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“HO UNA SCOLIOSI CHIRURGICA: MI FACCIO OPERARE O NO?”

22 marzo, 2019 (12:19) Di: Valentina Premoli

Una scoliosi è definita chirurgica quando supera i 50° Cobb perché la probabilità che questa progredisca anche in età adulta, provochi dolori, disabilità e peggiori la qualità della vita è molto alta.

Se la scoliosi è già presente in età infantile (0-3 anni) e giovanile (3 anni – 12)? Le scoliosi infantili e giovanili sono sempre state considerate chirurgiche in partenza a causa del loro alto potenziale di peggioramento. Oggi però sappiamo che qualche speranza in più c’è di evitare l’intervento chirurgico. Ciò però significa affrontare una lunga terapia conservativa che inizia con l’insorgenza della scoliosi e terminerà soltanto con la fine della fase di crescita. Spesso la terapia conservativa viene consigliata ugualmente in fase inziale, anche quando le probabilità di arrivare all’intervento sono alte. Questo consente di accompagnare i piccoli pazienti al momento adeguato per l’intervento chirurgico, in modo da eseguirne uno solo e definitivo.

Se la scoliosi è già chirurgica in età adolescenziale (12-14 anni), cosa fare? A questa età il grado di maturazione ossea non è ancora completo e quindi il rischio di evoluzione ulteriore è alto. Se non è mai stato fatto un tentativo di trattamento conservativo (corsetto a tempo pieno ed esercizi specifici) ben fatto, allora potrebbe valere la pena prendere in considerazione questa strada e rivalutare la situazione, insieme al medico specialista, dopo i primi mesi di terapia alla luce dei risultati raggiunti. Ad oggi sappiamo che spesso è possibile stabilizzare, e a volte anche migliorare, una curva scoliotica definita chirurgica con il trattamento conservativo. E’ una terapia lunga, che richiede molti sacrifici, ma che ha un inizio e una fine: il corsetto prima o poi si butta! In ogni caso, la scelta della strada da percorrere da parte dei genitori e dei giovani pazienti deve essere il più consapevole possibile. Per questo è importante considerare anche una consulenza chirurgica, che non significa necessariamente mettersi in lista d’attesa per l’intervento. La scelta rimane del tutto personale. Significa invece informarsi sui rischi e i benefici dell’intervento, sulle tecniche chirurgiche più innovative, sui tempi e sulle possibilità del recupero post-operatorio. Solo con tutte queste informazioni è possibile prendere una decisione consapevole, poiché non si può sapere a priori se i benefici dell’intervento saranno tali da giustificarlo.

Se la scoliosi è chirurgica a 17-20 anni, cosa fare? A questa età si è già raggiunto il massimo grado di maturazione ossea, quindi è terminato il rischio di peggioramento legato alla crescita ma permane quello legato alla probabile instabilità di queste curve. E’ importante sapere che l’intervento chirurgico non è mai un intervento salva vita, quindi non è mai da fare in urgenza. E’ sempre utile un confronto con il chirurgo, ma in questa situazione è possibile prendersi del tempo per verificare, attraverso dei controlli periodici con il medico specialista, la stabilità o meno della situazione. Nel caso si dovesse verificare un’evoluzione della curva, sarà comunque possibile intraprendere un percorso specifico di esercizi e valutare nel tempo se questi sono sufficienti a fermare la progressione della curva, prima di decidere per la strada chirurgica.

Se la scoliosi è chirurgica in età adulta, cosa fare? A questa età i gradi Cobb della curva non sono più il parametro principale che ci guida alla chirurgia o meno. A livello radiografico, a differenza dei ragazzi, negli adulti si dà maggiore importanza al piano sagittale vista la tendenza a crollare in avanti. Gli altri parametri da prendere in considerazione invece sono dolore, disabilità e qualità di vita. Poiché l’intervento comporta dei rischi e poiché non si possono conoscere a priori se i benefici dell’intervento siano tali da giustificarlo, in età adulta si arriva alla chirurgia se c’è un dolore altamente invalidante tale da compromettere seriamente la qualità di vita. Anche in questo caso è possibile intraprendere prima un trattamento conservativo specifico e monitorare nel tempo il suo effetto sulla stabilità della curva, sul dolore e sulla disabilità, e poi, solo alla luce di questi risultati, valutare la possibilità di operarsi.

