Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
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Chirurgia e filum terminale

21 febbraio, 2012 (15:04) Di: ISICO

Questo blog è sempre stato un luogo di confronto per tutti gli utenti, un obiettivo importante per Isico che l’ha avviato.
Medici e fisioterapisti in Isico sono molto aperti come ricercatori, perché è l’unico modo per far progredire la scienza e la conoscenza, ma anche molto “ortodossi” come medici: se proponiamo una terapia, lo facciamo sulla base delle evidenze, e se capita di proporre una terapia sperimentale, lo spieghiamo con chiarezza ai nostri pazienti. Tanti lettori del blog possano confermarlo.
Approfittando del commento di Luca, un lettore, rispondiamo su un primo punto: la chirurgia.
Bisogna dire che in realtà la chirurgia della colonna ha fatto passi da gigante negli ultimi 20-30 anni. Prima l’intervento riusciva a bloccare la scoliosi ma spesso sbilanciava molto la schiena. L’intervento che viene fatto oggi permette di rispettare molto di più le curve fisiologiche della colonna e di migliorare di gran lunga l’aspetto estetico. Purtroppo ha ancora il limite di bloccare completamente il movimento. Quindi di passi avanti ne sono stati fatti, ma non siamo ancora alla fine del miglioramento.
Teniamo presente che quando si taglia per raddrizzare la colonna si staccano tutti i muscoli e si tagliano tutti i nervi deputati al controllo della colonna stessa (oltre a fratturare tutte le vertebre – cruentare come si dice in termine tecnico). Mentre i muscoli si possono riattaccare, i nervi una volta tagliati non si riformano più nello stesso modo: in pratica si perde il controllo della struttura per sempre. Rispettare il movimento della schiena è sicuramente un’ottima idea, ma non è così semplice come sembra coniugare stabilità e movimento nella colonna umana. La natura ci ha messo centinaia di migliaia di anni per sviluppare la nostra colonna vertebrale; possiamo essere così presuntuosi da pensare di fare di meglio in meno di 100 di chirurgia?
Dietro alla colonna vertebrale passa il midollo e dalla colonna vertebrale escono i nervi che innervano le gambe e le braccia e ne consentono il movimento: strutture molto delicate che vengono protette dalla colonna. Se il movimento della colonna vertebrale non è controllato perfettamente, si ledono queste strutture. Solo quando saremo in grado o di rimettere i nervi in funzione come prima (oggi inimmaginabile) o di creare un computer così potente da poter ricostruire il controllo, così piccolo da poterlo portare sempre con sè come fosse un pace-maker, e soprattutto collegabile al cervello per poterlo comandare… sino a quel momento non c’è alcuna possibilità di lasciare il movimento dopo aver corretto la schiena. Ecco perché è difficile che noi lo vedremo, e forse anche i nostri figli.
Oggi neanche i computer più potenti sono in grado di simulare il movimento della colonna (mentre per gli arti ci siamo riusciti ormai da qualche anno): ci sono troppi muscoli e troppi legamenti e troppi tipi di movimento. E se pensate a come si muovono i robottini fatti in laboratorio vi rendete conto delle potenzialità di controllo degli arti che danno i computer attuali, laddove almeno si può già simulare abbastanza bene il movimento almeno su uno schermo!
Altro punto da approfondire, sempre in riferimento alla richiesta di un lettore, è il filum terminale. Il taglio del filum è sperimentale, e chi si sottopone a questo intervento dovrebbe prima esserne informato. Se non viene informato, chi lo opera si comporta in modo eticamente scorretto. Se non esistono pubblicazioni su questa tecnica, la responsabilità è solo di chi la usa senza averla verificata con uno studio serio.
Come ha scritto il lettore, dopo l’intervento c’è chi sta meglio, chi sta come prima ma anche chi sta peggio. Avere la scoliosi vuol dire avere le vertebre deformate. Tagliare il filum terminale in un adulto non modifica la deformazione. In un adolescente non sappiamo cosa comporti sul lungo periodo, tuttavia anche chi opera consiglia successivamente il corsetto e questo dovrebbe far sorgere dei dubbi.
Va bene, quindi, parlare anche dell’intervento del filum, ma senza pensare che possa essere un rimedio miracolistico, perché non c’è niente di peggio in medicina del miracolismo. Nessuna terapia è miracolosa, nessuna terapia ha il 100% di efficacia. Se vi propongono una terapia come efficace nel 100% dei casi, o siete di fronte a uno sprovveduto, o siete di fronte a un fanatico, o siete di fronte a un cialtrone.
Ogni giorno c’è chi si inventa un nuovo rimedio per la scoliosi, la maggior parte di questi rimedi miracolistici frana di fronte all’onere della prova: o non funziona o non si riescono a produrre dati che ne dimostrano l’efficacia. Alcuni esempi: le trazioni, la stimolazione elettrica (tanto di moda negli anni ’80), il nuoto (che praticato a livello agonistico è un fattore di rischio e ciò nonostante viene ancora prescritto come terapia!), l’allettamento prolungato (i Russi mettevano a letto per anni le ragazze con la scoliosi per evitare l’effetto negativo della forza di gravità!), la chiropratica (ti manipolo un paio di volte e ti guarisco!), e tanti, troppi altri metodi.
Chi può accettare che un medico, un terapista, un chiropratico, un laureato in scienze motorie, un osteopata giochino al Superenalotto con la propria salute senza il proprio consenso “ben informato”?

Commenti

Commento di alessia
Il 27/02/2012 alle 00:33

Salve,
avrei un particolare e urgente bisogno di un consiglio.
Ho mia madre di 44 anni a cui è stato diagnosticato un RAMANEGGIAMENTO OSSEO CON CARATTERE LITICO E CROLLO VERTEBRALE DI L4. Io forse sarò invadente ma per favore qualcuno mi saprebbe dire cosa fare??? C’è chi consiglia la chirurgia, chi dice che resterà paralizzata con o senza intervento… non so più cosa fare la vedo soffrire ogni giorno che passa e non so come potere essere d’aiuto. Ancora non abbiamo ricorso a un ortopedico a causa delle lunghe prenotazioni. Ma so che il caso in questione è qualcosa di serio! Per favore spiegatemi cosa è e come ci dobbiamo comportare!! Sono fiduciosa nella vostra professionalità e serietà!!!!
Grazie in anticipo

Commento di Luna Storta
Il 28/02/2012 alle 11:35

IO VORREI CAPIRE SE LA CURVA DELLA SCOLIOSI E LA ROTAZIONE DEL RACHIDE SONO ELEMENTI COMPLEMENTARI OPPURE SE UN SOGGETTO PUO’ AVERE LA CURVA DELLA COLONNA SENZA AVERE LA ROTAZIONE DEL RACHIDE E/O VICEVERSA.
PERCHE’ HO NOTATO CHE CI SONO CASI DI PERSONE CON UNA CURVA DI 50° O PIU’ MA SENZA ROTAZIONE DEL RACHIDE E ALTRI SOGGETTI INVECE CON UNA CURVA MINORE MA CON UN’EVIDENTE ROTAZIONE DEL RACHIDE CHE CAUSA LORO UNA ”FUORIUSCITA” DELLA SCHIENA SOLO DA UN LATO.
ATTENDO UNA VOSTRA RISPOSTA, GRAZIE!

Commento di Luna Storta
Il 29/02/2012 alle 13:42

che non siano oggetto di peggioramento non credo poiche io fino al 2010 non ero affatto in qst condizioni! notai il forte peggioramento perche rimasi completamente bloccata a letto per giorni! non potevo stare all’impiedi! ad oggi ho una forte rotazione del rachide verso destra perciò mi domando.. come e possibile risolverla? basterebbe un busto o degli esercizi oppure l’unica soluzione affinchè io torni ad avere un busto normale è l’intervento chirurgico? spero in una sua risp visto che qui dove abito i dottori nn se ne occupano nè preoccupano ma mi dicono che me la posso tenere! ho 26 anni e sn una ragazza.. grazie!

