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Scoliosi e altezza: quanto incide la curvatura della colonna?

17 marzo, 2026 (08:18) Di: Carmelo Pulici

Quando si parla di scoliosi, una delle domande più frequenti che riceviamo riguarda la perdita di altezza:

“Mia figlia ha una scoliosi di 40 gradi… significa che è più bassa rispetto a quanto potrebbe essere senza la scoliosi?”.

La risposta non è semplice, perché la riduzione della statura in presenza di scoliosi non dipende solo dall’angolo della curva, ma da diversi fattori strutturali e morfologici della colonna.
Ricordiamo che l’angolo Cobb, detto anche angolo della curva, è la misura usata per valutare quanto la colonna è piegata in caso di scoliosi.
Negli anni sono stati proposti diversi modelli di calcolo per stimare la perdita di altezza legata alla scoliosi, ma le formule basate unicamente sull’angolo della curva — come la storica formula di Stokes — si sono rivelate imprecise.
Uno studio pubblicato da Gardner et al. (2016) ha mostrato che la vecchia formula conteneva un errore e che la scoliosi, essendo una curvatura in tre direzioni, non può essere riassunta in un solo valore per stimare la perdita di altezza.
Un altro studio, pubblicato da Lonner et al. (2016), ha evidenziato che non è sufficiente guardare solo l’angolo della curva per capire quanta altezza si perde: conta anche quanto è lunga la parte della colonna deformata, quante vertebre sono coinvolte e quanto è ruotata. In altre parole, due pazienti con lo stesso angolo della curva possono avere differenze notevoli in altezza.
Il tema della statura è rilevante anche in ambito funzionale e respiratorio.
Due studi recenti di K Politarczyk et al.(2021) hanno evidenziato che, nei soggetti con scoliosi gravi, la persona può sembrare più bassa di quanto in realtà sia, e questo può alterare i risultati dei test che misurano quanta aria si riesce a espirare. In particolare, può influenzare la valutazione di parametri come la Capacità Vitale Forzata (FVC) — il volume totale di aria espirata con forza e completamente dopo un’inspirazione profonda — e il Volume Espiratorio Massimo nel primo secondo (FEV₁), cioè l’aria espirata forzatamente nel primo secondo.
Poiché queste misurazioni dipendono anche dall’altezza, nei pazienti con scoliosi severe è necessario correggere il valore della statura per non sottostimare la reale capacità respiratoria.

In sintesi, possiamo dire che:
• la perdita di altezza nella scoliosi non è lineare e non può essere stimata solo dall’angolo della curva;
• le formule più semplici, come quella di Stokes, oggi sono considerate approssimative;
• una valutazione più accurata dovrebbe considerare anche la forma e la struttura della curva e del tronco, oltre all’angolo della curva;
• anche per la funzione respiratoria è importante considerare la statura “corretta”, soprattutto nei casi più gravi.
Questi studi mostrano che la scoliosi non riguarda solo l’aspetto esterno o l’altezza, ma è una curvatura complessa della colonna che può influenzare anche il modo in cui il corpo funziona e si muove. Per questo motivo, personalizziamo sempre la valutazione e il trattamento considerando il singolo paziente e ci basiamo su un’analisi approfondita della curva e della crescita.

  • Riferimenti bibliografici:
    • K Politarczyk et al., Stud Health Technol Inform, 2021, Loss of body height due to severe thoracic curvature does impact pulmonary testing results in adolescents with idiopathic scoliosis
    • K Politarczyk. et al., J Clin Med, 2021, Spirometry Examination of Adolescents with Thoracic Idiopathic Scoliosis: Is Correction for Height Loss Useful?
    • Lonner et al., Spine Deformity, 2016 Measuring anterior trunk deformity in scoliosis: development of asymmetry parameters using surface topography (a pilot study)
    • Gardner et al., Scoliosis and Spinal Disorders, 2016, The use of growth standards and corrective formulae to calculate the height loss caused by idiopathic scoliosis

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