Scoliosi infantile e intervento chirurgico

15 giugno, 2012 (15:04) Di: Stefano Negrini

Partiamo dalla domanda di una lettrice del blog, Nonna Vanna, per parlare di una tecnica chirurgica all’avanguardia da utilizzare con i bambini più piccoli. Ecco cosa ha spiegato il prof. Stefano Negrini.
La scoliosi infantile è rara, rispetto alle scoliosi giovanili e adolescenziali, e riguarda bambini molto piccoli, da pochi mesi fino ai tre anni. Una lettrice ci ha chiesto dell’intervento chirurgico di cui ha letto sulle pagine di Repubblica. Prima di tutto una precisazione. L’intervento di Repubblica fa riferimento ad una tecnica chirurgica d’avanguardia utilizzata ormai da qualche anno negli USA. Questa tecnica si usa solo nei bambini più piccoli per evitare di ripetere troppo spesso l’intervento per allungare i mezzi di sintesi (ossia quelli che bloccano le vertebre interessate dalla scoliosi). Grazie a questa tecnica, che consente l’impianto di barre allungabili tramite un comando impartito dall’esterno, gli interventi successivi sono molti di meno. Tuttavia ne sono necessari almeno due: quello iniziale e quello definitivo a fine crescita. Spesso se ne devono fare altri in mezzo, perché in un bambino che è alto meno di un metro non è possibile impiantare una barra sufficientemente lunga da poter raggiungere una altezza successiva anche solo di un metro e cinquanta (che comunque raramente può essere l’altezza finale).
Detto questo, va puntualizzato anche che tutti questi interventi innovativi nelle scoliosi infantili sono tuttora, dopo molti anni, del tutto sperimentali. Ci sono solo i risultati a breve-medio termine, ma nessuno di questi ha ancora prodotto dati scientifici certi a fine crescita, che è il momento finale per tutte le terapie della scoliosi. E infatti, anche all’ultimo congresso di SOSORT (la società scientifica mondiale di chi si occupa di trattamento non chirurgico per la scoliosi) Richard E. McCarthy, il Presidente della SRS – la società mondiale gemella, quella dei chirurghi- un vero pioniere di questi interventi, ha onestamente riportato a tutti che c’è ancora molto da fare prima di ritenere questa chirurgia come una certezza.
In ogni caso, si tratta di soluzioni da considerare individualmente e con attenzione (e in accordo con i genitori) in bambini con gravi scoliosi congenite o sindromiche, o anche idiopatiche, insorte molto presto (in particolare dalla nascita sino ai 2-3 anni, a volte anche più in là). Purtroppo in questi casi le alternative sono molto poche: o crescere in un corsetto (con la speranza, ma senza la garanzia, di evitare l’intervento a fine crescita – a dire il vero in letteratura c’è scritto che nessuno evita questo intervento finale: nella nostra casistica però non è così, e abbiamo percentuali di fusioni vertebrali molto basse, al di sotto del 15%), o sottoporsi a ripetuti interventi sino a quello definitivo.
Il destino di questi bambini può far riflettere certamente tante nostre ragazze con la scoliosi idiopatica adolescenziale….
Un caro saluto a tutti e un bacio a tutti i bambini con la scoliosi infantile
Stefano Negrini

Commenti

Commento di marzia
Il 22/06/2012 alle 17:05

Salve dott Negrini sono una ragazza di 29 anni che soffre di scoliosi dorso lombare e bacino dislivellato sin da quando avevo 17 anni ho fatto visite fisiatriche e radiografie con scarsi risultati perché mi è stato sempre detto che il corsetto peggiora la situazione della scoliosi provocando il rilassamento totale dei muscoli della schiena e che i plantari servono a ben poco. Sono passati gli anni e avendo dovuto affrontare 2 gravidanze la mia schiena e peggiorata dalle ultime radiografie fatte nel 2006 infatti si evidenziava il peggioramendo evidenziando (scoliosi lombare sn convessa ad ampio raggio con rotazione dei metameri, cresta iliacasn e testa femorale sottolivellate e marcata incentuazione della lordosi lombare) e non parliamo del punto di vista estetico, disastroso. Ho letto nei suoi siti che si può adottare il corsetto anche a 25 26 anni …non so se il mio caso rientra tra questi e se a 29 anni si può fare qualcosa di concreto ma se ci fosse anche per me di migliorare sareri felice di darmi una possibilità ….le chiedo di darmi un consiglio sul come muovermi e se cè posto per il mio caso….le faccio i miei più cordiali saluti.
Aspetto con ansia una risposta

