capo terapista della Clinique du Parc di Lyon, Paul Ducongé, ha documentato come, tra il 1989 e il 1990, dopo aver affidato a terapisti mezieristi 21 pazienti con scoliosi evolutive in età puberale, età media all’inizio del trattamento 14 anni e un mese, con curve tra i 18,4° e 29,2°, di cui 6 toraciche, 7 lombari e 8 a doppia curva), in periodo puberale, quindi ad alto rischio, in un anno ha ottenuto un 100% di risultati dannosi con peggioramento e necessità di trattamento ortesico. Questo è l’unico lavoro esistente dopo oltre 40 anni di Mézières applicato sulla schiena degli scoliotici, che sia con il nome dell’autrice o con vari pseudonimi tipo Pancafit o Bertelè.”
Nello specifico gradirei sapere, se lo sa:
1 Cosa si intende per peggioramento del 100 %; sono stati indicati i gradi cobb prima del trattamento, ma non dopo.
2 Anni di esperienza dei Terapisti che erano formati nel metodo Mezieres, e quanti ne erano; e se ogni paziente era stato trattato sempre dallo stesso Terapista
3 Numero di sedute settimanali, durata di ciascuna, paziente semidenudato o non.
4 Altezza dei pazienti prima e dopo il trattamento.
Grazie.
Giuseppe Palestini
Fisioterapista

Commento di Stefano Negrini
Il 10/07/2013 alle 14:34

Caro Palestini,

1 C’è stato un malinteso: i pazienti hanno raggiunto in media i 29.2° a fine terapia ed essendo partiti in media da 18.4° il peggioramento medio è stato di oltre 10°: nello studio non erano indicati i singoli casi ma solo i risultati medi. E comunque i medici curanti hanno richiesto un corsetto ad ogni singolo paziente dello studio stesso

2-3 I pazienti sono stati tutti trattati da terapisti che credevano fermamente nell’efficacia del Mézières per la scoliosi (erano formati in questo approccio terapeutico da anni – questo è quanto è stato riportato nel testo). Il trattamento è stato di 60 minuti settimanali individuali: onestamente non so se denudati o meno, ma il fatto che i terapisti VOLESSERO avere un risultato mi sembra l’elemento più importante (e quindi probabilmente sì: denudati)

4 non ne ho la minima idea, e mi sembra molto poco importante: i cambiamenti istantanei non vogliono dire nulla nella scoliosi, ma solo i cambiamenti a lungo termine. E se aumentare l’altezza a fine terapia significa solo aver stirato e mobilizzato e non aver creato sostegno, il risultato finale sarà un peggioramento.

Per parte mia posso dire che le mie pazienti trattate con il metodo Mézières e tutti i derivati (RPG, Bertelè) e peggiorate gravemente, e molto di più di quello che ci si aspetterebbe per la “semplice” storia naturale, sono veramente tante. Anche da “falsi maestri” come li chiamava Stagnara, ossia da docenti della tecnica. Chiaro, io posso aver visto solo i loro disastri e non quello che ha funzionato, quindi l’anedottica non ha senso. Ma ha senso che negli anni 2000, dopo oltre 30 anni di insegnamento e pratica estensiva di questo metodo (e dei suoi derivati RPG e, solo in Italia, Bertelè) non ci sia uno studio serio fatto da chi magari guadagna anche molto con i corsi ed i libri sul trattamento della scoliosi ! E non mi si venga a dire che questi i pazienti non ce li avevano, o che non avevano le possibilità metodologiche, perchè allora mi scateno sul cercare di capire sulla base di che cosa, che non sia scienza e conoscenza scientifica, possano avere inventato quello che fanno e che insegnano !

Poi, potrei anche aver a che ridire sulle scuole che hanno formato dei terapisti che non hanno il giudizio critico sufficiente per capire da chi vale la pena imparare e da chi invece no. O meglio che cosa si può imparare da chi…

Cari saluti
Stefano Negrini

Commento di Giuseppe Palestini
Il 11/07/2013 alle 22:33

Dottor Negrini, piu’ che un malinteso si tratta di informazioni inconplete ( che in parte rimangono tuttora..), e’consultabile da qualche parte questa relazione congressuale?
Riguardo ai punti 2-3 mi sento di puntualizzare un aspetto importante: il numero di sedute settimanali; Come terapista RPG utilizzo due sedute settimanali nelle scoliosi evolutive e non una, mi risulta che sia cosi’ anche nella tecnica Mezieres se non erro, non capisco il perche di questa soluzione che reputo di fondamentale portanza.Ci sarebbero poi altri aspetti da discutere sulla differenza tra RPG e Mezieres che potrebbero ( a mio avviso) quantomeno aumentare odiminuire l’incisivita’ del trattamento, ma non e’ questo il luogo.
Riguardo al punto 4, credo che voglia scherzare nell’ aver capito che chiedevo l’ altezza dei pz. a fine seduta! Il mio interesse era nell’ altezza all’ inizio delle sedute e alla fine DELLE sedute, lo so quanto lei che quello che si ottiene alla fime di una singola seduta non conta proprio nulla!
Non commento nulla sulle sue opinioni in quanto tali rimangono e le rispetto.
Con stima.
Giuseppe Palestini.