Commenti

Commento di Tiziana Tabacco
Il 22/03/2019 alle 23:37

Salve, ben 40 anni fa sono stata curata dai 16 ai 18 anni di età presso il centro — con gessi e corsetti che riuscirono a diminuire le due curve della colonna. Già allora mi avrebbero voluto operare ma ne avevo troppa paura.
Ora ho 55 anni, curva di 75 gradi, sono tutta un po’ storta con forte dolore lombare. Vorrei passare un consulto dal dottore Negrini, anche per un riferimento presso cui mi posso rivolgere a Roma in centri di apposita ginnastica. Grazie, un saluto cordiale
Il mio numero è 3332840987

Commento di Giuseppe
Il 28/03/2019 alle 18:47

Salve, mio figlio ha 17 anni ed ha una scoliosi di circa 40 gradi, vorrei avere un incontro per un consulto e visita da parte di uno specialista e mi hanno indicato il Vs centro, se possibile in zona Napoli grazie.
Questo il mio numero: 3273165519

Commento di Silvana
Il 18/04/2019 alle 12:08

Buongiorno , mia figlia ha 14 anni e una scoliosi di 42 ,50 gradi , è stata vista da 2 diversi medici da ciò la differenza di gradi , ieri siamo andati a ritirare un busto Sforzesco, ha possibilità di recuperare dei gradi ? Non solo con addosso il corsetto .grazie

Commento di ALESSANDRO
Il 19/04/2019 alle 21:42

Buonasera. Mio figlio ha 17 anni e 4 mesi. Abbiamo rilevato nell’ultimo anno di crescita del ragazzo che la spalla era molto curva e l abbiamo fatto vedere immediatamente da un ortopedico. Dalla visita e dall’esame radiografico il medico ortopedico
ha diagnosticato una cifosi strutturale e ha prescritto ginnastica posturale/correttiva per 6 mesi (2 volte a settimana) e al termine dei 6 mesi la valutazione sulla necessità di un busto. Dopo 4 mesi di ginnastica posturale , benché la postura sembrasse in parte migliorata, abbiano deciso di fare un’altra visita specialistica presso il — e il nuovo specialista ha fatto la seguente diagnosi: ” Clinicamente buon tono muscolare. Ottimo compenso estetico della deformità. Lieve asimmetria dei triangoli. Ipercifosi toracica.
Lieve rotazione L sx 3 gradi al bending. Non dolore non disturbi periferici.
Rx rachide panoramico: scoliosi Lsx 15 e Tdx 12 gradi. Ipercifosi toracica 70 gradi. Lordosi L62 gradi. Risser II .
Si tratta di una distrofia del rachide dell’accrescimento.”
A seguito della predetta diagnosi è stato prescritto un busto ortopedico CAB con pelotta T dx e L sx e spinta sternale , acromiali, feltraggio T dx e L sx , da indossare 20 ore al giorno ed, inoltre, di fare sport nelle ore di libertà dal busto.
Mi chiedevo, a fronte di tale problema se il busto è l’unica soluzione e se le ore prescritte (20 ore al giorno) sono tassative. Inoltre, il busto servirà solo a non peggiorare il quadro clinico o potrà ridurlo? Siamo tanto preoccupati e confusi che vorremmo un terzo consulto. Potreste darci un Vs. parere in merito e l’ indirizzo di un vs centro?
Grazie per l’attenzione .