Commento di Sabrina Donzelli
Il 29/02/2012 alle 13:06

Cara Luna Storta,
la Scoliosi vera e propria si definisce come una deformità su tutti e tre i piani dello spazio della colonna e del tronco; essa quindi comprende una curvatura laterale, una rotazione delle vertebre e un’alterazione del profilo sagittale, ossia delle variazioni in eccesso o in difetto della cifosi e della lordosi. La deformità può interessare talvolta maggiormente un piano rispetto all’altro, per cui ci potranno essere curve molto inclinate e poco ruotate… E’ comunque impossibile che una curva di 50° non abbia rotazione.
Quello che lei definisce come “fuoriuscita della schiena” non è altro che il gibbo, espressione clinica della rotazione delle vertebre.
Le deviazioni della colonna vertebrale semplicemente sul piano frontale, non rientrano nella diagnosi di scoliosi e possono essere definite in svariati modi: paramorfismo del rachide, o scoliosi funzionale, queste forme non necessitano di trattamenti specifici, e non sono a rischio di peggioramento con la crescita ossea.
Spero di averle chiarito un po’ le idee…
La saluto
Sabrina Donzelli

Commento di Luna Storta
Il 01/03/2012 alle 15:46

Io ho un’eccessiva rotazione del rachide. E’ possibile correggerla o occore un intervento chirurgico? E’ molto evidente e mi crea molti complessi!
Grazie, attendo una risposta.

Commento di Sabrina Donzelli
Il 02/03/2012 alle 14:16

Cara Luna Storta,
Il modellamento estetico del tronco (ovvero il miglioramento del profilo dei fianchi e la riduzione del gibbo) è un obiettivo che si può raggiungere spesso, con un buon corsetto portato a tempo pieno, ma tale indicazione dipende dall’età, dalla rigidità della schiena, ma anche dall’entità della curva e dalla tipologia, ecco perchè è fondamentale una visita approfondita, oltre alle misurazioni delle radiografie, quella è l’occasione in cui insieme si valutano tutte le criticità e si prendono in considerazione le opzioni terapeutiche ideali.
Ti faccio tanti auguri!
Sabrina Donzelli

Commento di Luna Storta
Il 03/03/2012 alle 15:38

Gent.ma Dott.ssa,
io ho già 26 anni (quasi 27) e una rotazione del rachide direi evidente perciò sulla base di tali dati (anche se non mi ha mai visitata e quindi si tratterebbe comunque di una Sua risposta da prendere con le pinze e la dovuta moderazione) secondo Lei, a questa età, non è tardi per riuscire a rimodellare il tronco attraverso il solo uso di un busto o corsetto?
In alternativa, solo un intervento potrebbe ripristinare la mia condizione originaria?
Grazie ancora per le Sue risposte.

Commento di luca giallatini
Il 04/03/2012 alle 22:06

Buongiorno dottore, mi fà davvero molto piacere che ha messo sull’homepage quello che ci siamo detti l altra volta. Volevo dirle che comunque io conosco molte persone (su internet ci sono anche molti commenti di persone operate) che sono migliorate con la scoliosi anche in età adulta dopo essersi sottoposte alla resezione del filum terminale…. determinati cambiamenti sono stati anche documentati tramite radiografie… le ripeto da quello che sò non tutti hanno avuto miglioramenti eclatanti ma penso che se ne possa parlare per bene di questo discorso… fra le mille cose che si sono sentite forse questo discorso merita qualche attenzione in più. Io sono stato operato da poco più di due mesi, ancora manca del tempo per poter definitivamente dire la mia ma io una cosa posso dire: che mi sento la schiena molto più scarica. Prima io non potevo neanche sedermi e adesso la schiena a volte me la dimentico. Non sto dicendo sono passato da 25° lombari a 0° ma penso e spero che anche a livello radiografico potrò dimostrare i miei miglioramenti… allora praticamente io sono stato operato perché mi è stato detto che avevo (anche visto i miei sintomi) una trazione midollare (una sorta di distrafismo spinale o sindrome del midollo fissato occulto). Mi sono documentato e ho visto che gran parte delle scoliosi prettamente lombari posso derivare proprio da questa sindrome del midollo fissato che appunto possiamo esprimere come questo filum terminale che tira in basso un pò tutto il midollo o che comunque crea una trazione alla schiena e da questo un diverso apporto di sangue nei muscoli dorsali e lombari della schiena tra destra e sinistra….stiamo parlando di tecniche recenti, ma sò che presto usciranno studi certi e scientifici riguardo questa cosa… sembra che è una cosa che si voglia tenere ancora un pò segreta ecco… perché sembra che in effetti qualche vantaggio possa portarlo… ringrazio questo bel forum

Commento di Sabrina Donzelli
Il 09/03/2012 alle 14:49

Cara Luna Storta,
Abbiamo avuto casi di ragazze che hanno intrapreso la terapia con corsetto anche alla tua età, con dei buoni risultati sul modellamento estetico del tronco, mentre la scoliosi non si può più correggere a questa età. Si tratta di una terapia impegnativa per questo la visita resta fondamentale per decidere se ne valga davvero la pena; e per valutare insieme tutti i pro e i contro di tale terapia; talvolta è anche importante un consulto chirurgico per capire meglio quali sono i vantaggi e ed i rischi di un intervento chirurgico.
Ti faccio tanti auguri!
Sabrina Donzelli

Commento di angelo
Il 11/03/2012 alle 11:10

Salve, in merito all’argomento sezione del filum terminale che avete velocemente scartato con questo bel post disinformativo…mi sapete dire quale è il presupposto dell’intervento di resezione del filum su un adolescente scoliotico? Quali segni e sintomi si valutano prima di pensare ad un intervento di questo tipo? Quale e quanta letteratura scientifica sta dietro una teoria sperimentale di questo tipo? Quando il primo neurochirurgo ha eseguito un intervento di resezione del filum terminale? E potrei fare altre mille domande senza avere nessuna risposta perché è molto più semplice dire che una cosa non serve rispetto ad informarsi corettamente su un qualcosa che non si conosce a vantaggio di tecniche che fanno comodo a chi scrive su questo blog dal punto di vista economico!!! Appena avrete le risposte che vi ho posto sarete in grado di commentare correttamente questo argomento…..

Commento di gianna
Il 11/03/2012 alle 22:49

Ho una grave scoliosi a S italica scoperta a 28 anni, adesso ho 55 anni e da quasi 2 ho dolori sempre più forti e persistenti. Non ho fatto niente per la mia salute e adesso me ne pento amaramente, cammino male per i dolori alle anche, al busto ecc. Sono entrata in depressione perché non so come continuare a vivere così…vorrei morire perché non oso pensare a quello che mi aspetta, lo so che parlo da vigliacca, ma penso pure ai miei familiari che devono vivere con me….Ho saputo che la — ha fatto un connubio a —- e vorrei prenotare una visita per capire un pò cosa aspettarmi in futuro…..Aspetto con ansia un consiglio. Grazie

Commento di luca giallatini
Il 12/03/2012 alle 01:58

Buonasera, come sà feci l’operazione dal filum terminale poco più di due mesi fà. Una domanda volevo farle: secondo lei ha senso mettersi un corsetto lombare a 22 anni?? Da quando ho fatto l’operazione mi sento la schiena appena meno problematica rispetto a prima, un pò più scarica ecco però me la sento sempre storta e anche a livello psicologico non è una cosa simpatica. Vorrei appunto sapere se a quell’eta è considerato che sono un pò più scarico (dopo l operazione) e quindi la schiena potrebbe essere un pò più malleabile se è il caso di mettermi questo corsetto. Tengo un rialzo al plantare sotto il piede sinistro di 5 mm e da quando lo adotto, radiograficamente parlando, la mia scoliosi lombare si è un pò ridotta… grazie per l’ essere sempre disponibile.. attendo una risposta graziee. Luca. La mia è quasi esclusivamente una scoliosi lombare, ecco il perché del rialzo sotto uno dei piedi.