Commento di Stefano Negrini
Il 17/07/2013 alle 14:35

Caro Palestini
il tutto sta diventando troppo “specialistico” per un blog per pazienti. Le farò avere la relazione in questione. Le confermo che sulle variazioni in altezza nulla si dice.
In effetti la RPG può essere diversa dal Mézières, nel senso che la tecnica è certamente diversa rispetto al Mézières da cui è nata. Conosco terapisti che praticano una RPG adattata per il trattamento della scoliosi. Mi chiedo: si deve adattare la RPG, o il trattamento chinesiterapico ? Ossia, si parte dal presupposto di essere RPG-isti e quindi si fa per forza quella adattandola, o si parte dal presupposto di essere fisioterapisti e quindi si fa qualunque tecnica purchè adatta al paziente ? Queste non sono però neanche mie opinioni, sono più domande filosofiche…
Rimane il fatto che la RPG è praticata per la scoliosi ed insegnata senza mai essere stato VERIFICATA. Questo è un dato e non un’opinione…
Visto che abbiamo prove (come da Review Cochrane appena pubblicata, ma anche altre revisioni sistematiche che abbiamo fatto in passato che ci sono delle tecniche riabilitative che funzionano, perchè si DEVE usare la RPG ?
Ricambio la stima (anche per l’apertura alla discussione)
Cordiali saluti
Stefano Negrini

Commento di Giuseppe Palestini
Il 19/07/2013 alle 11:16

Dottor Negrini
in questa occasione la ringrazio per la sua celerità nel rispondere ai commenti nonostante i suoi impegni; sicuramente la discussione sta diventanto tecnica per un blog per pazienti, ho chiesto delucidazioni in questa sede semplicemente perchè è qui che ho letto la sua discussione sui “metodi” e non sapevo in quale contesto porle delle domande; Riguardo alle variazioni in altezza, il mio quesito era semplicemente (credo che ora si sia capito..) il sapere di quanto fosse stata la spinta di accrescimento osseo dei pazienti e quindi sapere con quale “nemico” avevavo a che fare, la domanda semmai era retorica in quanto era stato già affermato che si trattava di scoliosi evolutive.
Per quanto riguarda l’RPG le posso dire che l’unico adattamento aggiuntivo che si utilizza nelle scoliosi evolutive è il “Dosaggio” terapeutico: due sedute settimanali e non una (minimo indispensabili), a scanso nuovamente di equivoci dico che sto parlando di adattamenti AGGIUNTIVI, nel senso che la tecnica si adatta SEMPRE alla patologia posturale del paziente..da qui potrebbe nascere il quesito: ma se la tecnica si adatta sempre alla patologia posturale, per quale motivo il tutto decade nelle scoliosi evolutive? l’unico problema aggiunto è ” lottare contro il tempo”, ed ecco qui l’aggiunto: aumentare il dosaggio!
Mi permetto di farle presente, ad ogni modo, che la relazione (nonostante abbia studiato alla scuola dell’obbligo il francese ho grosse difficoltà..) parla di 8 casi e non 21 (quasi un terzo..)
Rispondo alla domanda filosofica con un commento forse altrettanto filosofico: ma se io utilizzo da 13 anni circa una determinata tecnica QUOTIDIANAMENTE e conosco il “feedback” della tecnica con i pazienti, per quale motivo devo investire tempo ad approfondire tecniche convalidate per il semplice fatto che risultano tali e accantonare tutta la mia esperienza nei miei strumenti di lavoro CHE NON SONO STATI SMENTITI DA NESSUNO STUDIO SCIENTIFICO CHE SI REPUTI TALE ( il mio quesito era appunto la curiosità di sapere se ci fossero novità in merito, nonostante la differenza tecnica tra RPG e Mezieres..)anche se parliamo del 92..?
Per vantarmi del fatto che utilizzo tecniche “convalidate”, e a che scopo? non potrebbe (andando ovviamente un pò fuori dai binari :-)) essere questa stessa scelta una manovra “commerciale” da esporre nel mio biglietto da visita?
Lei vede il bicchiere mezzo vuoto, io mezzo pieno; l’importante da parte mia è avere l’accortezza di capire quando questo sia completamente vuoto, perchè in tal caso non ci sono interpretazioni o SCELTE ! perchè è di questo che parliamo, l’EBM non deve dirmi dove andare, devo essere sempre io che decido con il mio buon senso e la mia responsabilità professionale, ma deve dirmi semplicemente dove non andare!
Spero di essere riuscito nell’intento di rimanere in una discussione aperta, sarei dispiaciuto nel caso che non sia stato più così anche per Lei.
Giuseppe Palestini

