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ETA’ ADULTA: l’ipercifosi può migliorare?

5 luglio, 2021 (07:59) Di: Valentina Premoli

Succede a molti adulti di guardarsi allo specchio e di notare che col passare degli anni si sono incurvati sempre di più in avanti Qualcuno non si arrende e si chiede: posso arrestare questo processo? E’ possibile migliorare o è inutile provarci?

Iniziamo cercando di capire che cos’è una IPERCIFOSI. Guardando una schiena di lato possiamo accorgerci come questa non sia dritta, ma presenti delle curve la cui funzione è quella di ammortizzare le forze che gravano sulla colonna. Partendo dall’alto abbiamo una curva in avanti a livello cervicale, chiamata LORDOSI, una curva indietro a livello dorsale, chiamata CIFOSI, e un’altra curva avanti a livello lombare, chiamata sempre LORDOSI. Quando la cifosi dorsale, misurata su radiografia, supera il range di normalità si parla di IPERCIFOSI. Normalmente la cifosi dorsale presenta una curvatura compresa tra i 20 e i 60 gradi Cobb e questa ampia variabilità dipende da diversi fattori sia posizionali e relativi al tipo di esame effettuato (per esempio la posizione delle braccia), sia legati alla presenza di patologie che possono ridurla (es. scoliosi) o aumentarla (es. ipercifosi idiopatica, malattia di Scheuermann). Nell’anziano poi, sono frequenti le ipercifosi provocate da cedimenti vertebrali da osteoporosi: le ossa diventano più fragili e anche movimenti banali possono provocare piccole fratture della porzione anteriore delle vertebre, con conseguente incurvamento progressivo di tutta la schiena.

In realtà, indipendentemente da una condizione di ipercifosi o meno, il nostro tratto dorsale è destinato a flettersi in avanti con il passare degli anni. Per quale motivo?  La maggior parte delle persone trascorre tante ore per tanti giorni e per tanti anni in posizione curva, con la testa che guarda verso il basso.  Infatti, quando siamo fermi teniamo prevalentemente la posizione seduta, che accompagna più facilmente il dorso in flessione anteriore, e quando siamo in movimento tante attività (cucinare, pulire, fare bricolage…) ci richiedono di piegare la schiena in avanti. Tutti questi fattori possono portare ad una accentuazione della curva della cifosi dorsale, ad un aumento della rigidità, con relativo indebolimento dei muscoli estensori del tronco che provoca un vero e proprio collasso posturale, lasciandoci “schiacciare” dalla forza di gravità.

Con quali conseguenze? Nell’adulto e nell’anziano l’ipercifosi può rappresentare un fattore di rischio per il mal di schiena e peggiorare la qualità della vita perché aumenta la fatica nel sostenere la colonna sia in piedi sia seduti e riduce l’equilibrio e la stabilità nel cammino.

Torniamo alla domanda di partenza: è possibile spezzare questo circolo vizioso attraverso la fisioterapia e, nello specifico, attraverso l’esecuzione di esercizi specifici?

Certamente sì, gli obiettivi iniziali saranno la riduzione della rigidità del tratto dorsale e il rinforzo dei muscoli del tronco che si oppongono alla forza di gravità, per consentire un recupero della postura con minor fatica e l’integrazione della correzione nella vita quotidiana. Il trattamento con esercizi specifici, infatti, si baserà sin dall’inizio sull’apprendimento del movimento di ”autocorrezione”, cioè quel movimento che consente di raggiungere il miglior riallineamento possibile della colonna sul piano sa-gittale senza attuare compensi in altri distretti della colonna.

Una volta ottenuto il miglioramento si tratterà di stabilizzarlo nel tempo, riducendo la frequenza degli esercizi e integrandoli con altri tipi di attività fisica e sportiva, senza mai abbandonare la ricerca della correzione nella quotidianità.

Tutto ciò contribuirà a ridurre i dolori, migliorare la funzionalità del corpo e l’estetica.

Commenti

Commento di Antonio Manfredi
Il 11/07/2021 alle 16:33

Vorrei farvi vedere mia figlia,che fa palestra ma ha un problema di ipercifosi, non avrebbe problemi a fare degli esercizi specifici per migliorare grazie attendo un riscontro, saluti

Commento di Manuela Baccei
Il 11/07/2021 alle 22:47

Buongiorno, a mio figlio di 13 anni è stata riscontrata una scoliosi pochi giorni fa durante una visita medica agonistica. Cosa dobbiamo fare? Una visita ortopedica specifica? Noi viviamo a Torino. C’è una sede Isico a Torino?
Grazie

Commento di Isico
Il 12/07/2021 alle 11:06

Buongiorno,
Sì, c’è un ambulatorio Isico anche a Torino. Nei prossimi giorni la contatterà il nostro CUP (02.84161700) per darle le informazioni richieste.
Cordiali saluti.