Commento di Fabio Zaina
Il 13/03/2012 alle 12:50

Gent.mo Angelo,
lei ha ribaltato l’argomento e ha letto frettolosamente il nostro commento. Il post pubblicato è informativo, in quanto ricorda che l’intervento è sperimentale nel campo della scoliosi idiopatica in adolescenza, quindi nessuno sa se serva o meno in questa specifica patologia. Nessuno ha detto che non serve in generale. Mi pare una bella differenza!
Se facciamo una ricerca bibliografica su Medline, la più importante e ricca banca dati nel campo della medicina, non troviamo neppure 1 (uno) articolo su questa tecnica nella scoliosi idiopatica adolescenziale, motivo per il quale in questa tipologia di pazienti l’intervento deve essere definito sperimentale.
Esistono alcuni studi su scoliosi neurologiche associate e midollo ancorato in adolescenza o infanzia in cui si è visto che in percentuali non piccole di pazienti dopo l’intervento di resezione del filum si assisteva ad un peggioramento della scoliosi (in uno studio la percentuale di casi peggiorati dopo l’intervento è stata del 44%, in un altro del 37%, pur se inizialmente c’era stato un transitorio miglioramento). Se uno volesse forzare l’interpretazione potrebbe dire che, sulla base di quelle pubblicazioni scientifiche, la resezione del filum abbia destabilizzato la colonna e quindi favorito il peggioramento. Personalmente non la ritengo un’interpretazione corretta, penso semplicemente che l’intervento sia stato utile per il problema neurologico e probabilmente inutile per la scoliosi, che ha continuato il suo decorso.
La prima pubblicazione sulla correlazione tra il midollo ancorato e la scoliosi risale al 1976, ad opera di Hoffman (che verosimilmente ha fatto anche il primo intervento). Dopo di lui, altri hanno pubblicato sull’argomento, ma con tassi di peggioramento significativi. L’attuale orientamento dei chirurghi ortopedici anglosassoni è di unire in tempo solo la correzione resezione del filum con l’intervento di artrodesi per la scoliosi, proprio perché la resezione del filum da sola non si è mostrata sufficiente a bloccare la progressione della scoliosi.
Il presupposto dell’intervento è che il filum terminale, nei casi di Midollo Ancorato, che è una vera e propria Sindrome in cui si associano deficit neurologici e scoliosi, faccia incurvare la colonna perché ne impedirebbe il normale allineamento proprio per il fatto di essere corto. Nel caso della scoliosi idiopatica, l’idea è la stessa. Piccola differenza: nella Sindrome del Midollo Ancorato questo accorciamento è vero e documentato, nei casi di scoliosi idiopatica solo ipotizzato.
Per quanto riguarda i sintomi e i segni che si valutano, nella Sindrome del Midollo Ancorato sicuramente i segni neurologici agli arti inferiori, eventualmente alla vescica, il dolore, la presenza di scoliosi. Per quanto riguarda la scoliosi idiopatica, i dolori non ci sono, i segni neurologici neanche, per non parlare della vescica; c’è solo la scoliosi. Quindi non vedo indicazione all’intervento nella scoliosi idiopatica.
Rimango a disposizione per le altre mille domande.
Cordiali saluti
Fabio Zaina

Commento di giuseppa anello
Il 13/03/2012 alle 17:47

Salve sono una dottoressa affetta da anni da dismorfismo del rachide con ipercifosi e rotoscoliosi lombare, per anni dopo percorsi con le piu svariate metodiche prima correttive, corsetti, busti poi metodi come il meziers il mc kenzie etc… la mia sintomatologia algica e le limitazioni funzionali del rachide apparivano sempre piu ingravescenti. Casualmente sono venuta a conoscenza della tecnica ldi sezione del filum terminale e sono tra molte perplessita’ iniziali stata sottoposta a sezione del filum terminale, da MEDICO quale sono, il razionale di tale metodica mi ha convinto e l’idea che sia il midollo trazionato a ” comandare ” sulle vertebre e quindi modificarne la posizione in maniera progressiva, ma soprattutto l’esame neurologico positivo in alcuni aspetti ( TUTTI I SOGGETTI CON DISMORFISMO DEL RACHIDE DOVREBBERO ESSERE SOTTOPOSTI AD UN ESAME OBIETTIVO NEUROLOGICO) e’ stato l’elemento fondametale nella scelta. Ebbene con mia somma soddisfazione l’esame neurologico effettuato dal neurochirurgogo a sole 6 ore dalla sezione del filum terminale presentava importanti recuperi: miglioramento della sensibilita’ della forza, ripresa dei riflessi addominali etc.. , adessa dopo mesi la situazione clinica e’ palesemente migliorata scomparsa della cefaela, della lombagia della parestesie dei crampi etc.. quindi in antitesi a tanti colleghi che cassano le novita’ probabilmente per la non approfondita conoscenza delle stesse dico di rivedere dei concetti vetusti sulle scoliosi e sulle cifosi e di approfondire sia gli esami clinici sui pazienti (privilegiando l’esame obiettivo neurologico) sia la conoscenza della sindrome da trazione midollare. Ovvero sindrome neuro cranio sacrale (scoliosi, arnold chiari siringo mielia ) GRAZIE PER OSPITALITA’ E SPERO CHE LA MIA TESTIMONIANZA DIRETTA POSSA SERVIRE AD ALLEVIARE LE TANTE SOFFERENZE DERIVANTI DALLE COMPLICANZE DELLA SCOLIOSI.

Commento di angelo
Il 13/03/2012 alle 18:37

grazie per la risposta…anche rileggendo il vostro post, non è mia abitudine leggere frettolosamente, non riesco a valutare il vostro commento solo dal punto di vista scientifico…. e anche questa risposta è scorretta….prima di tutto se qualcuno ha pensato di fare un intervento di sezione del filum è perchè il pz con la scoliosi hanno dei sintomi neurologici….se si provasse a visitare diversamente, con un’impronta neurologica le scoliosi si scoprirebbero tutta una serie di segni e sintomi che testimoniano in molti casi una irritazione midollare…ovviamente in fase iniziale negli adolescenti perchè siamo all’inizio della patologia certo non possiamo trovare una vescica neurogena…
inoltre la letteretura è molto più ampia di quella che lei ha citato basta saper cercare…. comunque se ho suscitato il vostro interesse sarò ben contento di postare su questo blog tutta la letteratura che riguarda la scoliosi e la trazione del filum terminale….
distinti saluti

Commento di Luna Storta
Il 15/03/2012 alle 08:25

Gent.ma Dott.ssa Donzelli,
grazie per la Sua risposta.
Volevo poterLe porLe un’altra domanda circa un dubbio che mi assilla da un pò di tempo.
Io ho sempre avuto un seno c.d. ”a coppa di champagne”, assolutamente simmetrico tra destra e sinistra. Ultimamente, purtroppo, però mi sono accorta che il seno sinistro è bello pieno e rotorno mentre quello destro si è completamente rimpicciolito e ”svuotato”!
Può essere dovuto alla rotazione del rachide?
So che tutti gli essere umani hanno differenze tra parte destra e sinistra del corpo ma il problema è che io fino a qualche tempo fa avevo i seni assolutamente uguali! Solo ultimamente è comparsa questa netta differenza!
E se il problema fosse causato dalla scoliosi, l’intervento correttivo ripristinerebbe la situazione originale?
La ringrazio ancora per la Sua attenzione.
Attendo una Sua gentile risposta.
Cordiali saluti.

Commento di Fabio Zaina
Il 19/03/2012 alle 14:14

Egregio Sig. Angelo,
L’unica cosa scorretta è la sua accusa, quando dice che nel nostro blog c’è solo spazio per fare pubblicità alle cose su cui lucriamo mentre mettiamo a tacere le altre. Accusa chiaramente smentita da questa discussione.
La scoliosi è idiopatica, che significa senza causa nota, fino a prova contraria. Se ci sono segni neurologici, e questi devono essere ricercati sempre durante le visite, la scoliosi è definita secondaria ed esce dall’ambito di quanto sto argomentando. Nelle scoliosi idiopatiche sono stati documentati segni subclinici dal punto di vista neurologico, ma fin tanto che sono subclinici non hanno impatto sulla vita dei pazienti e non cambiano la definizione di scoliosi idiopatica.
La letteratura sul filum terminale è certamente più vasta di quanto ho riportato sinteticamente, ma riguarda alcune delle scoliosi neurologiche (scoliosi secondarie), non le scoliosi idiopatiche delle quali stiamo parlando. Quindi, o lei è in grado di mostrarmi uno studio pubblicato su PubMed che dimostra che tagliando il filum terminale in una scoliosi idiopatica adolescenziale si corregge la scoliosi senza bisogno di ricorrere ad altre terapie (corsetti, esercizi, artrodesi), o la sua resta un’accusa scorretta basata sulle sue opinioni, tutt’altro che utile a chi legge il blog.
Fabio Zaina

Commento di Angelo
Il 20/03/2012 alle 08:03

È vero molte scoliosi vengono definite idiopatiche perché non si conosce la causa ed è proprio su quelle che si stanno facendo gli studi che citavo ma vedo che l’argomento suscita nervosismo quindi è inutile parlarne su questo blog…dopo il mio commento anche dei nostri colleghi hanno scritto della loro esperienza in merito alla sezione del filum ma probabilmente anche loro suscitano nervosismo e non meritano risposta!!! Appena sarà pronto uno studio scientificamente validato ne riparliamo….ma lo cerchi su PeDro non su pubmed dove pubblicano anche lavori non scientificamente validi ma solo convenienti…… Grazie a presto, spero di non aver annoiato il blog !!!!