Commento di Stefano Negrini
Il 23/07/2013 alle 09:55

Caro Palestini
siamo rimasti nell’ambito della discussione, quindi non ci sono problemi.
Una precisazione: non so da dove arrivi il 21 pazienti che lei mi cita, non credo di averlo mai scritto e se fosse così sarebbe una svista. Personalmente ricordavo 9 e non 8, ma sa la memoria a volte gioca degli scherzi… E quando scrivo sul blog inevitabilmente vado a memoria !
Invece, mi permetta di dissentire sul fatto che l’EBM dovrebbe indicare solo che cosa NON fare. Mi spiace, ma non è così. Altrimenti prima avremmo l’introduzione dei farmaci sul mercato e poi la loro verifica: questo meccanismo ha smesso di essere applicato nei farmaci più di 50 anni fa, dopo aver scoperto i danni che ne conseguivano. Si fa ricerca sul farmaco (ad un certo punto anche applicata all’uomo, ma solo DOPO la ricerca in vitro e poi sugli animali) e quindi si introduce sul mercato.
Nelle procedure mediche (intendo chirurgia ma anche riabilitazione ed ortesi) invece non si fa ancora così, anche se devo dire che in chirurgia entro qualche anno ci si aspetta la pubblicazione che dimostri l’efficacia, e questo di norma avviene (magari anche in negativo: non funziona). Fermo restando che l’onere della prova è “a favore”, e quindi resta a carico di chi la tecnica pratica, e non “contro” da parte di chi non la usa. Ed è conveniente anche per voi, che praticate una tecnica, per non incappare in un problema metodologico relativo alla incompetenza nell’applicazione.
Quindi, a lei ed agli altri che applicano il Mézières nella scoliosi dimostrare che serve. A noi che non lo applichiamo il diritto di critica sulla base dei pochi dati disponibili (che fanno ragionevolmente pensare ad una dannosità – come anche la mia esperienza mi dice, ma l’esperienza è fallace) ed il dovere di dire ai pazienti che tecniche quanto meno sperimentali (dopo 30 anni !) non possono essere preferite a tecniche di dimostrata efficacia. Ai pazienti, se comunque decidono “in fiducia” verso il professionista (anche se veramente mi chiedo da dove questa fiducia venga…) di procedere, sapere che sono sottoposti a tecniche che addirittura potrebbero essere dannose, come la casistica di cui sopra ha dimostrato.
Cordiali saluti e buone vacanze, visto che finalmente è venuto il momento di staccare !
Stefano Negrini

Commento di Giuseppe Palestini
Il 23/07/2013 alle 23:21

Dottor Negrini
Giusto per farle presente la sua affermazione….:

“Abbiamo poi uno studio effettuato oltre 20 anni fa a Lione da Paul Ducongé che dimostra come le scoliosi trattate esclusivamente con il Mézières abbiano una probabilità quasi del 100% di peggiorare (21 su 21 in quella casistica).”
(E’ il suo primo post sui metodi!)
Ovviamente sull’utilizzo dell’EBM non siamo d’accordo, Il modo in cui lo intende lei è a mio parere ( e lascerei fuori il farmaco e la chirurgia che meriterebbero un discorso a parte) facilmente strumentalizzabile.
Tornando alla radice della discussione, mi preme semplicemente far presente che non esistono studi che dimostrino la inefficacia della tecnica Mezieres e delle tecniche derivate, nelle scoliosi evolutive, nonostante le sue esperienze personali ed opinioni in merito( e le ho fatto presente anche il perchè la semplice casistica di 8 paz del 92 non ha nessun valore, anche se effettivamente non è scritta da nessuna parte la cadenza settimanale come lei dice..)
Riguardo al discorso della fiducia dei pazienti nei miei confronti (e voglio prendere come semplice curiosità la sua domanda), le dico semplicemente che l’atto di fiducia iniziale viene poi reiterato se il paz. non porta a casa dei risultati; e per aiutarmi nella oggettivazione degli stessi faccio utilizzo anche io (all’incirca ogni dieci sedute) della Spinometria Formetric. Nel mio Hard disk ho diversi casi, ma non mi azzardo a dire di poter eleborare uno studio scientifico, e chi lavora nel frattempo 🙂
Io un po di ferie le ho gia fatte, prenderò ancora solo una settimana intorno a ferragosto 🙂
Giuseppe Palestini

Commento di Stefano Negrini
Il 01/08/2013 alle 12:33

Bene, caro Palestini, speravo di aver già chiuso la discussione, ma aggiungo un ultimo commento e poi penso che ci siamo detti tutto.
Mi sono andato a rivedere di nuovo i lavori che le avevo mandato per evitare ogni pasticcio con i numeri. Confermo che si parla proprio di 21 pazienti di 14 anni (e quindi non più a rischio di peggioramento così alto – stimabile tra il 30% ed il 60%), tutti peggiorati (100%) passando da 18.4° gradi di partenza in media a 29.2° in media. Trova a questo link copia dell’articolo pubblicato in inglese.
Quanto all’EBM, specifico meglio solo per i nostri pazienti, e per chi non sa che cosa sia l’EBM (ossia l’Evidence Based Medicine – la Medicina Basata sulle prove scientifiche). Non sono io che intendo l’EBM come portare delle prove PRIMA di fare delle cose in sanità, ma è il mondo scientifico – e se non ci crede provi a entrare nel sito della Cochrane – http://www.cochrane.org – o si legga un po’ di Sackett, il fondatore dell’EBM. Temo che questo non le sia chiaro, visto che lei dice che si devono portare le prove DOPO aver iniziato a fare delle terapie. Quindi o è il mondo scientifico che strumentalizza chissà che cosa, oppure è lei che ha una visione alternativa. E devo aggiungere che, anche se si dovesse considerare la sua posizione, aspettare più di 30 anni per portare queste prove DOPO mi sembra veramente un’enormità di tempo. Fermo restando che per la scoliosi le prove DOPO sono state portate: prove che dicono che il Mézières (e derivati) è dannoso.
Sempre per parlare di scientificità, un accenno al Formetric che lei ha citato: noi lo usiamo dal punto di vista clinico SOLO per la cifosi, e a livello internazionale chi si occupa scientificamente di scoliosi sa benissimo che per la misurazione dell’entità della scoliosi non offre ad oggi dati affidabili. Quindi – seguendo anche qui la famosa regola delle prove EBM prima e non dopo – oggi si può usare a scopo di ricerca ma proprio non può avere un ruolo per misurare l’evoluzione di una curva scoliotica, ma solo per la valutazione oggettiva dell’assetto posturale, che è cosa ben diversa.
Ora ritengo che questa discussione si possa considerare chiusa.
Saluti
Stefano Negrini

