Si può curare la scoliosi con gli esercizi?

9 dicembre, 2013 (16:41) Di: Sabrina Donzelli

La risposta è sì, e sono di fondamentale importanza, ma talvolta la scoliosi non si lascia curare con i soli esercizi, questo dipende soprattutto dalla gravità delle curve e dal potenziale evolutivo della scoliosi stessa, in parte determinato dalla crescita. Ecco perchè talvolta non bastano i soli esercizi ed è necessario associare altri tipi di trattamenti come ad esempio i corsetti. Tutti i corsetti rigidi hanno bisogno di essere associati agli esercizi specifici per minimizzare gli effetti collaterali del corsetto e ottimizzare l’efficacia correttiva. Il sistema di fasciatura Spinecor, come corsetto dinamico non necessita di esercizi proprio perchè questo corsetto attraverso il movimento garantisce un rinforzo della muscolatura del tronco che favorisce la correzione. La terapia della scoliosi va immaginata come la scalata di una montagna, un vero scalatore ha la consapevolezza che il percorso potrebbe presentare degli ostacoli, che sarà in grado di superare e che riuscirà ad arrivare in cima, non importa come e in quanto tempo, il suo obiettivo è raggiungere la cima, perchè conosce l’enorme soddisfazione che proverà quando finalmente sarà lassù.
Le diverse opzioni terapeutiche vanno messe su una scala in cui il gradino più basso è rappresentato dal trattamento a minor impatto, ma anche con minor efficacia, mentre il gradino più alto è il massimo che si possa fare, e con il massimo impatto sui ragazzi. La terapia ideale è quella che con il minor impatto possibile permette i migliori risultati.
Il primo gradino è rappresentato dalla sola osservazione: ovvero fare visite mediche ravvicinate per tenere monitorata la scoliosi ed essere pronti ad intervenire in caso di necessità. Poi ci sono gli esercizi da soli, che permettono di controllare le scoliosi di entità lieve e medio lieve. Seguono i corsetti costituiti da fasce morbide e poi i corsetti di materiali più o meno rigidi.
A volte i genitori preferirebbero la terapia che da maggiori garanzie di successo anche se questo costa in termini di sacrifici ai ragazzi. Tale atteggiamento è generato dall’errata illusione con una terapia massimamente aggressiva, si posso evitare il peggio, guadagnando in quieto vivere. Questo atteggiamento, per tornare alla metafora della montagna da scalare, corrisponde a partire di corsa per arrivare prima in cima in molto meno tempo, ma con un costo in termini di salute dello scalatore decisamente alto e un rischio significativo di interruzione precoce della carriera sportiva.
La scoliosi è una patologia in evoluzione e così deve essere la terapia, la strategia migliore è quella che prevede dei pronti cambiamenti in caso di bisogno per affrontare al meglio la situazione di quel particolare momento.
Il percorso va visto in una prospettiva globale, così chi inizia con gli esercizi e li fa bene per un certo numero di mesi e poi è costretto a mettere un corsetto, alla fine avrà fatto comunque alcuni mesi senza corsetto e questo è indubbiamente positivo. Il cambio di terapia non è un fallimento, ma una presa di coscienza della necessità di usare un’arma più forte per vincere il braccio di ferro con la scoliosi.

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