Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
Cerca nel blog

Paese che vai…

11 luglio, 2017 (14:30) Di: Michele Romano

Tra le caratteristiche della scoliosi c’è la particolarità di non prevedere un solo tipo di trattamento. Di conseguenza la terapia può essere molto diversa a seconda della gravità delle curve, passando dal semplice monitoraggio della sua evoluzione, nelle situazioni più lievi, fino a un impegnativo intervento chirurgico, nei casi più gravi.

Fra questi due estremi c’è un’ampia gamma di strumenti intermedi: corsetti correttivi di variegate gamme e metodi di esercizi di molteplici concetti.

Io mi considero un uomo davvero fortunato.

Sono un inguaribile curioso e amo viaggiare. Grazie al sempre maggior interesse dei miei colleghi  verso l’approccio con esercizi di Isico, svolgo una parte della mia attività professionale insegnando il nostro modo di lavorare in numerosissimi paesi all’estero.

Ho potuto così raccogliere tante informazioni dei differenti metodi di esercizi e ascoltare numerose testimonianze di pazienti ma anche di medici e fisioterapisti che trattano la scoliosi in paesi lontani dal nostro, fino alla maturazione di un quadro complessivo della situazione internazionale.

Facendo sempre riferimento a un ragionamento globale e sintetizzando, posso dire che il trattamento di questa patologia non è trasversalmente coerente. In alcuni paesi, l’incoerenza si traduce con un deciso scostamento dalle poche certezze scientifiche che abbiamo a disposizione oggi. In altri, l’incoerenza è un eufemistico sinonimo di irragionevolezza.

E’ comprensibile che tutte le nostre abitudini siano condizionate dagli usi del paese dove viviamo. Questa regola diviene meno comprensibile quando le abitudini sono quelle legate alla cura delle malattie. In questo caso dovrebbe prevalere l’unica ragionevole certezza che possiamo avere, ossia la conoscenza. E la conoscenza deriva dagli studi scientifici e non dalle tradizioni orali e dagli usi e costumi locali. Poiché mi riferisco solo ai paesi di cultura occidentale, includendo anche quelli che, a torto o a ragione, del tutto o in parte, questa cultura l’hanno assorbita, non è semplice capire perché per una patologia come la scoliosi le strategie sono così diverse a seconda del paese.

Nei paesi anglosassoni si usano molto le manipolazioni (anche in Italia, in misura decisamente minore).

Fino ad oggi non esistono studi seri che abbiano dimostrato che le manipolazioni funzionano. Eppure si continua a praticarle.

In questi stessi paesi ci sono molti pazienti a cui si insegna il trattamento con il Pilates o lo Yoga. Fino ad oggi, nessuno è stato in grado di dimostrare che servano a trattare la scoliosi (possono forse non far male, forse anche aiutare un po’, ma certo non sono una terapia). Eppure si continuano ad insegnare queste tecniche.

La peggiore situazione, comunque, è quella riferita a aree geografiche dove vengono utilizzate tecniche che non hanno il minimo razionale. Mi sono confrontato con persone che lavorano in ospedali dove ai pazienti vengono applicati impacchi di paraffina o fanno trazioni meccaniche o sono sottoposti a terapie fisiche di magnetoterapia o elettrostimolazioni. Per onestà, non dimentichiamo che sto parlando di tecniche utilizzate anche nei nostri ospedali (alcune anche per la scoliosi) fino a qualche decennio fa, ma che sono state poi cancellate per manifesta inefficacia.

Alla fine, la sensazione conclusiva che mi ha regalato questo affascinante peregrinare è che il trattamento non chirurgico della scoliosi purtroppo è un po’ come il cibo. Presenta grosse variazioni a seconda delle latitudini e delle abitudini consolidate dei vari popoli. Allo stesso tempo ho potuto apprezzare che il posto dove si tratta più efficacemente questa patologia e, guarda caso allo stesso tempo si mangia anche meglio, è proprio il nostro stivale.

