Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
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Parole che confortano

4 dicembre, 2017 (10:12) Di: Laura Neri

Non solo trattamenti fisici, corsetto ed esercizi ma anche un supporto psicologico. Sappiamo che convivere con la scoliosi spesso non è facile. Per questo vogliamo condividere la risposta inviata a Riccardo con voi.

 

Caro Riccardo,

Sentire la tua storia, per fortuna non comune, fatta di sacrifici, fatiche e sofferenza, rattrista, e ci ricorda ancora una volta come la vita possa portarci a prove davvero impegnative.

Immaginiamo che tu sia stato curato adeguatamente, e che abbia avuto vicino una famiglia che ti voleva/vuole bene, e che ha cercato di offrirti ciò che di meglio poteva. Ma non sempre le cose vanno come avrebbero dovuto e, nonostante 10 lunghissimi anni di corsetto, che ti ha accompagnato a partire dall’infanzia dei tuoi cinque anni fino alla piena adolescenza, compagno fedele per 22-23 ore al giorno, ma allo stesso tempo traditore, perché non ha portato i risultati promessi, sei stato costretto all’intervento che, fortunatamente, è andato bene.

Il corsetto: non stiamo parlando di una terapia che si fa a cuor leggero, ma del bisogno di impegnarsi, lavorarci su, non mollare, combattere, ma anche essere sostenuto dai miglioramenti e dai buoni risultati, che purtroppo non ci sono stati. Ti immaginiamo, caro Riccardo, mentre ti impegni nell’usare il corsetto ma allo stesso tempo scivoli verso un malaugurato, maledetto peggioramento, che non ripaga in alcun modo i tuoi sforzi e ti lascia deluso, battuto dalla malattia.

La storia non finisce qui e continua con altri “regalini” della scoliosi: una patologia ostruttiva polmonare che limita la tua vita, compromette il tuo senso di integrità fisica e ti fa sentire, forse, da meno degli altri: meno forte, meno resistente, meno capace, meno in grado di impegnarti. Ci chiediamo quanto potrai temere che il tuo impegno, quello che hai messo a piene mani per portare il corsetto e non è bastato, possa non bastare anche per realizzare i tuoi progetti di vita. E ti devi confrontare anche con quelle imperfezioni fisiche, il gibbo, il petto leggermente incavato, che in alcuni momenti ti possono sembrare enormi, al punto da causarti difficoltà nei rapporti con gli altri.

Ma tu sei un lottatore, lo si vede quando, al termine di questa storia, chiedi con delicatezza “qualche suggerimento” per riacquistare fiducia a livello psicologico.

Siamo tutti con te, caro Riccardo, ti siamo vicini, comprendiamo le tue delusioni e le tue fatiche. Immaginiamo anche che ti siano vicini anche i tuoi parenti e i tuoi amici. Ma talvolta la vicinanza e la comprensione delle persone che ci vogliono bene non è sufficiente a sollevarci da situazioni di blocco, di tristezza e di sfiducia. E’ allora il momento di chiedere un aiuto esterno, di uno psicoterapeuta, senza vergognarsene perché abbiamo tutti il diritto a ricercare quella che chiami serenità mentale, a sfuggire la sofferenza, ad andare avanti nella nostra vita nonostante le difficoltà. Infatti, a volte l’aiuto di un professionista esperto serve per riuscire a ritrovare la forza dentro noi stessi per affrontare le situazioni.

Tanti auguri.

Dott.ssa Laura Neri  –   Psichiatra e psicoterapeuta, Milano

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