Commento di Cristiano Corazzina
Il 02/08/2013 alle 23:46

Navigando per internet mi sono imbattuto sul vstro sito e letto qualche intervento su questo blog mi pare di capire che stiamo solo facendo guerra tra scuole di pensiero, non supportate da studi scientifici di un certo valore, almeno che non pensiate che uno studio (unico) di 21 casi in età puberale possa stabilire un riscontro serio e credibile, per cortesia, quindi sono andato a vedere la “isico”, la “pancafit” e la scuola “mezieres”, mi sembra che siano tutte legate da un attività a base commerciale di sviluppo operatori dietro pagamento più o meno oneroso dei vari corsi, nessuno richiede per accedere (che ne so lauree in medicina, fisioterapia, scienze motorie), nessuno fa corsi gratuiti, quindi se mi dite perché la pancafit o mezieres non va bene e la isico va bene ve ne sarei grati, perché , e lo ripeto, mi sembra solo una questione meramente commerciale.. Ovviamente senza offesa per nessuno,
Cordialmente..
Corazzina prof. Cristiano docente associato fisiologia umana università di medicina Padova.

Commento di Stefano Negrini
Il 06/08/2013 alle 12:01

Caro prof Corazzina
Mi spiace smentirla. Ha provato a inserire Isico oppure il mio nome su Medline? Credo che già questo potrebbe bastare come risposta sulla serietà, soprattutto se poi su Medline inserisce anche le altre tecniche con cui pensa di confrontare il nostro Istituto.
Non ritorno sul perchè Isico sia struttura privata, argomento a cui abbiamo dedicato diversi interventi, vorrei invece sottolineare che in questi 10 anni di attività Isico ha pubblicato oltre 150 articoli su Medline tra cui 2 review Cochrane, le Guidelines mondiali e quelle nazionali sulla scoliosi, i risultati delle tecniche che applichiamo etc etc. Da Direttore Scientifico di una struttura come Isico, io oggi sono diventato Professore Associato a Medicina e Chirurgia presso l’Università degli Studi di Brescia grazie anche a questa intensissima attività di ricerca tutta AUTOFINANZIATA da Isico e dai suoi pazienti (solo da 1 anno abbiamo ottenuto dei fondi europei vincendo un bando della UE – per inciso, anche questo un riconoscimento del lavoro fatto fino ad oggi).
Capisco da un certo punto di vista la sua affermazione, che però si basa su quello che quasi sempre sono le strutture totalmente private in Italia. Ma le eccezioni ci sono eccome. E Isico è assolutamente una di queste. Proprio per questo cerchiamo di fare cultura e far notare le differenze. Se poi lei fa osservare che guadagniamo dal nostro lavoro, ebbene sì, ma lei conosce qualcuno che lavora gratis (se non è giá ricco di suo)? Se il nostro problema fosse quello di guadagnare, non ‘butteremmo’ il 10% del nostro fatturato in ricerca (in alcuni momenti siamo arrivati a superare il 25%!). Faremmo come il nostro Paese, il 2-3% al massimo, o come chi si occupa di Mézières, Pancafit, Bertelè, RPG etc etc: stiamo ancora aspettando dopo decenni i risultati della loro ricerca, per forza citiamo l’unica esistente in letteratura mondiale che si basa su 21 pazienti ma con il 100% di risultati negativi! E se da questa situazione, invece di sterili interventi su un blog, venisse fuori la voglia di fare della ricerca per verificare i risultati, le posso garantire che saremmo tutti contenti di vederla e pubblicarla, glielo dico da past president della società mondiale sul trattamento conservativo della scoliosi (Sosort), da Direttore della rivista europea di medicina fisica e riabilitativa (European Journal of Physical and Rehabiliyation Medicine, Impact Factor di 2.04), da Direttore Associato della rivista internazionale Scoliosis, e ultimo ma non meno importante, da universitario.
Cordiali saluti
Stefano Negrini

Commento di giancarlo
Il 06/08/2013 alle 20:06

Permettetemi di intervenire sottolineando l’esistenza di numerosi metodi riabilitativi per la scoliosi che purtroppo non arrivano alla conoscenza del grande pubblico,soprattutto italiano,vista la scarsa comprensione della lingua inglese,la assoluta inesistente propensione al viaggiare a fini professionali limitando cosi la possibilità di conoscere e di apprezzare diversi approcci… http://www.scoliosisjournal.com/content/6/1/17