 

 

Commenti

Commento di Barbara
Il 17/07/2017 alle 20:17

Buonasera,mi chiamo Barbara e sono la mamma di una ragazza di tredici anni con una scoliosi idiopatica dell’adolescenza pari a 40°di Cobb.Dall’11 marzo 2016 porta il corsetto ortopedico Lionese a tempo pieno che ha solo impedito che la scoliosi peggiorasse ulteriormente.Dall’ultima rx fatta a febbraio però è emerso che il test di risser è 3-4(a febbraio 2016 era 0-1),per cui volevo chiedere se poteva ridurre le ore del corsetto.Inoltre anche se sono consapevole che la scoliosi è una malattia da cui non si guarisce,volevo chiedervi se esistono altre terapie in grado di migliorare la situazione di mia figlia(ad es. gesso o corsetto sforzesco).Infine gradirei sapere se una volta raggiunto il risser5+ si potrà procedere con la dismissione graduale del busto con la certezza che la scoliosi si sia definitivamente stabilizzata.In attesa di una vostra cortese risposta vi porgo i miei più distinti saluti e vi ringrazio.

Commento di Francesca
Il 17/07/2017 alle 22:20

Buonasera a tutti. Mi chiamo Francesca e ho 20 anni. Ho una scoliosi di 32°, volevo sapere se posso eseguire in palestra tutti gli esercizi a corpo libero, e in particolare lo squat senza alcun tipo di peso. Su alcuni siti ho letto che lo squat può gravare sulla scoliosi, ma si parla sempre di squat eseguiti con il bilanciere. Dato che lo eseguo solo con il peso del mio corpo, mi domando se questo potrebbe portare comunque danni alla mia schiena. Grazie in anticipo.

Commento di Alessandra Negrini
Il 21/07/2017 alle 14:57

Cara Francesca,
via libera allo squat senza bilanciere, perché il problema non è lo squat, ma il fatto che per aumentare il lavoro delle gambe si ricorra a un peso che grava anche sulla schiena. In ogni caso, il bilanciere può creare problemi solo se ha un peso eccessivo rispetto alle tue capacità di sostegno della schiena, perché se il peso è adeguato in realtà la rinforza.
Ti saluto
Alessandra Negrini

Commento di Alessia
Il 24/07/2017 alle 12:25

Buongiorno venerdì a mia figlia di 9 anni è stata diagnosticata una scoliosi di 22° con conseguente corsetto Cheneu con pelota dorsale destra derotante. Sono un po’ preoccupata perchè la bimba è molto magra e molto attiva.riuscirà a continuare la sua adorata attività fisica ( calcio ) ??? Le darà molti problemi essendo graciel?
grazie infinite
Alessia

Commento di Barbara
Il 25/07/2017 alle 09:27

Buongiorno mi chiamo Barbara e vi ho scritto un messaggio in data 17/7 ma non ho ancora ricevuto risposta.intanto ho chiamato il CUP per prenotare una visita presso la vostra sede di Napoli che aprirà a settembre.Spero di ricevere al più presto un messaggio di risposta da uno dei medici di isico.grazie

Commento di Alessandra Negrini
Il 26/07/2017 alle 13:48

Gentile Barbara,
la riduzione di ore di corsetto deve essere guidata dal medico specialista che segue sua figlia, perché non si basa solo sul grado di maturità ossea (valutabile con il segno di Risser), ma anche su altri fattori.
Per valutare se sia possibile migliorare ulteriormente la situazione occorre una visita medica accurata. L’efficacia del corsetto dipende solo in parte dal tipo di corsetto utilizzato, ciò che più conta è che sia stato ben costruito, ben controllato e ben indossato.
Non si può avere la certezza che una scoliosi di 40° sia stabile in età adulta, per cui al termine della terapia sua figlia potrà condurre una vita normale, fare attività fisica regolare per mantenere una buona condizione della muscolatura del tronco e fare visite mediche regolari per monitorare che la colonna sia stabile. In caso di peggioramento progressivo (in età adulta, se avviene è molto lento), si può intervenire in modo efficace con esercizi specifici.
La saluto
Alessandra Negrini

Commento di Alessia
Il 27/07/2017 alle 21:38

Salve,sono la mamma di una ragazzina di 13 anni con scoliosi e porta da qualche settimana lo cheneau con spinte claveali,ancora siamo in attesa di collaudo dall’ ortopedico,il mio dubbio è che al momento del ritiro ci è stato detto che dopo qualche giorno le spinte si sarebbero abbassate xké si allunga la colonna vertebrale,ma in realtà queste spinte nn si sono ancora abbassate e ho tanta paura il busto nn sia corretto,ho il terrore che sia sbagliato e faccia l’ effetto opposto.Questo può essere sintomi di quello che temo?attendo risposta e ringrazio in anticipo.saluti