Commento di Caterina Sita
Il 26/06/2012 alle 12:52

Sono la madre di una ragazza di 20 anni che aveva una grave scoliosi infantile ( a tre anni era di 34°) ed è sempre stata trattata con busti e gessi, fino ai 16 anni quando ha fatto una RM per valutare l’intervento chirurgico. Solo allora abbiamo riscontrato la Sindrome di Chiari e siringomielia, patologia neurologica che ha tra i sintomi la scoliosi, quindi suggerirei ai genitori di bambini con scoliosi infantile di fare subito una RM e non solo RX. Saluti

Commento di Fabio Zaina
Il 26/06/2012 alle 15:41

Gent.ma Marzia,
rispondo in vece del Dott Negrini. Più passano gli anni dopo la fine della crescita ossea più diventa difficile e faticoso migliorare l’estetica con il corsetto. Abbiamo avuto pazienti tra i 25 e i 30 anni che hanno scelto di provare questa strada, alcune hanno completato il trattamento con un miglioramento, altre hanno abbandonato. Dipende ovviamente dalla motivazione di ciascuno oltre che dagli aspetti pratici della vita quotidiana.
Bisogno comunque prima valutare l’opportunità o meno di provare questa strada sottoponendosi ad una visita. Se c’è questo desiderio basta telefonare alla nostra segreteria per fissare un appuntamento nella sede più comoda.
Cordiali saluti
Fabio Zaina

Commento di Chiara
Il 12/07/2012 alle 14:40

Salve Dott Negrini, la ringrazio inanzitutto per una sua eventuale risposta! Sono una ragazza di 23anni venuta in cura presso il vostro centro e mi è stata diagnosticata una scoliosi idiopatica adolescenziale di media entità.Curva dorsale prossimale destra,dorso-lombare sinistra.gradi circa 30.Lo so che forse a lei sembrerà una domanda di poca importante o non determinante però è da un periodo in avanti che al mattino svegliandomi avverto dei leggeri dolori alla schiena(non sempre)dovuti alle volte da fattori esterni ma soprattutto perchè ho un letto davvero scomodo,abbastanza duro.
Il guanciale è alto per impedire che la spalla si curvi( assumendo poi questa postizione un po’ gogga durante la giornata) e sotto al materasso ho disposto inoltre 2 cuscini che lo rialzino per la circolazione delle gambe.
vorrei comprare un materasso tempur perchè dicono allevi la pressione e offra sostegno ortopedico.
Ora la chiedo se è possibile che un materasso possa donare al collo, allla schiena,alle spalle un sostegno ortopedico e addirittura migliorare la scoliosi.
In ogni caso è preferibile utilizzare un materasso morbido extra soft o appunto un materasso che offra sostegno ortopedico senza strato soffice?( meglio tendente al morbido?o tendente al duro?)
inoltre l’altezza del guanciale o il tipo (esempio mi hanno consigliato quello cervicale pur non avendola)possono influire sul corretto allineamento della colonna vertebrale , per accogliere le vertebre superiori e garantire sostegno terapeutico(giusto cuscino basso o alto?).
Le chiedo infine ma i”famosi” cuscini che metto sotto al materasso non è che mi fanno mantenere una scorretta posizione del bacino aggravando la mia scoliosi? O vanno bene?Perchè sinceramente ho notato un spostamento maggiore del fianco.
Dottore lo so che forse la scelta del materasso, del cuscino o dei rialzi in caso di scoliosi non è poi così influente però alle volte anche solo piccoli gesti o accortezze possono cambiare la qualità della vita :-) . La ringrazio ancora dott.Negrini attendo al più presto una sua risposta. Complimenti per il sito di grande aiuto. Salve