Commento di Fabio Zaina
Il 23/03/2012 alle 10:54

Egregio Sig. Angelo,
grazie per aver confermato che non esiste uno studio del genere (non esiste neanche su PEDro, motore di ricerca per i lavori di fisioterapia e riabilitazione, non per la chirurgia). E soprattutto che si tratta di una metodica sperimentale sulla quale si sta facendo ricerca!!! Ora è chiaro anche per i lettori del blog.
Per quanto riguarda la collega che ha scritto, lei riferiva sintomi neurologici, quindi, la scoliosi non era idiopatica. E sono molto contento per lei che abbia avuto un beneficio dall’intervento.
Fabio Zaina

Commento di Stefano Negrini
Il 23/03/2012 alle 11:06

Caro Angelo, questo intervento era stato scritto prima del suo ultimo post, ma dati i tempi “lunghi” delle nostre risposte (per la discussione interna a cui vengono sottoposti) arriva alla pubblicazione solo ora. Il contenuto rimane assolutamente valido, soprattutto date alcune “illazioni” che apparivano da alcuni interventi: quelli sì che fanno innervosire molto, non il parlare della nuova tecnica che promette miracoli – vedremo se e quando li proverà. Aggiungo solo (per i posteri) che Pedro non è meglio di PubMed. Intanto è una cosa diversa (solo i lavori di interesse fisioterapico e non tutta la letteratura – quindi lì il filum terminale potrebbe anche non apparire mai) con in più un giudizio di merito. E comunque per andare su PubMed un articolo deve passare una review rigorosa interna a ciascuna rivista.

Cara collega, e caro Angelo,
dalle mie parti si dice “ofelé fa il to misté”, che significa: ognuno faccia il suo lavoro.

Il mio lavoro è quello di scienziato e ricercatore, oltre che di clinico. Sono anche direttore di una rivista scientifica, la rivista europea di riabilitazione, che è attualmente la seconda più importante al mondo nel suo settore. Sono Presidente della Società Scientifica che si occupa del trattamento non chirurgico della scoliosi. E sono diventato professore universitario per meriti scientifici. Quindi, quando parlo di scoliosi da un punto di vista scientifico penso di poter sapere quello che dico.

Ora, le riflessioni che tutta questa discussione su chirurgia per filum terminale e scoliosi idiopatica (non secondaria, ovviamente – solo quella IDIOPATICA) aprono sono:

Adesso basta !

1. In medicina dai casi singoli non si può MAI generalizzare. C’è sempre qualcuno che migliora pur non facendo la terapia giusta. Il problema è che in medicina si devono (io direi “possono” dal punto di vista deontologico ed etico) fare solo le terapie che hanno dimostrato SCIENTIFICAMENTE di funzionare e non sulla base di singole esperienze. Visto che la storia serve sempre a capire meglio il nostro presente, per chi ha la curiosità di capire meglio, in fondo dopo la mia firma vi spiego da dove è nata storicamente questa necessità di fare studi scientifici.

2. Per le terapie le vere prove scientifiche sono quelle di EFFICACIA e non considerazioni indirette come “le scoliosi idiopatiche hanno piccoli segni neurologici quindi…”. Su questa base in medicina sono stati fatti gli errori più terribili e su questa base NON SI POSSONO prendere decisioni terapeutiche. Sempre per parlare di storia e capire meglio questa affermazione, leggetevi sotto (sempre dopo la firma) la storia del dott. Spock – che non è quello di Star Treck! In medicina, l’unico percorso serio è quello di fare ipotesi (certamente sulla base di teorie) su cui impostare possibili terapie, ma poi verificarne l’efficacia con studi formali e SOLO DOPO utilizzarle sui pazienti. Se non si fa così, allora si curano le polmoniti con l’omeopatia (come è successo in Italia ad un collega, che era talmente convinto delle sue teorie che ha ammazzato suo figlio, ed è per questo stato giustamente indagato e condannato).

3. Conflitti di interesse. A parte tutto quello che i nostri pazienti possono testimoniare… Carissimi, proprio perché vogliamo evitarli siamo impegnati rigorosamente nella ricerca. Noi non vogliamo far fare ai nostri pazienti terapie che non servono. Facciamo un esempio. Nel campo della riabilitazione si applicano tantissimo le terapie manuali. Nel nostro gruppo ci sono manipolatori ed osteopati, nonché terapisti molto bravi nelle tecniche manuali. Sarebbe nostro “interesse” applicare queste tecniche ai nostri pazienti. Ma abbiamo fatto una ricerca rigorosa e l’abbiamo pubblicata (http://www.scoliosisjournal.com/content/3/1/2) – abbiamo visto che non ci sono prove scientifiche, e quindi non lo facciamo. Punto e basta.

4. Chirurgia del filum terminale rispetto a chirurgica di artrodesi: ma non credete che proprio noi, che cerchiamo a tutti i costi di essere il meno invasivi possibile, non saremmo i primi a consigliare questa chirurgia ai nostri pazienti SE CI FOSSERO PROVE DI EFFICACIA? Il problema è solo che non ci sono le prove, non che abbiamo qualunque preclusione di sorta nei confronti di questo tipo di chirurgia, tra l’altro molto meno invasiva dell’artrodesi. Per scelta etica, professionale e scientifica, FACCIAMO QUELLO CHE HA DIMOSTRATO DI FUNZIONARE, pronti a cambiare le nostre terapie sulla base di quello che la scienza documenta.

5. Preclusione mentale: cari i miei signori, in questi anni abbiamo cambiato tante, tantissime cose. Siamo aperti a tutti i nuovi contributi PURCHE’ SERIAMENTE DOCUMENTATI. Quando gli “adepti” di questa nuova setta che si chiama “chirurgia del filum terminale” avranno dimostrato che serve davvero a qualcosa (come spetta a loro fare, e non a noi, PRIMA di applicare le loro teorie sulla schiena dei pazienti – almeno nel caso della scoliosi idiopatica), saremo più che felici di prescriverla anche a chi ha la scoliosi idiopatica. Negli altri casi, se non ci sono sintomi neurologici, se non ci sono segni specifici, continueremo a sconsigliarla.

Quindi adesso basta. E scusate, ma onestamente essere accusati di scorrettezza, di preclusione mentale, di conflitti di interessi, così a vanvera proprio non mi va giù. Soprattutto in un blog che abbiamo creato per fare un po’ di chiarezza in questo campo sulla base delle conoscenze scientifiche (e non delle teorie). Questo commento è stato fatto non per chi ha scritto (che se ha certe idee, temo che continuerà a portarle avanti con la forza a volte talebana della fede), ma per chi legge.

Per un po’ mi farebbe piacere che di filum terminale che non si parlasse più su questo blog. E se proprio non potete fare a meno di parlarne, non aspettatevi risposte da parte nostra ma solo dei link di rimando a questa risposta finale…

Tanti cari auguri a tutti

Stefano Negrini

PERCHE’ IN MEDICINA SI DEVE PROVARE SCIENTIFICAMENTE QUELLO CHE SI DICE: la storia della terapia dello scorbuto (per chi vuole leggersela bene: http://en.wikipedia.org/wiki/James_Lind)

A metà del ‘700 un medico di nome James Lind era stato imbarcato su una nave tra l’Europa e l’America. Erano i tempi in cui si moriva di scorbuto, perché non si sapeva che cosa lo causasse. L’ammiragliato (di cui era dipendente) ed il Royal College of Physicians (da cui dipendeva in quanto medico) consigliavano due terapie diverse (aceto ed acido solforico in gocce), mentre erano comunemente in uso anche altre terapie. Non sapendo a chi dare retta e dovendo comunque difendersi da possibili accuse dei suoi “superiori), durante una traversata Lind decise di separare i primi malati che avesse avuto in gruppi con la stessa dieta ed una sola terapia aggiuntiva: a 2 diede del sidro, a 2 gocce di acido solforico, a 2 aceto, a 2 acqua di mare, a 2 tè d’orzo, ed agli ultimi due infine due arance ed un limone. Ovviamente, solo gli ultimi due ebbero un risultato. Questo è il primo esempio della storia di uno studio controllato.