Commento di Roberta maggio
Il 08/05/2019 alle 16:35

Mia figlia 17 anni appena compiuti , all’atto del prericovero mi hanno descritto i rischi dell’intervento e ho deciso di prendere tempo per consultare altri specialisti
Lei non ha dolori nonostante una curva di 53 gradi a livello lombare
Mi chiedo se a un anno dalla prima tac la curva rimane uguale è davvero necessario l’intervento?
Mi consigliate uno specialista in zona Milano
Grazie davvero

Commento di Bruno Leonelli
Il 17/05/2019 alle 14:44

Buonasera Signora,
come le avranno spiegato, l’operazione è molto invasiva e di conseguenza porta con sé dei rischi.
Si inizia a parlare di intervento per scoliosi una volta superati i 45-50°, ma è bene ricordare che non rappresenta mai un’urgenza e che non è un’operazione salvavita. Per questo è possibile provare a rimandare l’intervento il più possibile e magari anche evitarlo se non si è sicuri di voler percorrere quella strada.
Se non è già stato fatto, sarebbe opportuno tentare un trattamento conservativo, che tramite corsetto ed esercizi specifici si pone l’obiettivo di rallentare o bloccare la progressione della curva e in alcuni casi può anche ridurne l’entità.
Considerando che in curve molto ampie ci si aspetta un peggioramento molto lento ma costante, anche rallentare o bloccare il progredire della curva sarebbe un risultato utile in termini di salute e di tempo guadagnato potendo rimandare ancora l’operazione.
Un saluto
Bruno Leonelli

Commento di Erika Gionfriddo
Il 27/08/2021 alle 00:45

Buonasera, io ho 17 anni e quando ne farò 18 anni vorrei operarmi alla scoliosi da 21° vorrei sapere se si potrebbe fare o è troppo poco come gradi. Attendo risposta. Un saluto

Commento di Sara Rossi Raccagni
Il 02/09/2021 alle 08:07

Cara Erika,
La scoliosi viene considerata chirurgica quando supera la soglia dei 45-50° Cobb. Questo significa che oltre questa soglia una delle opzioni terapeutiche è proprio quella dell’intervento chirurgico, mentre alla tua età al di sotto le terapie proposte sono gli esercizi fisioterapici specifici per la scoliosi, raramente affiancati all’indossamento di un corsetto.
Essendo tu ormai grande ed essendo presumibilmente nulla (o quasi) la tua crescita residua, l’obiettivo della terapia non sarebbe più quello di frenare l’evoluzione della scoliosi ma, eventualmente, quello di migliorare la capacità di sostegno della tua schiena. Allenando questa capacità con gli esercizi specifici è possibile ridurre il collasso nella direzione della curva, migliorando di conseguenza eventuali problemi di dolore o di asimmetrie visibili del tronco.
Per toglierti ogni dubbio e capire se e quale terapia è necessario intraprendere nel tuo caso, il mio consiglio è quello di fare una visita da un medico specialista della colonna vertebrale.
In bocca al lupo!
Sara Rossi Raccagni

Commento di samira
Il 19/10/2021 alle 13:49

ciao,ho 25 anni ho scoliosi lombare sin convessa,con acenno a rotazione somatica consensuale.bacino ruotato verso sin angolo cobb circa 34° ala iliaca dx e art coxo femorale dx risalite 15cm dall’altra.rm: immagini aquisite su piani assiali e sagittali con sequenze pesate in t1 e t2.pasggio lombo sacrale cn vertebra tranz,verosimile a lombarizzazione s1. dovrei operarmi?attengo risp grz!

Commento di Bruno Leonelli
Il 29/10/2021 alle 09:18

Buongiorno Samira,
come riportato dalle linee guida del SOSORT 2016, “Oltre i 30° di scoliosi aumenta il rischio di progressione in età adulta, così come il rischio di problemi di salute e riduzione della qualità della vita.” e di conseguenza una curva che supera questa soglia può essere più esposta a peggioramento con il passare del tempo.
Al di sotto dei 25°-30° ci aspettiamo che la schiena in età adulta resti stabile sia dal punto di vista estetico che radiografico.
Nella fascia che va dai 25°-30° ai 45°-50° invece siamo in una zona grigia, in generale tanto più aumentano i gradi della curva e tanto più siamo a rischio peggioramento, ma non è una certezza. Una schiena che si trova all’interno di questi valori potrebbe subire un peggioramento con il tempo, ma in determinate condizioni (esercizi specifici, attività fisica, ecc..) potrebbe anche restare stabile.
Si può iniziare a parlare di chirurgia dopo aver superato la soglia dei 45°-50°, dove il rischio di andare incontro a peggioramento diventa molto alto.
Con circa 35°, la tua situazione sembra essere lontana dalla chirurgia e anche il rischio di avere problemi è remoto.
Se questa è una condizione a te nota da tempo, ti consiglio di continuare a fare delle visite periodiche per tenere sotto controllo la curva, altrimenti ti consiglio di fare una visita con un medico specialista nelle deformità vertebrali che potrà fare il punto della situazione e rassicurarti su quella che è la tua condizione attuale.
Un caro saluto
Bruno Leonelli