Commento di Isico
Il 12/07/2021 alle 11:08

Buongiorno,
Nei prossimi giorni la contatterà il nostro CUP (02.84161700) per darle le informazioni richieste.
Cordiali saluti.

Commento di Silvia Romano
Il 30/08/2021 alle 16:49

Buon pomeriggio. Mio figlio di 12 anni è stata riscontrata un’importante cifosi e consigliato un busto per correggerla. Vorrei un consulto presso il vostro Centro. In attesa di un cortese riscontro, ringrazio anticipatamente.

Commento di Laura Gatta
Il 01/09/2021 alle 00:38

Buonasera, mia figlia di quasi 12 anni è stata operata 1 anno fa alla colonna vertebrale per grave scoliosi con inserimento di barre di Harrington. Farà intervento definitivo di artrodesi fra qualche anno. Dopo 1 anno di divieto di svolgere attività fisica e sportiva, finalmente ora può riprendere anche se con alcune limitazioni. Vorrei sapere in modo abbastanza specifico quali movimenti potrà svolgere e cosa no. Faccio alcuni esempi pratici per spiegarmi meglio. Può correre ?(es ed. Motoria a scuola il giro di corsa intorno alla palestra, non certo corsa a livello agonistico). Può saltare la corda, fare qualche tiro di pallavolo, a livello sempre amatoriale, non agonistico?.. Mi hanno detto che deve evitare movimenti di iperlordosi e torsioni del busto, ma in concreto cosa si intende? La bambina per fortuna sta bene e tende a fare tutto come prima dell’ operazione e devo quindi frenarla un po’, ma ad esempio durante l’estate ha fatto giochi tipici della sua età, corse, nascondino, altalena, sotto la mia sorveglianza, ma io stessa non so cosa non deve assolutamente fare e cosa invece sì. A breve riprenderà, con il consenso del medico che l’ ha operata,sia a fare ed motoria a scuola, da cui invece lo scorso anno scolastico era esonerata, sia danza. Prima faceva danza classica e moderna, sempre a livello amatoriale, in totale 2 ore a settimana . Ora concretamente che tipo di movimenti potrà fare? Cosa devo dire alla maestra di danza? Sono preoccupata perché non so tradurre in gesti/attività/movimenti concreti le indicazioni che mi sono state date.carta Vi sarei grata per una vostra risposta. So che nuoto può farlo tranquillamente ma non so se riusciremo a farlo, anche per via dei protocolli covid, di come riapriranno le piscine al chiuso, ecc. Poi lei non vede l’ora di riprendere la sua passione danza, quindi il nuoto non rientra molto nelle sue preferenze….Aspetto consigli. Grazie e cordiali saluti
Laura

Commento di Monia Lusini
Il 15/09/2021 alle 08:44

Buongiorno Signora,
non sono mai state pubblicate linee guida per la ripresa dell’attività fisica dopo l’intervento chirurgico per scoliosi sugli adolescenti, esistono solo le cosiddette “opinioni degli esperti” per cui ogni chirurgo potrebbe dare consigli diversi basandosi sulla propria esperienza e su una propria filosofia. Inoltre si aggiunge la variabile individuale, per cui dipende dal tipo di intervento fatto, dall’attecchimento dello strumentario, da caratteristiche del paziente, etc Ad esempio, alcuni chirurghi permettono sport di contatto dopo 6 mesi, altri chiedono di evitarli per un anno e altri ancora non permettono del tutto la ripresa di sport di collisione.
Uno studio ha esaminato la ripresa delle attività dopo l’intervento chirurgico tramite un questionario preparato appositamente. Entro 6 mesi la maggior parte dei pazienti aveva ripreso l’attività sportiva che praticava prima dell’intervento. La conclusione degli autori è che i pazienti operati riprendono l’attività sportiva molto prima di quanto ci si aspettasse. Nonostante ciò, nei 95 pazienti dello studio non c’è stato neanche un caso di perdita di correzione, di rottura dell’impianto o di complicazioni.
Per quanto riguarda le domande specifiche che ci ha posto, solo il chirurgo che ha operato sua figlia può risponderle. Lui sa quanto sono stabili i mezzi di sintesi e cosa realmente può o non può fare la bambina. La rotazione del tronco significa ruotarsi a destra e a sinistra con il busto, ma per il tipo di attività da fare o evitare deve rivolgersi a lui. Sicuramente al momento del prossimo controllo le spiegherà bene cosa fare e cosa no.
Le porgiamo cordiali saluti
Monia Lusini

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