PERCHE’ IN MEDICINA FARE DELLE COSE “RAGIONEVOLI” SENZA NON AVERE PROVE SCIENTIFICHE PUO’ ESSERE MOLTO DANNOSO: la storia del dott. Benjamin Spock (per chi vuole leggersela bene: http://en.wikipedia.org/wiki/Benjamin_Spock)
Forse non sapete perché i neonati oggi vengono tutti messi in culla a pancia in su, mentre una volta (sino a 10-15 anni fa) venivano tutti messi a pancia in giù. Tutto nacque alla fine degli anni ’60 quando il famoso dott. Benjamin Spock, pediatra che acquisì fama mondiale nel primo dopo guerra con i suoi libri in cui diceva che non si dovevano picchiare i bambini a scopo educativo, scrisse una frase casuale in cui diceva che lui consigliava per i neonati la posizione a pancia in giù per evitare che morissero soffocati dai loro rigurgiti o dal vomito. Questa cosa indusse a livello mondiale un consenso a questa posizione sino a tutti gli anni ’90. Solo allora vennero condotti degli studi specifici in materia e si vide che questa posizione (certamente “ragionevole”) era correlata ad un aumento indiscutibile della morte improvvisa del neonato in culla. Quindi venne abbandonata ed oggi in tutte le neonatologie i bambini vengono messi a pancia in su. Ecco perché fare cose “ragionevoli”, ma non provate con studi formali, può portare a errori anche spaventosi (come la morte di un neonato!)

Commento di Angelo
Il 24/03/2012 alle 08:57

Grazie prof. Negrini questa è il tipo di risposta che mi sarei aspetto dopo il mio primo post, che è stato scritto in quel modo “aggressivo” perché partendo da un argomento oggetto di studi anche approfonditi e non solo negli ultimi tempi quale è la chirurgia del filum terminale si parlava di cialtroni….fanatici….miracoli. Ecco questo non mi è piaciuto perchè chi fa ricerca e cerca di farla nel miglior modo possibile con studi basati sull’evidenza scientifica e non solo sulla teoria o sull’esperienza personale, secondo me va sempre rispettato! Si è verificato che molte scoliosi etichettate come idiopatiche magari idiopatiche non erano perchè esistono tutta una serie di sintomi e di segni diversi dalla rotazione e deformazione delle vertebre che meritano di essere studiati ed alla fine definiti. Per cui io nel mio piccolo credo che una ricerca in tale direzione va condotta poi giustamente come dice lei saranno le prove di efficacia a dimostrarne la validità scientifica. Io ho citato PEDro perché l’idea di una banca dati che seleziona i lavori proprio in base alle prove di efficacia, nel nostro mestiere quale è la riabilitazione, è una scelta vincente perché è proprio quello che manca a molte tecniche riabilitative manuali o fisiche il provare l’evidenza!! Io leggo molto di ricerca in riabilitazione e quindi in questo senso lei la conosco bene e secondo me non è lei che ha scritto il messaggio di apertura di questa discussione su chirurgia e filum terminale. Grazie per l’attenzione…

Commento di luca giallatini
Il 25/03/2012 alle 20:20

Buongiorno Stefano e frequentanti del forum, volevo esprimere un mio dubbio… allora ammesso che un pò sembra più scarica la colonna dopo l operazione del filum, ho notato, sia prima che dopo l intervento, che la mia schiena va a tratti, a volte me la sento dritta a volte molto incurvata…. è come se quando sono nervoso la schiena mi si incurva maggiormente e invece quando sono più tranquillo la situazione migliora…. può essere possibile? è come se la tensione mi rende una parte della muscolatura più rigida su un lato della schiena? come potrei risolvere o comunque migliorare per migliorare questa situazione? grazie millee

Commento di rita aria
Il 27/03/2012 alle 12:55

Gentilissima dottoressa 13 mesi fa ho operato mia figlia 12enne per una scoliosi dorsale di oltre 80°dopo l’intervento la correzione è avvenuta ma il collo aveva una leggera deviazione, dopo aver portato ancora due mesi di gesso ha avuto il corsetto in pvc per altri 2 mesi…a distanza di un anno dall’intervento pero’ si nota oltre la deviazione del collo sempre uguale una leggera asimmetria del bacino…il chirurgo vertebrale ha consigliato un rinforzino sotto il tallone di pochi millimetri ed una ginnastica correttiva…la risposta del kinesiologo è stata alquanto negativa…gradirei un suo parere….la ringrazio

Commento di Sabrina Donzelli
Il 30/03/2012 alle 09:52

Cara Signora Rita,
un rialzo di pochi millimetri sotto il tallone permette talvolta di migliorare e bilanciare la postura del tronco, esso non ha però il potere di correggere, nel vero senso della parola, le asimmetrie del bacino e tanto meno una deviazione del collo. Pur trattandosi di un presidio molto semplice le indicazioni di utilizzo dovrebbero essere specifiche e mirate. In particolare nei casi già trattati la valutazione diventa fondamentale per dare consigli anche apparentemente molto semplici; ecco perché per poter stabilire se a sua figlia sarebbe utile la ginnastica correttiva, un rialzo sotto il tallone o qualsiasi altro trattamento è assolutamente necessario effettuare una visita, una misurazione di tutte le radiografie effettuate e un’analisi attenta di tutto il percorso terapeutico precedentemente effettuato.
Vi saluto cordialmente
Sabrina Donzelli

Commento di Cristian Tortelli
Il 19/04/2012 alle 00:33

Caro dott. Negrini
Salve ho 29 anni ho subito intervento taglio filum aprile 2010 per risolvere rigidita e immobilità arti inferiori causa siringomielia e arnold-chiari, dopo l’operazione i problemi agli arti sono passati. Dopo qualche mese sono cominciati dolori alla schiena, all’inizio basta massagi ed esercizi e il tutto passava. Pra ho forti dolori alla schiena i quali hanno rievocati dolori e rigidita ai polpacci sia in piedi fermo e seduto ma non nel cammino prolungato. Soffro anche di scoliosi ma fin da piccoli che pero non mi ha mai procurato problemi.. mi puo consigliare come risolvere il problema..
Grazie

Commento di flor
Il 22/04/2012 alle 16:30

sono d ‘accordo con lei.

Commento di Sabrina Donzelli
Il 25/04/2012 alle 10:33

Caro Signor Tortelli,
premesso che una visita ed una valutazione completa della sua situazione clinica è fondamentale per poter esprimere giudizi e poterla indirizzare al meglio, posso dirle che nella maggior parte dei casi degli esercizi specifici, impostati da terapisti esperti nell’ambito del trattamento della scoliosi dell’adulto, permettono di raggiungere un buon controllo della situazione e di prevenire in maniera efficace le recidive.
Certo non si tratta di terapia miracolose, e il primo presupposto indispensabile è che il paziente sia disposto ad impegnarsi con grande costanza per un periodo di tempo piuttosto lungo.
La saluto cordialmente
Sabrina Donzelli