Commento di samira
Il 29/10/2021 alle 09:48

grz per la sua risposta dottore. ho un accentuazione lordosi lombare cn tanti dolori e fitte .

Commento di Bruno Leonelli
Il 05/11/2021 alle 13:28

Ciao Samira,
ti consiglio di fare una visita da un medico specializzato nelle deformità della colonna vertebrale, in modo che tu possa capire da dove derivino i tuoi problemi, perchè molto spesso il dolore deriva da altri fattori, diversi dalla scoliosi o dalla lordosi. La lordosi lombare ha una ampiezza correlata con le altre curve: la cifosi dorsale, la lordosi cervicale e non ultima la conformazione anatomica della pelvi. Un bacino ampio si accompagna a curve ampie che se armoniche non comportano alcun problema.
Un caro saluto
Bruno Leonelli

Commento di Valentina
Il 28/11/2021 alle 22:56

Salve buona sera fra sei mesi dovrò operarmi di scoliosi, a marzo ho fatto l’ultima visita e risale a 45 gradi volevo sapere se farò l’intervento ce il reschio che resto paralizzata? A dimenticavo ho 28 anni

Commento di samira
Il 02/12/2021 alle 11:29

posso chiderti in che ospedale ti operi?grz

Commento di Fabio Zaina
Il 09/12/2021 alle 15:18

Gent.ma Valentina,
l’intervento per scoliosi è sicuramente molto complesso e delicato, e inevitabilmente comporta dei rischi come tutte operazioni chirurgiche. Inoltre, la tecnica usata, la via d’accesso e i tempi di intervento (a volte la correzione avviene in due fasi separate, soprattutto nelle curve più marcate), determinano diverso rischio. Nello specifico della sua richiesta, sono stati descritti casi di paresi post operatoria in letteratura. Si tratta comunque di casi estremamente rari. Data però l’esigenza di una risposta personalizzaa,le suggeriamo di chiedere al suo chirurgo dettagli sui possibili rischi ed effetti collaterali, facendosi spiegare accuratamente vantaggi e svantaggi dell’operazione, in modo da poter scegliere in maniera ponderata se operarsi o meno.
In bocca al lupo.
Fabio Zaina

Commento di Franco
Il 25/12/2021 alle 22:50

Mio figlio di anni 18 accusa un dolore toracico che parte dalla dorsale destra e si irradia alle costole anteriori da più di otto mesi, riesce a dormire la notte solo con analgesici o antinfiammatori. Da premettere che dagli esami radiologici viene refertata una rotoscoliosi convessa lombare. Sopraslivellamento della cresta iliaca di destra di circa 3mm Grado Risser 4°. La RMN della colonna toracica non mette in evidenza lesioni chirurgiche. Mentre la stessa RMN colonna lombo sacrale in L4-L5 apprezza focale protrusione discale posteriore in sede intraforaminale sinistra che impronta la radice nervosa L4 sinistra; il restante tessuto discale posteriore si adagia sul versante anteriore del sacco durale. In L5-S1 si rileva lieve focale protrusione discale posteriore in sede mediana-paramediana destra che impronta il sacco durale; il restante tessuto discale presenta un’accentuazione della sua convessità ed occupa entrambi i forami di coniugazione giungendo sin quasi a ridosso delle radici nervose L5. In base a questi dati il neurochirurgo che ha visitato mio figlio dice che i dolori che accusa sono dovuti alla scoliosi. E’ proprio così? Possibile? Ma allora, cosa fare? Se ha dolore può iniziare un percorso correttivo o ci sono ulteriori indagini da fare a livello strumentale? Grazie