Commento di Barbara
Il 28/07/2017 alle 14:19

Gentile dottoressa Negrini, innanzitutto la ringrazio infinitamente per avermi risposto. La mia vita e quella della mia famiglia è cambiata radicalmente da quando mia figlia Sabrina è costretta a portare il corsetto a tempo pieno per evitare che la sua scoliosi peggiori. Vorrei che almeno durante la stagione estiva avesse qualche ora di libertà in più e potesse andare al mare come tutte le sue coetanee.A settembre verremo presso la vostra nuova sede a Napoli con la speranza che possiate aiutarmi a migliorare la sua situazione.grazie ancora

Commento di Alessandra Negrini
Il 11/08/2017 alle 12:07

Gentile Alessia,
ci possono essere diversi motivi per cui non è successo quello che le avevano prospettato, anche se il corsetto è efficace. Le faccio un esempio: se in questo periodo il bacino di sua figlia si è allargato, il corsetto di conseguenza è leggermente risalito e malgrado sia efficace, le spinte claveari non si sono abbassate. Non esistono regole valide per tutti, ogni ragazzo ha caratteristiche diverse, quindi non darei retta alle affermazioni che non tengono conto della variabilità individuale.
Al tempo stesso, se questo dubbio l’assilla può contattare il tecnico che ha confezionato il corsetto, o il medico che l’ha prescritto: indossare il corsetto è un sacrificio, è essenziale che il corsetto sia efficace.
La saluto
Alessandra Negrini

Commento di Raffaella
Il 26/08/2017 alle 15:25

Buongiorno a tutti. Mi chiamo Raffaella e ho 19 anni. Ho una scoliosi di 32°, sono migliorata tantissimo grazie al corsetto che ho indossato per 10 anni. Vorrei un vostro consiglio dato che sto per compiere una scelta un po’ “controsenso”.
Anche se ho la scoliosi, sono appassionata di sport, per me l’attività sportiva è VITA. Vorrei tanto che questa passione non rimanesse tale ma che un giorno si trasformasse in lavoro. Dato che ho terminato gli studi proprio quest’anno, vorrei iscrivermi alla facoltà di scienze motorie. Vorrei essere un esempio per tutti quei ragazzi che pensano che avere la scoliosi voglia dire rimanere chiusi in casa senza muoversi per paura che ogni singolo movimento possa gravare sulla colonna. Come ho detto prima questa è un po’ una scelta controsenso, fa un po’ strano vedere una ragazza che ha un problema fisico insegnare agli altri attività fisica. L’unico ostacolo è che bisogna presentare il certificato di idoneità all’attività sportiva agonistica (almeno così ho letto sul sito dell’università) . Voi cosa dite? È una buona idea scegliere questa facoltà? Oppure potrebbero presentarsi delle complicanze?

Commento di Simona
Il 28/08/2017 alle 16:23

Ciao! Sono Simona , ho 53 anni è una grave scoliosi, purtroppo.
Vivo a Roma e sarei andata volentieri a Milano per una visita con il dott. Negrini ma ho saputo che non visita più gli adulti.
A questo punto non so più a chi rivolgermi. Qualcuno può consigliarmi un altro bravo medico a cui affidare la mia dolente schiena?
Grazie!

Commento di Maurizio
Il 14/10/2017 alle 21:44

Buonasera ho notato in mia figlia di 3 anni appena compiuti qualcosa che mi fa purtroppo pensare ad una scoliosi.
Quando si siede il busto tende ad andare da un lato, i fianchi hanno un profilo diverso e nella posizione in cui si controlla la scoliosi sembra effettivamente che un lato sia più sollevato dell’ altro…..sono molto preoccupato anche perché c’ è una sorta di familiarità per quanto riguarda difetti della colonna vertebrale…..
Ha solo 3 anni…..cosa faccio?
Che trattamenti sono possibili a questa età?
Non oso immaginare quanto.possa essere traumatico un corsetto in una fase di sviluppo psicomotorio così importante.
Per favore rispondetemi .

Commento di Laura
Il 15/10/2017 alle 21:01

I trattamenti sicuramente ci sono anche per i più piccini non fermarti al primo ortopedico non so prova a prendere un appuntamento da ISICO

Scrivi un commento