Commento di Alessandra Negrini
Il 17/07/2012 alle 14:08

Cara Cecy,
tieni presente che i bambini non hanno mai problemi anche se dormono su qualcosa di estremamente rigido, ma solitamente gli adulti gradiscono un materasso più accogliente. Questa tendenza si accentua col passare degli anni. Ovviamente, il materasso non deve “imbarcarsi” (le doghe sono ottimali per dargli una buona stabilità), ma deve accogliere il corpo e non respingerlo. Detto questo, ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e le proprie preferenze, per cui non esiste una regola uguale per tutti, come non esiste un materasso perfetto per tutti.
C’è un modo per capire se i dolori al risveglio sono provocati da un materasso inadeguato (e non dal fatto di essere rimasti quasi immobili per tante ore): se quando si dorme su un letto diverso, un po’ più o un po’ meno rigido – in vacanza, o facendo scambio di letto con un familiare per fare un esperimento – i dolori tendono a scomparire o a peggiorare in modo significativo, è davvero possibile che la consistenza del materasso influisca sui sintomi. Poi, il tipo di dolore che si avverte quando si è dormito su un letto troppo rigido, è una sensazione di essere tutti ammaccati quando si fanno i primi movimenti dopo essersi alzati, che scompare entro pochi minuti con il movimento.
Non do volutamente indicazioni su quale sia il tipo di materasso migliore, in commercio la scelta è fin troppo ampia e la spesa che si affronta è spesso notevole, per cui l’ideale è farsi consigliare da personale competente che dia consigli che tengano presente le caratteristiche dell’individuo. Nella consapevolezza che un materasso (ma anche un cuscino), per quanto inadeguato, non potrà mai far peggiorare o migliorare una scoliosi.
Anche per quanto riguarda il cuscino, ognuno deve lasciarsi guidare dalle proprie sensazioni: un cuscino troppo alto o troppo basso difficilmente provocherà problemi, ma se i problemi già ci sono – per esempio dolori cervicali che compaiono anche di notte e/o al risveglio – allora vale la pena di capire come modificare il proprio guanciale per essere più confortevoli e non risvegliare i sintomi.
Chi dorme prevalentemente sul fianco deve avere un cuscino piuttosto alto, perché la testa sia ben sostenuta e non cada. Chi dorme prevalentemente a pancia in giù può usare un cuscino basso (ma la posizione a pancia in giù spesso è mal tollerata da chi soffre di dolori cervicali). Chi dorme prevalentemente supino (a pancia in su) deve avere un cuscino di altezza adeguata, in base alle curve fisiologiche della colonna: se ha la cifosi dorsale un po’ accentuata sarà meglio avere un cuscino più alto, perché la testa non cada indietro. Se la cifosi dorsale è ridotta, sarà meglio un cuscino più basso, perché la testa non si pieghi troppo in avanti. Per capire se l’altezza del proprio cuscino è adeguata, basta stendersi a pancia in su, appoggiare la testa sul cuscino e verificare se il viso è più o meno parallelo al soffitto: se cade indietro il cuscino è troppo basso, se si piega in avanti è troppo alto.
E’ meglio che il cuscino sia di un materiale morbido, accogliente, in modo che la testa sprofondi un po’ nel cuscino e in questo modo si arrivi ad appoggiare sul cuscino anche il collo. Tante persone trovano comodo rimboccare un po’ il cuscino ripiegandolo sotto al collo: meglio il collo appoggia sul cuscino, più i muscoli cervicali che sono già in tensione durante il giorno per sostenere la testa riusciranno rilassarsi di notte.
Per quanto riguarda i cuscini sotto alle gambe, effettivamente modificano in modo sensibile la postura e non sempre la schiena li tollera. Di nuovo, chi non avverte fastidi di notte e al risveglio non deve mai temere di provocarsi patologie o peggiorare quelle che ha già a causa della posizione del sonno: il nostro corpo parla ed è sufficiente ascoltarlo, e se non si lamenta vuol dire che tollera. Se si dorme con le gambe rialzate e di notte o al mattino si hanno fastidi alla schiena, basta provare a dormire in posizione normale con le gambe allineate al busto e veder se va meglio. Se così fosse, o si arriva a una posizione di compromesso (sollevando le gambe solo di poco), o si trovano altre soluzioni per aiutare la circolazione sanguigna (es. attività fisica regolare).
Infine, i famosi cuscini “ergonomici”, “per la cervicale” sono costruiti seguendo principi corretti, ma… guardatevi attorno e vedrete che di quelli c’è troppa scelta: più alti, meno alti, più rigidi, meno rigidi, dei materiali più disparati… prima di qualsiasi acquisto, visto che per capire se un guanciale è comodo e adatto bisogna utilizzarlo almeno per una settimana, meglio fare qualche esperimento in casa propria, adattando il proprio per esempio aggiungendo un cuscinetto basso per rialzarlo e capire se con un cuscino più alto si dorme meglio, provando a dormire con un cuscino di tipo diverso usando quello di un familiare o un cuscino di scorta che abbiamo nell’armadio… Insomma prima di acquistare rischiando di sbagliare, meglio sperimentare, e non si sa mai che non occorra acquistare nulla ma semplicemente si riesca ad adattare il proprio cuscino fino a sentirsi comodi.
Se da un lato spero di averti tranquillizzata dandoti la certezza che materassi e cuscini non provocano o peggiorano le patologie, dall’altro concordo pienamente che certi piccoli accorgimenti possano modificare a volte anche in modo sostanziale la qualità della nostra vita.
Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, un caro saluto
Alessandra Negrini