Commento di Ginevra
Il 23/06/2012 alle 18:42

Buonasera, sono una ragazza di Napoli che ha appena scoperto di avere una scoliosi. Purtroppo me ne sono accorta tardi, visto che a settembre compirò 22 anni. Premetto che finora non ho mai avvertito nessun tipo di dolore, ma la scapola destra la sentivo più sporgente. Ho deciso così di fare una radiografia e la dottoressa mi ha solo detto di avere “una bella scoliosi dorsale” e il bacino un po’ sbilanciato. Mi ha poi detto di rivolgermi, ovviamente, ad un ortopedico, e che alla mia età ormai il busto non serve più a nulla, che posso fare ginnastica posturale, ma solo per alleviare il dolore. Praticamente non posso fare nulla, mi ha precluso ogni possibilità di rimediare in qualche modo. Come ho detto prima, fino ad oggi non provavo nessun tipo di dolore- anzi,facevo rovesciate, ponti, verticali e altre cose di ginnastica – ma da quando mi è stata diagnosticata ho male alle parti del collo. Sarà suggestione? Non so. Devo però anche dire che, all’età di circa 8-10 anni, feci un controllo dove mi dissero di avere solo un atteggiamento scoliotico, e che il nuoto sarebbe bastato. Dopo circa un anno sono ritornata a controllo e il medico (di cui, scusate, ho poca stima) mi disse che avevo una leggerissima scoliosi ma che sarebbe stato meglio se avessi indossato il busto. Ricordo benissimo che era il periodo di luglio, e dato che sarebbe andato in ferie, mi disse che ci saremmo rivisti a settembre e avremmo deciso il da farsi. A settembre, il medico mi disse invece che del corsetto non c’era bisogno e che potevo correggermi con la ginnastica correttiva. Così ho fatto per circa un anno e mezzo. Dopodiché mi dissero che ero a posto. Immaginate la mia rabbia adesso verso quel dottore -.-‘ Avrei potuto davvero fare qualcosa all’epoca, e invece adesso mi ritrovo con una schiena tutta curva anche se solo nella parte dorsale. Non so ancora di quanti gradi sia la curva, spero non troppo eccessiva anche se adesso che ho imparato a riconoscere tutti gli “effetti” che comporta (gibbo, disuguaglianza dei triangoli della taglia ecc), penso si avvicini ai 40°-45°se non di più. Sono una ragazza che dal punto di vista estetico è stata “colpita” più volte da altri problemi e alcuni dei quali ho dovuto affrontarli con interventi chirurgici, per questo non penso di essere in grado (soprattutto psicologicamente) di accettarne un altro di così grande portata. E vorrei ricorrere all’intervento anche per curare la scoliosi. Vorrei sapere più che altro cosa non si può fare con una schiena operata. Io non faccio sport, almeno non più. Quindi l’agonismo non mi interessa. Mi piace però ballare, adoro le giostre di Gardaland (esempio sciocco ma necessario), che so… le partitelle a pallavolo tanto per con le amiche… se decidessi di fare l’operazione, dovrò dire addio a tutto ciò? Ho il morale a pezzi, la sessione estiva che è micidiale e i miei genitori che non mi capiscono: mio padre dice che sono troppo musona, mia madre invece che sono una fissata. Mi lamento perché vorrei anche sfogarmi e non è solo una paranoia… è una SCOLIOSI, cavolo -.-‘ Non so che fare, vorrei operarmi il prima possibile… conoscete qualcuno di veramente bravo in Campania o magari anche Roma?

Commento di Raffaella – osolemio23@hotmail.com
Il 25/06/2012 alle 16:12

Cara Ginevra di Napoli,
certo che anche da operata potrai fare le cose che descrivi, ballare, Gardaland, sport leggero e a livello amatoriale si possono tranquillamente fare, salvo che tu non sia tra le sfortunate che hanno complicazioni post-operatorie (che esistono, come per qualsiasi intervento anche banale e questo non lo è)
Appunto per questo devi pensarci bene se operarti o meno, non si torna più indietro e a livello estetico non sempre si risolve, io i miei 2 gibbi ce l’ho ancora
Ti consiglio di fare una visita accurata, farti misurare i gradi effettivi e vedere se con un corsetto potresti migliorare la postura e l’estetica (in un centro Isico ad esempio), ad operarti sei comunque ampiamente in tempo
Anche a te rivolgo l’invito a scrivermi se vuoi, io sono stata operata a 14 anni e mia figlia porta il corsetto di Isico da 2 anni ormai con ottimi risultati
Ciao, in bocca al lupo
Raffaella

Commento di MAEVA
Il 02/10/2012 alle 22:26

Gentilissimi dottori, sono Maeva, 30 anni, scoliosi idiopatica con curva dorsale destroconvessa che ormai ha superato i 45°.
Due anni fa circa sono stata operata in Spagna per la resezione del filum terminale.
A distanza di due anni posso affermare di non aver avuto nessun tipo di beneficio da questo intervento.
La scoliosi è peggiorata ulteriormente, così come i dolori.
Mi sono rivolta a un luminare francese, il quale mi ha proposto di fare subito l’ intervento perché aspettando anche la mia lieve curva lombare potrebbe peggiorare, e se ora bloccherebbe solo le vertebre dorsali, non precludendo così il movimento della mia schiena, qualora non facessi l’ intervento subito e qualora si dovesse intervenire in futuro anche sulla zona lombare, la motilità della schiena sarebbe moolto compromessa.
Sono andata molto in crisi per vari motivi:
sono daccordo che l’ intervento vada fatto: prendo una media di un antidolorifico al giorno.
La mia confusione dipende dal fatto che un medico svizzero dice di poter operare sulla mia schiena con la tecnica mininvasiva, bloccando meno vertebre e mettendo una sola barra entrando anteriormente dal fianco. Costo dell’ operazione in Svizzera: 50000 euro circa.
Il medico francese che mi opererebbe invece in Italia, sostiene che sulla mia curva la tecnica mininvasiva non può essere effettuata in quanto la mia curva è dorsale; quindi procederebbe con la tecnica tradizionale, bloccando 8 vertebre e inserendo due barre laterali.
Sono terrorizzata dai dolori che potrò sentire, e da quello che potrebbe succedere.
Sono una mamma, il mio bimbo è molto piccolo.
Io voglio esserci per lui!
Spero che voi mi possiate confortare sul fatto che veramente su una curva dorsale che supera i 45° e va peggiorando, la cosa giusta da fare è proprio questo intervento tradizionale.
Ne ho passate davvero tante nella vita, tra busti, leucemia, trapianto m.o., vari interventi sparsi qua e la…
Sono stanca e terrorizzata…
Spero mi rispondiate presto, il mio intervento è previsto per fine mese.
Cordiali saluti e grazie in anticipo
Maeva

Commento di Raffaella – osolemio23@hotmail.com
Il 02/10/2012 alle 23:38

Maeva, se vuoi scrivimi, sono stata operata tanti anni fa e ho una figlia che porta il corsetto da diversi anni
Per quel che posso ti aiuto volentieri, a presto

Commento di domenico_sasso@virgilio.it
Il 03/10/2012 alle 09:11

MAEVA ,contattami. L’intervento chirurgico deve essere l’ultimo atto.

Commento di MAEVA
Il 03/10/2012 alle 12:55

Se avete delle notizie per me, la mia email è maeva.g@alice.it sono davvero confusa e la data si sta avvicinando…

Commento di MAEVA
Il 03/10/2012 alle 12:59

N:B: La data dell’ intervento è fissata per il 31 di ottobre. Manca davvero poco. Ma sinceramente le ho provate tutte tra busti, esercizi, nuoto, resezione del filum terminale, kinesiologia, chiropratica, pranoterapiia ecc. sono consapevole che resta soltanto l’intervento chirurgico, solo vorrei essere rassicurata sulla modalità esecutiva di quest’ ultimo!

Commento di Paola
Il 05/10/2012 alle 14:52

Ciao maeva,nelle mail che ti ho mandato ,ho dimenticato di dirti una cosa importante,quando mi sono operata io,con una curva dorsale mostruosa,NON mi hanno subito operata,ma ho avuto un percorso di raddrizzamento prima,poi l’operazione durata 8 ore.e ti ripeto ho 52 anni e non ho più’ avuto grossi problemi.

Commento di Fabio Zaina
Il 08/10/2012 alle 09:47

Gent.ma Maeva,
premettendo che non sono un chirurgo, le posso dire che l’intervento classico è generalmente considerato il più adatto alle scoliosi idiopatiche. Non sono tutti d’accordo, ovviamente, e questo capita spesso in medicina, anzi, è una delle cose che fa progredire.
Come commento generale io penso che affidarsi a una terapia considerata “standard” sia una buona idea. Se la maggior parte dei medici oggi adotta questa tecnica probabilmente ci sono delle buone garanzie. Dal punto di vista dei rischi e degli effetti collaterali, le statistiche americane più aggiornate non riportano differenze tra le due metodiche.
Per finire, la considerazione forse più importante: la fiducia nel chirurgo. Io sceglierei quello che a sensazione mi trasmette maggiore fiducia.
Le faccio un grosso in bocca al lupo.
Fabio Zaina

Commento di MAEVA
Il 12/10/2012 alle 22:15

Grazie per le vostre risposte! Spero di fare le scelte giuste!