Commento di Michele romano
Il 13/08/2013 alle 08:20

Caro Corazzina
Sarei curioso di comprendere come ha fatto queste ricerche di comparazione tra ISICO (che non è un metodo di trattamento ma un Istituto – l’approccio di trattamento usato da Isico si chiama SEAS), la Pancafit e la scuola Mezieres. Credo che la risposta del dott. Negrini sia stata sufficientemente articolata però ci tenevo a rispondere alla richiesta che faceva alla fine del suo post chiedendo se qualcuno le spiegava perché la Pancafit e la scuola Mezieres non vanno bene e la Isico (che non è un metodo di trattamento ma un Istituto – l’approccio di trattamento usato da ISICO si chiama SEAS) va bene.
Il SEAS ha dimostrato la sua efficacia con la pubblicazione di prove scientifiche (che hanno la caratteristica di aver subito l’accettazione da parte di altri esperti neutrali) mentre le altre due, almeno fino a questo momento, proprio per niente.
Cari saluti
Michele Romano

Commento di Michele Romano
Il 13/08/2013 alle 08:35

Caro Giancarlo
Volevo precisare che il metodo che hai segnalato è uno dei pochi (oltre al SEAS utilizzato da ISICO) che ha fatto verifica dei risultati e pubblicato parecchi articoli su riviste indicizzate. E’ uno dei pochi che è conosciuto (assieme al SEAS) dai colleghi in giro per il mondo che si occupano di questa patologia. Il fatto che i pazienti non lo conoscano è ancora meno grave rispetto al fatto che i fisioterapisti non siano al corrente della sua esistenza. Questo è dovuto al fatto che la nostra categoria (sono un terapista anch’io) non ha ancora fatto il salto di qualità concettuale che ci porti a mettere in dubbio per principio quello che ci viene raccontato senza che sia provato.
Inoltre, approfitto di questo messaggio per far presente che oltre al SEAS e allo Schroth, di metodi che hanno fatto ricerche per valutare l’efficacia del trattamento ce ne sono anche altri. Sono pochi (Dobomed e Side Shift) e sono doppiamente particolari: nessuno li conosce in Italia e non fanno parte dei classici approcci che si utilizzano tipicamente nelle palestre nostrane.
L’anno scorso in occasione di un importantissimo congresso organizzato da noi a Milano (http://it.sosort2012.org/) abbiamo proposto un percorso di avvicinamento a tutti questi metodi proprio per dare la possibilità a chi partecipava al congresso di scoprirli.
E’ quello che tendono a fare tutte le realtà come ISICO, aperte al rinnovamento e che continuano a valutare anche i risultati delle altre proposte per raffinarsi sempre di più a beneficio dei propri pazienti.
Cari saluti
Michele Romano