Commento di marzia
Il 25/07/2012 alle 00:13

carissimo dottore fabio zaina la ringrazio tantissimo di aver risposto al mio commento ,non pensavo assolutamente che avrei ricevuto una vostra risposta,ed è per questo che vi ringrazio tanto per la serietà che mostrate nel fare il vostro lavoro.ho prenotato una visita nel vostro centro nella sede di catania per novembre e mi hanno detto che non sarà il dottor negrini a fare la visita ma una dottoressa che non ricordo come si chiama…non riesco a capire cosa significa che dipende dalle motivazioni di ognuno di noi e dagli aspetti pratici della vita quotidiana..la prego di spiegarmi meglio…io ho letto nel blog che magari a 30 anni non si ridurranno i gradi di scoliosi visto la struttura ossea ma ke sicuramente l’aspetto estetico migliorerebbe sicuramente,,,non sò dottore ho letto male forse io? l’ho letto nella pagina iniziale del sito dove parla di scoliosi in età adulta…mi scusi se insisto così tanto ma vorrei essere preparata da un punto di vista psicologico a questa visita non voglio farmi inutili illusioni,come avrà capito è un argomento che mi colpisce particolarmente visto che ho 30 anni quasi e non più 16,e le possibilità come dice lei si riducono sempre di più.spero di nn averla disturbato molto,e aspetto se ha tempo e voglia una sua ulteriore risposta. :) :) …. cordialissimi saluti e grazie ancora

Commento di Fabio Zaina
Il 27/07/2012 alle 12:11

Cara Marzia,
proverò a spiegarmi meglio. Mettere un corsetto a 30 anni è molto faticoso perché la schiena è molto rigida, così come il corsetto, e questo può causare qualche dolore. Inoltre il corsetto dà delle limitazioni oggettive, penso per esempio al divieto del codice della strada di guidare indossando il corsetto. Perciò, se chi fa la terapia col corsetto deve usare la macchina non può curarsi adeguatamente. Ho visto giovani donne che hanno provato a mettere il corsetto ma che poco dopo si sono arrese, così come ne ho viste altre portare a termine con determinazione questa difficile terapia.
Non è veramente possibile essere più specifici su questo argomento in questo contesto, le consiglio di aspettare con pazienza la visita con la mia collega per scoprire cosa le consiglierà sulla base della visita e degli esami.
In bocca al lupo
Fabio Zaina

Commento di MARZIA
Il 17/09/2012 alle 23:51

buona sera carissimo dottore,volevo chiederle una cosa,quando ho prenotato la visita mi hanno chiesto di portare delle lastre di radiografia recenti ,che quindi dovrei fare prima della visita,visto che io ho problemi sia al bacino che alla schiena,come deve essere fatta la radiografia per essere più dettagliata,cioè per vedere i gradi di scoliosi o per vedere di quanti cm è dislivellato il mio bacino?cosa dovrebbe scrivere il mio medico curante nella ricetta? oppure le radiografie alla schiena vengono effettuate tutte allo stesso modo??mi pùo delucitare gentilmente…le auguro una buona serata,cordiali saluti….

Commento di rosi
Il 28/01/2014 alle 20:34

Salve, desideravo kiedervi, nel vs centro è possibile fare un teleconsulto ufficiale? Se si mi date gentilmente indicazioni? Se non è fattibile, vi illustro il caso e se possibile mi date un consiglio: mia figlia ha 30 mesi e dagli rx e visita ortopedica le è stato diagnosticata una scoliosi infantile idiopatica di 49 gradi cobb, nella risonanza il midollo è in perfetto stato e così anke gli altri organi, il medico ke la segue non vede soluzioni diverse da quella dell’intervento d kirurgia del rakide con la tecnica del magnete, ke ne pensate? Vi sarei veramente grata se mi rispondeste, cordiali saluti

Commento di Fabio Zaina
Il 04/02/2014 alle 11:12

Cara Signora Rosi,
in realtà, anche tra i chirurghi c’è un’accesa discussione se in casi come quello di sua figlia sia meglio operare subito sapendo che però ci vorranno più interventi oppure mettere un corsetto rigido. Il problema della chirurgia a questa età è infatti quello della necessità di intervenire più volte per seguire la crescita, e ogni intervento comporta rischi importanti. L’obiettivo del corsetto è quello di controllare la situazione durante gli anni della crescita puntando, se possibile, a evitare del tutto l’intervento, viceversa ad arrivare alla tarda adolescenza per poter fare un solo intervento riducendo drasticamente i rischi.
Quindi, in queste situazioni, noi di ISICO optiamo per il corsetto. Se volesse un parere personalizzato sul caso di sua figlia potrebbe contattare la nostra segreteria per fissare un appuntamento con un medico della nostra equipe. Purtroppo il teleconsulto non è adatto a valutare i pazienti con questi problemi, specialmente così piccoli.
In bocca al lupo
Fabio Zaina

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