Commento di Marco Teli
Il 24/10/2012 alle 11:25

Gentile Signora,
non si tratta mai di opinioni del singolo o dei singoli addetti ai lavori ma di evidenze scientifiche che i Medici Fisiatri e Chirurghi di Isico cercano di fornire.
Entrambi gli interventi a Lei proposti sono stati validi in passato per curve evolutive dell’adulto, tuttavia l’attuale gold standard è la tecnica di derotazione vertebrale diretta che riassume i vantaggi della chirurgia anteriore (derotazione e brevità di fusione) a quelli della posteriore (non invasione dello spazio toracico).
I Pazienti operati con questa tecnica anche in Italia da chirurghi Italiani che insegnano nel mondo sono ormai molti ed il supporto della letteratura specialistica è considerevole.
Cordiali saluti
Marco Teli

Commento di MAEVA
Il 24/10/2012 alle 15:35

GRAZIE MARCO PER LA SUA RISPOSTA, IO HO CAPITO CHE L’ INTERVENTO ANTERIORE RAGGIUNGE MIGLIORI RISULTATI PUR ESSENDO MENO INVASIVO. IL MIO DUBBIO E’: PUO’ VERAMENTE ESSERE CHE PER QUANTO RIGUARDA UNA CURVA DORSALE E NON LOMBARE L’ INTERVENTO ANTERIORE NON PUO’ ESSERE UTILIZZATO???? E INOLTRE: QUALI SONO I MEDICI CHIRURGHI ITALIANI CHE INSEGNANO NEL MONDO QUESTA NUOVA TECNICA? NON SAPREI PROPRIO A CHI RIVOLGERMI… SPERO TANTO IN UNA SUA RISPOSTA.
A PRESTO
MAEVA

Commento di Marco Teli
Il 26/10/2012 alle 10:35

Cara Signora,
i risultati dell’anteriore non sono superiori a quelli del posteriore con derotazione diretta, sia per le curve dorsali sia per quelle lombari (e maggiormente per le doppie curve).
Non vorrei peccare di scarsa correttezza indicandoLe il nome dei chirurghi che lo fanno essendo io uno di quelli, ma le posso dire di essere consulente ISICO e di visitare mensilmente presso il centro ISICO di Milano.
Un cordiale saluto
Marco Teli

Commento di monica
Il 31/10/2012 alle 21:05

Salve io ho 36 anni sono stata operata quando avevo 15 anni per scoliosi congenita e gibbo parte destra la collona nn l’hanno potuta raddrizzare è abbastanza a esse ho la barra metallica tutta la collona ho fatto 12 ore d’intervento penso il giorno piu brutto della mia vita ora vorrei sapere che sintomi può dare dopo anni ”””’ e se è normale che mi sento tirare davanti al petto e come si addormentasse e pure dietro al collo e davanti alla gola grazie mille a chi mi volesse rispondere

Commento di francesca
Il 04/11/2012 alle 21:34

Salve, da poco ho sentito parlare di “riallineamento dell’atlante” per correggere la scoliosi ma non sono riuscita a capire se vale solo per le scoliosi posturali o anche per quelle idiopatiche. Cmq le mie domande sono: tutti coloro che hanno una scoliosi presentano una deviazione della prima vertebra?
Riallineare l’atlante contribuisce a fermare la progressione della curva? Ma soprattutto, se esiste una tecnica per allineare la prima vertebra perché non la si utilizza per riallineare quelle che formano la curva? Ringrazio anticipatamente chiunque voglia rispondermi

Commento di Fabio Zaina
Il 07/11/2012 alle 12:32

Gent.ma Francesca,
devo confessare che comincia a venirmi l’orticaria tutte le volte che sento parlare di questi metodi (ovviamente non ce l’ho con lei e con la sua domanda). Questo non per un pregiudizio, dato che ho sempre sostenuto che anche un orologio rotto segna l’ora esatta due volte al giorno, ma per una certa presunzione che traspare dalle pagine del sito un questione. Quello che viene ripetuto più volte è che non si tratta di un trattamento medico (questo evidentemente per evitare denunce per abuso di professione e per evitare problemi medico-legali), ma poi c’è una lista di 42 patologie che possono migliorare grazie a questa tecnica. 42 patologie…..neanche il metodo Di Bella ambiva a tanto, e neanche i salassi, terapia diffusissima e quasi panacea del 1600 davano le stesse speranze. Io mi pongo e pongo ai lettori del blog, che non sono medici ma penso siano persone dotate di buon senso, una semplice domanda: vi sembra credibile che 42 patologie diverse, che vanno dalla scoliosi, alla gastrite alla pressione alta possano beneficiare della stessa cura, a prescindere da quale sia questa terapia? Se questa domanda non fosse sufficiente a gettare una luce illuminante sulla metodica, ricordo che l’allineamento o il disallineamento dell’atlante non sono oggi diagnosticabili in maniera oggettiva e incontrovertibile. Tradotto in linguaggio più chiaro, nessuno può dimostrare in maniera oggettiva, seria e incontrovertibile che l’atlante non è allineato. E qualora anche lo potesse dimostrare (cosa che supera le attuali conoscenze scientifiche), dovrebbe dimostrare che le patologie che si ripropone di curare sono correlate con tale disallineamento.
Se questo metodo fosse un farmaco, prima di permettersi di pubblicare un sito internet e vendere ai pazienti questo trattamento, il signore che lo ha inventato avrebbe dovuto fare studi di laboratorio (cioè studi su cellule o tessuti e poi su animali) con esito positivo e pubblicarli, poi studi su volontari sani e pubblicare i dati che ne dimostrassero la sicurezza, poi studi su soggetti affetti dalle varie patologie in questione (essendo 42 patologie almeno 42 diversi studi) e pubblicarne l’efficacia, e solo dopo aver fatto tutto questo avrebbe avuto il permesso di produrre e vendere il suo farmaco. E una volta messo sul mercato questo farmaco, un organo specificamente deputato avrebbe raccolto i dati sulla sicurezza e sugli effetti collaterali a breve, medio e lungo termine, e in caso di effetti collaterali importanti avrebbe predisposto il ritiro del farmaco dal mercato per tutelare i pazienti!
Cari pazienti, quando comprate un farmaco e leggete gli effetti collaterali a volte decidete di non prendere neanche il farmaco e di evitare di curarvi perché magari la patologia di cui soffrite in fondo non è così grave. Gentile Francesca: ritene accettabile che un signore si alzi la mattina, pubblichi un sito e inizi a vendere la prima cosa che gli è passata per la mente?
Fabio Zaina

Commento di Sabrina Donzelli
Il 07/11/2012 alle 13:34

Cara Monica,
La prima cosa da fare nei casi simili al suo é una visita con un chirurgo vertebrale che abbia esperienza nel campo della scoliosi per poter valutare bene la situazione. Poi in presenza di dolori e difficoltà nelle attività quotidiane può essere utile eseguire regolarmente esercizi specifici; per questo l’ ideale è sentire il parere di un fisiatra esperto di scoliosi e patologie della colonna vertebrale. Capisco che per chi ha affrontato esperienze simili alla sua, solo l’idea di fare una visita chirurgica possa rappresentare una specie di incubo; però nei casi come il suo le visite di controllo regolari hanno soprattutto uno scopo preventivo, proprio perché non si sa con precisione se l’intervento effettuato potrà darle dei problemi e di quale tipo ed entità.
Spero di averle chiarito un po’ le idee, le faccio tanti auguri.
Sabrina Donzelli

Commento di Guenda
Il 31/12/2012 alle 00:07

Gentile dottore sono la mamma disperata di un’adolescente che ha visto la morte in faccia dopo un intervento alla scoliosi.un anno fa mia figlia allora undicenne,e’ stata sottoposta a intervento chirurgico per gravissima rotazione del rachide(80 gradi). Dalla nascita e’ affetta da scoliosi e rara forma di neuropatia sensitiva.il busto che la bambina ha indossato fin da subito (3mesi di eta’) non e’ servito a nulla.continuava a peggiorare sempre piu’. Ecco allora la necessita’ dell’intervento resosi del tutto inutile poiche’ a meta’ intervento la bimba ha avuto un arresto cardiaco e un ipossia al cervello. Solo il pronto intervento di “angeli” in veste di rianimatori dopo una lunga manovra di rcp hanno salvato la mia piccola. Secondo il dott’ che l’ha operata dovevamo riprovarci Oentro tre mesi se avessimo rinunciato a l’intervento, la sua vita sarebbe finita su una sedia a rotelle. Ora lei e’ affaticata nella respirazione, barcolla quando cammina, e ha molti dolori lombari. Sono veramente disperata. Che prospettive di vita avra’? Mi potete aiutare? Non me la sento di rischiare altre 16 ore di intervento e sicuro arresto cardiaco come preventivato Help!!!