Commento di Michele Romano
Il 13/08/2013 alle 09:05

Gentile Palestini,
sono Michele Romano tuo collega e Direttore Tecnico di ISICO (cioè mi occupo della parte di lavoro di questo Istituto rispetto all’approccio riabilitativo effettuato da tutti i nostri fisioterapisti). Ti do intanto del tu e ti invito a fare lo stesso in caso di eventuali, prossimi colloqui, proprio perché siamo colleghi.
Mi aggancio alla discussione in cui ultimamente siete stati impegnati tu e il dott. Negrini perché credo sia giusto, adesso, fare qualche precisazione. Anch’io, come aveva già detto Negrini, non credo che questo blog sia l’ambiente più adatto per discussioni tecniche perché il blog è stato creato per i pazienti. Quindi cercherò, per quanto possibile, di evitare accenni troppo specifici e fare riferimento soprattutto a qualche questione generale affinché anche i nostri ospiti abituali, che non fanno questo lavoro, possano utilizzare queste informazioni. Se dovrò usare termini legati alla nostra professione metterò tra parentesi cosa intendo. Ti prego di non intenderla come spiegazione fatta per te ma solo per la migliore comprensione di chi nella vita normalmente si occupa di altro.
Premetto dicendoti che mi occupo di attività clinica (tratto pazienti) ma anche di attività di ricerca per cui mi preme dirti la mia opinione rispetto a qualche tua idea che non condivido pienamente.
Tutto sembra nascere da un post di Negrini in cui faceva qualche considerazione su alcuni metodi di trattamento sui cui effetti, per la cura di una specifica patologia (in questo caso la scoliosi), non è possibile reperire prove della reale efficacia.
Il nodo è proprio questo. Oggi tutti i professionisti che si occupano di salute ad alto livello, sono in qualche misura legati all’onere della prova. Questo non esiste da sempre. Solo dal 1990 è venuto fuori il termine “Medicina Scientifica” ribattezzata subito EBM (Evidence Based Medicine – Medicina Basata sull’Evidenza) a cui, progressivamente, tutti quelli che trattano persone con problemi di salute (quindi non solo i medici) si sono avvicinati.
Perché c’è stata questa evoluzione? Perché ci si è resi conto che è molto più onesto proporre qualcosa se si può provare che questo qualcosa è meglio di altro. Chiariamoci, non è la comparazione commerciale in cui ti faccio vedere che un detersivo sbianca meglio del concorrente. Parliamo di metodi di cura di cui controllo la possibilità di ottenere risultati migliori per la persona che mi ha chiesto aiuto, rispetto a un altro metodo.
E non vedo l’ora che qualcuno mi dimostri che il metodo che usa lui è migliore di quello a cui sono abituato per darmi la possibilità di far godere anche ai miei pazienti gli stessi benefici.
Capisci? Chi si occupa di salute basandosi sull’evidenza è assolutamente aperto a modificare i propri approcci in presenza di prove obiettive. Quello che è cambiato è che non si crede più alle semplici esperienze, senza riscontri oggettivi, affermate anche dal personaggio più famoso.
Caro Palestini, quello che non accetto delle tue riflessioni è che sei convinto che l’EBM deve semplicemente dirti dove NON andare perché invece, rispetto alla strada da intraprendere, devi rispondere solo al buon senso e alla tua responsabilità professionale.
Non pensi che per il bene dei tuoi pazienti dovresti mettere un poco da parte la tua personale esperienza (che è sempre – e te lo dice un collega mestamente più vecchio – condizionata da quello che ti sembra di vedere) e cominciare a osservare tutto con il seme del dubbio e del desiderio di comprendere continuamente se esiste qualcosa di meglio?
Ti garantisco che nel resto del mondo quando si ha un obiettivo terapeutico non si pretende solo di sapere cosa non bisogna fare ma anche qual è la strada migliore per arrivarci. E l’EBM è stata immaginata per questo, non solo per farmaci e chirurgia, secondo le affermazioni troppo frequenti – e deprimenti – di tanti colleghi.
Tornando alla questione di fondo non capisco perché non accetti un dato, al momento, non discutibile. Sui metodi di cui si è discusso nessuno ha mai dimostrato niente (ripeto, mi limito alla scoliosi) rispetto alla loro efficacia. E questo, visto da un’ottica in cui tutto quello che si afferma deve essere comprovato, è parecchio sospetto perché si usano da troppi anni per pensare che non ci siano state le possibilità di farlo e, soprattutto, perché altri approcci invece l’hanno fatto.
Infine, per concludere questa chiacchierata, in riferimento a un’altra tua idea, guarda che è molto più corretto dedicare sforzi per comprendere se la tecnica che normalmente usi funziona veramente, piuttosto che dedicare gli stessi sforzi per dimostrare che quella che non usi non funziona (quando ti riferisci al fatto che nessun Istituto Scientifico che si reputi tale ha smentito il metodo che utilizzi regolarmente)…
Come avevo detto all’inizio, non credo sia utile continuare discussioni su temi troppo tecnici in questo blog. Oggi però mi sono iscritto a quello dove sei moderatore (FisioBrain) per continuare questo scambio di opinioni (se ne sentirai il bisogno) anche con altri colleghi.
Un caro saluto
Michele

Commento di Giuseppe Palestini
Il 13/08/2013 alle 09:23

Salve Michele, puoi rispondere tu alla mia domanda per conto del Dottor Negrini? Posso esercitare eventualmente con te, il mio (credo) diritto di replica? altrimenti proverò su altri blog, in cui hai fatto sapere di essere iscritto, grazie.
Giuseppe Palestini

Commento di giancarlo
Il 13/08/2013 alle 13:14

Grazie per la risposta
Giancarlo Russo

Commento di Cristiano Corazzina
Il 13/08/2013 alle 14:43

Mi sono dimenticato di postare i saluti a Michele Romano 🙂
Cordialmente

Commento di Giuseppe Palestini
Il 12/09/2013 alle 13:38

Mi fa piacere che almeno il collega Romano abbia risposto a una parte delle mie domande su altri forum non destinati a pazienti. Attendo di visionare il materiale che ha promesso di raccogliere: case report su fallimenti ( o perchè no anche successi..) del metodo Mezieres o meglio ancora (essendo la mia tecnica) dell’RPG, sulle scoliosi evolutive; finalmente saprò cosa porta a fare commenti pubblici negativi su queste metodiche, e di cosa si sta parlando; allora mi sembrera tutto piu corretto. Grazie.

Giuseppe Palestini

Commento di Giuseppe Palestini
Il 16/09/2013 alle 13:50

Salve Negrini, ecco intanto uno “straccio di prova” (come lo chiama giustamente lei), che vi era sfuggito:http://www.scielo.br/scielo.php?script=sci_arttext&pid=S1809-29502011000400006. Nello specifico si parla di RPG;
Ha sicuramente poco peso, scoliosi sotto i 20 gradi Cobb, ma c’è (almeno qui..) un gruppo di controllo che è peggiorato. Visto ad ogni modo che date importanza (giustamente) anche a studi fatti da voi e non, in cui l’angolo di cobb sia diminuito anche di un solo grado con la fisiokinesiterapia, credo che sia più importante per voi che non per “noi”, questo materiale.
Tengo a precisare, ad ogni modo, che questa puntualizzazione non ha niente a che fare con le affermazioni da lei fatte sulla sua esperienza personale dei danni procurati dalle tecniche Mezieriste nelle scoliosi evolutive, di cui il collega Romano si è presa la briga di portarne all’evidenza pubblica.
Giuseppe Palestini