Commento di Maria Chiara Reitano
Il 30/12/2021 alle 16:07

Buonasera, da come descrive il dolore a livello toracico non sembra in effetti che vi sia correlazione con i risultati della RMN che ha riportato.
Per quanto riguarda la scoliosi, all’età di suo figlio in generale può causare dolore solo se molto marcata. Per valutare la gravità della curva, è necessario eseguire una rx colonna in toto in ortostatismo insieme ad una visita specialistica.
Il trattamento della scoliosi può variare dagli esercizi specifici all’uso di un corsetto, ma ovviamente ciò dipende dal quadro clinico generale. Se invece il medico definisse che i sintomi hanno un’origine diversa, proporrà la terapia più idonea.
Cordiali saluti
Maria Chiara Reitano

Commento di Francesca
Il 15/04/2022 alle 15:32

Buongiorno, sono una mamma di una ragazza din13 anni che ha una scoliosi idiopatica. Premetto che io sono stata operata di scoliosi, indossati busti di resina e gessi ma senza buoni risultati, finché non arrivai a 72 gradi e quindi operarmi. Oggi mia figlia, indossa un busto Lionese da 2 anni ed Eseguendo Rx la sua scoliosi rimaneva sempre uguale, ne miglioramenti e ne peggioramenti. Nel reparto ortopedico dell ospedale mi dicevano che era al. Quanto positivo finché non peggiorasse.
Oggi mia figlia, Eseguendo Rx, è peggiorata e ha 38 gradi. Nella visita però mi è stato riferito che mia figlia dovrà usare il busto solo per altri tre mesi poi cessare poiché il risser risulta 4-5 con cartilagini epifisarie con segmenti scheletrici chiuse. Sono molto preoccupata, e molto titubante da quando abbiamo ricevuto questa diagnosi. Può mai a questa età aver raggiunto la maturazione delle ossa? e non aver più bisogno di un busto? E soprattutto a questi gradi la cessazione del busto? Vi prego di leggere e rispondere.

Commento di Martina Poggio
Il 10/05/2022 alle 07:48

Buongiorno Francesca,
Dal suo messaggio emerge chiaramente la preoccupazione per lo stato di salute di sua figlia, forse anche legata al suo precedente percorso. Non posso neanche immaginare cosa voglia dire indossare per anni busti, gessi e vedere comunque un peggioramento continuo, tanto da dover ricorrere all’intervento.
Consideri però che ci sono mamme operate chirurgicamente con figlie che hanno una situazione molto lieve, così come mamme che ricordano che le erano stati prescritti un po’ di esercizi, con figlie con situazioni drammatiche.
Si eredita la possibilità di sviluppare la scoliosi e non la gravità.
Per quanto riguarda la crescita residua è molto individuale: ci sono ragazzine che all’età di sua figlia devono ancora partire con lo sviluppo ed altre che lo stanno terminando. Il grado risser che lei riporta è una valutazione fatta dalle radiografie da parte del medico specialista. A 4/5 di crescita la situazione ormai è stabile e non rischia ulteriori peggioramenti improvvisi.
Per quanto riguarda la terapia è difficile darle consigli con quanto ha riportato. Se proprio non è tranquilla provi a sentire un ulteriore consulto, ma consideri che la gestione dello stesso caso può variare tra uno specialista e l’altro. Ad esempio, la discesa nelle ore del corsetto c’è chi la fa un po’ più veloce e chi un po’ più lenta per cercare di mantenere il risultato ottenuto.
Non so da che situazione partivate, ma chiudere la terapia sotto i 30 gradi, permette di vivere sonni tranquilli nella vita adulta (più ci si allontana dai 30 e meglio è). Sopra i 50 gradi invece è estremamente probabile un lento peggioramento anche in età adulta. Tra i 30 e i 50 gradi c’è una zona grigia che è difficile da dire cosa avverrà nel futuro di sua figlia. Sicuramente sarà importante mantenere visite a cadenza regolare per controllare e monitorare la situazione nel tempo.
Buona fortuna
Martina Poggio

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