Commento di Raffaella (osolemio23@hotmail.com)
Il 31/12/2012 alle 23:47

Cara Guenda, mi dispiace veramente tanto per la tua bambina e spero che il Prof. Negrini possa darti l’aiuto che ti serve; io come mamma (operata a 13 anni) di una ragazza sedicenne in cura da Isico posso solo offrirti il mio sostegno morale e invitarti a scrivermi se vuoi parlare un pò
Un abbraccio forte, Raffaella

Commento di domenico_sasso@virgilio.it
Il 04/01/2013 alle 11:05

Guenda,ti chiedo,alla buona non sono un esperto di linguaggio medico,il chirurgo alla tua piccola non ha messo nessuna vite o asta,cioè,come si suol dire,ha aperto e,poi,ha ricucito.Ad un mio amico,dopo qualche anno la sbarra che reggeva la schiena si è spezzata.

Commento di Fabio Zaina
Il 07/01/2013 alle 10:42

Cara Signora Guenda,
Capisco la sua preoccupazione, e il suo stato d’animo dopo quello che è successo e con le prospettive che le sono state poste. Abbiamo già scritto varie volte in questo blog che non si finisce sulla sedia a rotelle per colpa della scoliosi, ma una curva di 80°, che non contrastata è destinata a peggiorare durante l’adolescenza, è sicuramente un fattore che può ridurre la qualità di vita. La strada più efficace resta quella della chirurgia, perché con un corsetto, le probabilità di arrivare a fine crescita con una situazione stabile sono piuttosto scarse perché la situazione attuale è piuttosto seria. Inoltre, da quanto scrive si tratta di una scoliosi neurologica, e in questi casi è ancora più difficile ottenere un buon risultato.
Vi suggerirei di parlare bene con l’anestesista che l’ha seguita nel primo intervento per capire quali siano i rischi di un nuovo intervento alla luce di quanto accaduto durante il primo. Non è detto infatti che sia così probabile un nuovo arresto cardiaco.
Vi faccio un grosso in bocca al lupo!
Fabio Zaina

Commento di giuly
Il 26/10/2014 alle 08:02

Salve, da quasi dieci anni ho un ipercifosi dorsale e una scoliosi dorso lombare di 27 gradi. Quali attività potrei svolgere per ottenere dei benefici? Un altra domanda: che postura devo assumere a letto per non gravare sulla scoliosi e ipercifosi? Grazie

Commento di andrea
Il 02/11/2014 alle 15:51

Scusate, per fare un intervento al filum terminale a Barcellona ,quanto costa, vi sono posti in italia che fanno questo tipo di intervento. Grazie

Commento di Marco
Il 29/11/2015 alle 23:10

Salve a tutti … La mia ragazza sta avendo problemi con la fibre omaggia e al filum terminale. .. vorrei sapere se esiste una cura .. Perché nn posso continuare a vedere la mia ragazza in questo stato di salute … Grazie e spero che qualcuno sappia darmi una risposta ho una soluzione

Commento di Morena
Il 17/12/2016 alle 22:54

Rm-sottile lipoma del filum terminale
Dolori acuti lombari debolezza gambe….

Commento di ivan
Il 01/07/2017 alle 19:34

salve,
ho una scoliosi doppia curva, ultimamento grossi problemi lombari dovuti a ernie, protusioni, ernia di schmorl e dolore cronico discogenico.
Ho provato con tutte le terapie conservative. vorrei venire da voi, ma nn capisco bene che tipo di intervento potreste offrirmi a distanza di tipo conservativo. Leggo inoltre in un post sopra che non proponete terapia manuali. quindi? solo corsetto ed esercizi? Ah, ho 46 anni.
Lo spine cor mi interessa ma ha un costo molto molto alto.
Altre soluzioni?
un uomo disperato, dolore cronico da un anno

Commento di Emilia Zappalà
Il 08/02/2020 alle 00:11

Buongiorno, ho la malattia di Chiari 1 le tonsille cerebellari erniate a 0,8 mm a dx e a 0,6 mm a sinistra nel forame vertebrale ho un ernia C5 C6 particolarmente improntante il midollo. Lo studio della dinamica liquorale ha evidenziato un difficoltos occorrere del flusso liquorale interrotto in corrispondenza della ernia. Il cono midollare appare normalmente collocato e il filum terminale non risulterebbe trazionato. Ho difficoltà nella deambulazione mi sento la schiena che tira le gambe non riesco a salire le scale senza fatica. Inciampo al primo ostacolo e cado irrimediabilmente. Ho capogiri tachicardia mal di testa occipitale dolore dentro gli occhi fiatone a momenti durante la giornata soprattutto alle minime attività quotidiane. Vorrei sapere se pur non evidenziandosi la trazione del midollo dalla RMN in posizione prona, sento i muscoli paravertebrali contratti e mi sento le gambe rigide. Ho visto solo un neurochirurgo per ora ne vedrò altri per sentire più pareri. Mi è stato detto che l’ intervento sarebbe solo esplorativo perché per lui non è un caso urgente. Nei casi come il mio è consigliato l intervento di laminectomia con apertura della dura madre dato che il filum terminale non è in trazione? Sto proprio male. Grazie

Commento di Fabio Zaina
Il 06/03/2020 alle 11:47

Buongiorno,
Il suo caso è troppo complesso per trovare una risposta in un blog. Solo un’accurata visita medica e la presa visione degli esami effettuati consentiranno di ipotizzare una possibile soluzione, anche se nei casi complessi non esiste LA soluzione assoluta, ma quella che funziona meglio per il paziente sulla base di una serie di ipotesi, considerando rischi e benefici. In ogni caso tenga presente che non tutti i sintomi che lei descrive sono “classici” di ernia discale e di sindrome di Chiari – anche qui solo con una visita si può discernere e capire quanto la soluzione di una patologia (Chiari e/o ernia) possa essere risolutiva anche per i suoi sintomi e quanto invece si possa ricorrere a terapie meno invasive per darle sollievo pur lasciando la patologia principale (che spesso passa addirittura asintomatica, ed anche nel suo caso lo è stata quasi sicuramente per molti anni).
Cordialmente
Fabio Zaina

Commento di Elehcar
Il 24/02/2020 alle 23:28

Salve dottore…scrivo per un parere …ho una bambina di 11mesi che a breve si sottoporrà ad un intervento per “midollo ancorato non marcato”…E nata (bene )con una fossetta cocigea a fondo cieco(per fortuna).a 10giorni ha fatto ,all itab di chieti una risonanza andata come dicono i medici “bene” essendo una fossetta a fondo cieco…i risultati quindi sono stati :lieve lipoma al filum terminale…altra risonanza a Roma(a 5mesi)dal neurochirurgo Luca massimi,sotto consiglio della pediatra dell ospedale di chieti …Luca massimi ci conferma la risonanza di chieti e dice di rivedere la bambina per un ulteriore risonanza ( 10mesi circa)di seguito effettuata e ci ha confermato midollo ancorato non marcato …quindi gli asportera il lipoma spiegandonci tutto da sempre essendo molto gentile e preparato però un ulteriore parere lo preferire essendoci solo rivolti a lui ,ripeto che è O il migliore a parer delle madri per quanto abbia visto in quell ospedale,in neochiriurgia infantile dove ti si spezza il cuore 🙁 la mia domanda è dopo secondo lei sarà tutto ok ok asportando il lipoma?o può avrete problemi nonostante l intervento…mi è stato detto dal dottore che non è nulla di grave e voglio crederci anche perché mia figlia grazie a dio sta benissimo ed è anche molto “monella”:) …grazie cordiali saluti

Commento di Alessandra Negrini
Il 28/02/2020 alle 09:47

Gentile Elehcar,
è difficile per noi darle pareri e consigli, trattandosi di una situazione molto particolare.
Si affidi agli specialisti, solo loro che conoscono a fondo la condizione di sua figlia possono chiarire i vostri dubbi, basandosi su ciò che la scienza ha già dimostrato e sulla loro esperienza personale.
Le faccio tanti auguri per la sua piccola “monella”,
Alessandra Negrini

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