Commento di Fabio Zaina
Il 18/09/2013 alle 12:42

Gent.mo Palestini,
mi complimento per la ricerca bibliografica perché effettivamente questo studio quantomeno a me era sfuggito. Di solito cerco le pubblicazioni su Medline, dove questa rivista non è indicizzata.
Leggendo però bene l’articolo, c’è un dato molto interessante da sottolineare: gli autori stessi dichiarano che hanno selezionato solo ragazzini che avevano il test di Adams negativo (quello che serve a diagnosticare la scoliosi vera) e che hanno escluso tutte le scoliosi vere (strutturali) tenendo solo quelli che in italiano chiameremmo “atteggiamenti scoliotici”. Quindi, se questo studio doveva portare qualche bagliore di luce sulla questione dell’utilità o pericolosità della RPG nel trattamento della scoliosi vera, dobbiamo ammettere di essere ancora al buio.
Cerchi ancora!
Fabio Zaina

Commento di Giuseppe Palestini
Il 18/09/2013 alle 13:47

alcune premesse le avevo fatte Zaina.. senza dubbio, non c’è problema. Mi fa piacere che subentri una terza persona nella discussione, oltre ad una seconda, visto che la prima ha abdicato! Mi sembra che per voi il buoi non esista però, ma solo luce, altrimenti non sarei qui a “cercare” di portare avanti delle discussioni con chi ha fatto affermazioni pubbliche sui danni delle tecniche Mezieriste nelle scoliosi evolutive. Posso chiarire anche io allora con lei “almeno” alcune argomentazioni del suo collega?

Commento di Il team di ISICO
Il 19/09/2013 alle 13:52

Abbiamo deciso collettivamente (come intero team di ISICO) di non proseguire più su questo blog, riservato e dedicato ai pazienti, l’inutile e con alcuni infinita polemica su questi argomenti. Per chi è interessato, il nostro parere si può trovare qui:
Commento di Michele Romano
Commento di Stefano Negrini
Commento di Fabio Zaina
Commento di Stefano Negrini
Commento di Stefano Negrini
Commento di Fabio Zaina
Commento di Michele Romano
e all’articolo L’indigazione di Immelmann (dal sito del GSS)
Siamo comunque aperti ad ogni vera innovazione, e quindi restiamo in attesa che chi propone queste tecniche (attualmente senza alcuna prova scientifica di efficacia nel trattamento della scoliosi) dimostri scientificamente:
a) che non fanno danni;
b) che servono.
Finché questo non succederà, non intendiamo rubare inutilmente altro spazio e tempo ai pazienti, cui peraltro consigliamo caldamente di non aderire a proposte che non sono terapeutiche (non ne abbiamo le prove scientifiche) e possono addirittura essere dannose (non abbiamo neanche le prove di non dannosità: ci sono solo i nostri sospetti di esperti di scoliosi che alcune di queste lo siano).
Cordialmente
Il Team di ISICO

Commento di Giuseppe Palestini
Il 19/09/2013 alle 19:57

Ho scritto dall’inizio che ero un fisioterapista! non ho ingannato nessuno! Se era vostra intenzione rispondere solo ai pazienti potevate farlo presente immediatamente e non solo al momento in cui vi siete accorti che c’è anche chi “pianta grane ” e chiede scusa per abusi di linguaggio. Sapete che il vostro comportamento sarà di visione pubblica, cercherò nel frattempo di scrivere alle vostre email personali, avete aperto una porta e così posso aprirne anch’io un’altra, mi sto interessando ai vostri studi pubblicati. Sospetti ed esperienza personale sono cose diverse…affermazioni pubbliche si fanno solo in presenza della seconda ( e poi e poi) So che questo messaggio non sarà mai pubblicato, quanto meno lo leggerete.

Palestini Giuseppe Fisioterapista

Commento di Il team di Isico
Il 20/09/2013 alle 09:57

Questo commento non riceverà risposta, come spiegato nel precedente commento.

Commento di BARBARA
Il 25/09/2013 alle 11:55

SONO LA MAMMA DI UN RAGAZZO DI 14 ANNI A CUI HANNO APPENA TROVATO UNA SCOLIOSI LOMBARE .
MI HANNO PARLATO DI UN BUSTO DA PORTARE 23 ORE SU 24 . L’ORTOPEDICO HA PARLATO DI UN BUSTO BASSO SOLO DEL TRATTO LOMBARE ……ESISTE ??
VORREI SAPERE DAL DOTTOR NEGRINI SE LO SPORT COME TENNIS E ATLETICA E JUDO SI POSSONO CONTINUARE A SVOLGERE E SE SI CON O SENZA CORSETTO (VISTO CHE POTRA’ TOGLIERLO 1 SOLA ORA AL GIORNO ).
A BOTTA CALDA E’ STATA UNA NOTIZIA CHE CI HA RIEMPITI DI ANSIA E PAURA CI DOMANDIAMO ANCHE QUANTI ANNI DAI 14 DOVRANNO PASSARE PER LA MATURAZIONE OSSEA .
COSA CAMBIERA’ NELLE ATTIVITA’ QUOTIDIANE , POTRA’ ANDARE A SCUOLA IN AUTOBUS CON LA CARTELLA ?
APEENA SAREMO IN POSSESSO DELLE RADIOGRAVIE VOLEVAMO FARE UNA VISITA PRESSO IL VS. CENTRO , VORREI SAPERE DOVE POSSIAMO VENIRE PER UN CONSULTO E UNA VISITA . NOI ABITIAMO A VERONA . GRAZIE ANCORA E CORDIALI SALUTI . BARBARA

Commento di sonia
Il 09/10/2013 alle 18:01

Isico, quando digito questa parola per leggere i vari aggiornamenti, provo sempre un nodo alla gola, perchè avrei potuto non conoscerLo e allora non avrei avuto alternative da proporre a mia figlia quando, dopo che il terzo medico aveva pronunciato “è da operare “, mi ha guardato disperata e terrorizzata sapendo che la decisione spettava a noi genitori. Ma l’alternativa invece esiste, dopo circa 2 anni e mezzo mia figlia è migliorata davvero, come provano le sue radiografie. Anche questo cammino non è facile, tutt’altro, però è un cammino accompagnato da qualcuno che non è solo il medico giusto, ma anche il medico che ti accoglie con la serenità negli occhi e, con la Sua provata esperienza, ti trasmette un messaggio positivo che ti dà la forza ogni giorno di dare a tua volta forza a tua figlia. Ho trovato un medico, una persona, che con il Suo operato, le Sue parole, fa del Suo lavoro uno stile di vita che pone al primo posto i Suoi pazienti, che non solo cura la loro giovane schiena, ma che gli insegna il valore del coraggio e delle vere amicizie, l’importanza del sacrificio e il piacere dello scoprire che la perseveranza premia, Lui per primo il più felice quando, dopo calcoli accurati ti guarda e ti dice “…molto bene, possiamo scendere ancora di qualche ora con il corsetto…” e quando pago la parcella so di fare un investimento davvero sicuro per mia figlia e per tutti quei genitori che possano offrire un’alternativa ai loro figli. Chiaramente queste sono le semplici parole, di una semplice persona che non ha alcuna preparazione medica, ma quando ho letto le parole del sig. Palestini ho sentito il bisogno di scrivere. Grazie Isico, grazie Dott. Negrini. mamma di Chiara

Commento di Giuseppe Palestini
Il 19/10/2013 alle 11:43

Signora Sonia,mi fa piacere averle dato uno stimolo a scrivere la sua esperienza;
Sono dispiaciuto che addirittura tre chirurghi le abbiano consigliato come primo e unico approccio la chirurgia per la scoliosi di sua figlia. Esiste grande difficoltà da parte degli operatori sanitari nel comprendere il fatto che prima di consigliare a un paziente soluzioni chirurgiche o ad ogni modo cruente o costrittive, occorre sempre tentare approcci meno aggressivi; nel caso specifico delle scoliosi, il corsetto prima della chirurgia,la rieducazione posturale prima del corsetto.
Giuseppe Palestini

Commento di Maria martini
Il 28/07/2016 alle 19:20

Salve, sono una signora di 60 anni con scoliosi lombare di 32 gradi. Secondo voi ho bisogno del corsetto semirigido? E che ginnastica faccio per non peggiorare?
Sarebbe gradita risposta via mail . Grazie

Commento di Martina Poggio
Il 03/08/2016 alle 14:53

Buongiorno Signora,
gli adulti con scoliosi solitamente riferiscono dolore e la sensazione che la schiena non riesca più a sostenersi da sola.
Nella sua mail non è specificato se ha queste problematiche o se vuole fare un lavoro per ridurre il rischio di progressione.
In letteratura si legge che le scoliosi di lieve-media entità generalmente restano stabili, mentre le curve sopra i 30° possono lentamente e progressivamente evolvere nel tempo. Diciamo che lei è in una situazione di mezzo e che quindi gli esercizi specifici potrebbero comunque aiutarla. Questi ultimi, svolti regolarmente, hanno come obiettivo il potenziamento della muscolatura di sostegno e stabilizzazione della curva scoliotica e solitamente sono utili nel gestire e ridurre il mal di schiena.
Le consiglio di rivolgersi prima di tutto a un medico specialista per inquadrare bene la situazione: nella scoliosi non sono solo i gradi a definirne l’entità, ma è importante una visita accurata, che la valuti nel suo complesso. Ad esempio il piano sagittale è determinante per l’aspetto delle algie. In seguito, le consiglio di rivolgersi ad un fisioterapista esperto in questa patologia, che sia in grado di prepararle un piano di esercizi specifici per la sua situazione.
Per quanto riguarda i corsetti invece, generalmente i nostri medici consigliano l’utilizzo, nei casi in cui gli esercizi specifici non hanno dato grossi risultati.
Un buon consiglio è comunque mantenersi attiva e praticare attività fisica regolare, in modo tale da avere una buona muscolatura. Non c’è uno sport migliore di un altro, ma quello che le piace di più.
Le consiglio infine di fare dei controlli clinici ogni 2 anni e una radiografia ogni 4-5 anni per monitorare la situazione clinica.
Spero di esserle stata utile.
In bocca al lupo
Martina Poggio

Commento di Stefano
Il 05/04/2019 alle 12:34

Buongiorno, sono Stefano e vivo a Trieste. Soffo di una scoliosi fin dall’adolescenza. Sto seguendo da un pò gli articoli del vostro blog. Potreste indicarmi cortesemente una figura professionale di riferimento nella mia zona? Ringrazio.
Un cordiale saluto
Stefano

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