Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
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Esercizi: la storia di una quotidiana lotta familiare

14 marzo, 2017 (11:51) Di: Marta Tavernaro

Come tanti di voi sanno, la terapia conservativa per il trattamento della scoliosi si avvale di esercizi specifici oppure, nelle situazioni più evolutive, di corsetto ed esercizi.

L’esercizio specifico accompagna quindi tutto il periodo di terapia. Si parla di periodi molto lunghi.

Diventa una sorta di compito scomodo e noioso che spesso si trasforma in motivo di quotidiane discussioni fra genitori, con il difficile compito di “vigili”, e ragazzi, che rimandano regolarmente gli esercizi con il rischio di trascurare la terapia.

In Isico crediamo molto all’importanza degli esercizi e ancora di più crediamo come, attraverso il percorso riabilitativo, il ragazzo diventi “padrone” della propria schiena, capace di controllare parte dell’evoluzione della scoliosi attraverso una miglior capacità di sostegno e maggior capacità neuromotoria.

Questo tipo di approccio comporta una conoscenza di quello che alla colonna sta accadendo e la capacità di attuare quegli aggiustamenti continui capaci di opporsi alla progressione della curva scoliotica. Ecco perché i ragazzi devono lavorare su loro stessi imparando a conoscere perfettamente il loro tronco.
Si possono ottenere queste capacità solo se si lavora in autonomia mettendosi sempre a confronto, attraverso gli esercizi, con quelle asimmetrie che la scoliosi comporta e che bisogna essere sempre in grado di controllare.

L’esercitazione quotidiana, da soli, senza nessuno che incoraggi, diventa presto noiosa e i ragazzi spesso non riescono a essere costanti.
Tutti i centri di fisioterapia e tante palestre propongono esercizi posturali per la scoliosi.
Purtroppo però, a livello scientifico, poche metodiche hanno dimostrato l’efficacia sull’evoluzione della malattia.
Normalmente per esercizi si intendono degli allenamenti che vanno a rinforzare l’equilibrio e la buona funzionalità della schiena: tutto questo sicuramente non fa male. Purtroppo la scoliosi non è né un deficit di forza (altrimenti non si giustificherebbe la scoliosi negli atleti) né una cattiva funzionalità della colonna.

L’approccio SEAS prevede l’apprendimento e la progressiva capacità di auto-allineare la colonna: non serve a nulla se i ragazzi non la vivono in prima persona, se non trasformano le posizioni in qualcosa di automatico per loro e l’autocorrezione non è integrata nella quotidianità.

A livello scientifico solo poche metodiche, tra cui la SEAS, hanno dimostrato efficacia sul trattamento della scoliosi. Infatti oltre alla SEAS poche altre metodiche si basano sull’autocorrezione.

Solo la capacità di vivere normalmente in autocorrezione ha senso nella terapia della scoliosi.

Gli esercizi prevedono normalmente di lavorare allo specchio, per verificare costantemente le eventuali correzioni.

La seduta di fisioterapia è il seme che serve a cambiare l’allineamento della colonna nell’intera giornata, non solo nei 20- 40- 60 minuti dedicati agli esercizi.

Solo così gli esercizi avranno un ruolo sulla cura della scoliosi.

Proporre esercizi generali per il rinforzo e la buona funzionalità della schiena, come si diceva, non fa male, ma i nostri ragazzi non hanno né mal di schiena né cattiva funzionalità. Questi disturbi sono propri degli adulti che con il tempo hanno sollecitato la propria colonna, magari in maniera non adeguata, per tanti anni. I nostri ragazzi no: sono forti e sani, con le strutture perfettamente integre.

Se vogliamo curare la scoliosi con l’aiuto degli esercizi, devono essere specifici, non un qualcosa che comunque fa bene alla schiena.

Quindi non è che una terapia valga l’altra, tanto è sempre fisioterapia…. Piuttosto se i ragazzi non riescono a lavorare, facciamoli seguire da un tutor in palestra o a casa. Importante è che eseguano gli esercizi specifici formulati per la propria peculiare condizione.

Commenti

Commento di GUIDO GALIOTTO
Il 16/03/2017 alle 18:36

Buongiorno,

abbiamo scoperto da due settimane che nostra figlia nata nel 2001 ha un problema di scoliosi, nonostante 8 anni di nuoto e sci. Per la fisioterapia sapreste indicarci qualche centro valido a Modena e provincia? grazie Guido Galiotto

Commento di Sabrina Donzelli
Il 27/03/2017 alle 12:06

Gentile Signor Guido,
premesso che nuoto e sci non possono essere considerati sport preventivi della scoliosi (è stato dimostrato qualche anno fa da noi con questo studio specifico sul nuoto), Le consiglio di effettuare una valutazione da un medico esperto in patologie della colonna vertebrale prima di intraprendere un percorso fisioterapico.
A 16 anni molte ragazze hanno completato la crescita, e perciò non sono più a rischio di peggioramento. Quindi l’indicazione alla fisioterapia, in casi come quello di sua figlia, dipendono dall’entità delle curve (se lievi potrebbe non essere necessario fare terapia) e dalla crescita ossea residua.
In bocca al lupo!
Sabrina Donzelli

Commento di GUIDO GALIOTTO
Il 14/04/2017 alle 18:27

Buona sera Sabrina Donzelli,
come da suo consiglio abbiamo eseguito la visita da un esperto, che ha diagnosticato scoliosis s italic, gradi cob sono 20°e il grado riser è 3+, menarca non ancora comparso, età 15 anni e mezzo…ci è stato prescritto il busto cheneau 20 ore al giorno più esercizi specifici. volevo chiederle se l’utilizzo del busto può ridurre il gibbo, e migliorare l’estetica (oltre che una riduzione dei gradi di cob?)? potrebbe essere utile abbinare una cura di vitamin D?
grazie per il support.

Commento di Sabrina Donzelli
Il 28/04/2017 alle 11:08

Gentile Signor Guido,
difficile esprimere un parere senza aver visitato sua figlia, i risultati ottenibili con corsetto dipendono dall’efficacia del corsetto, dal numero di ore che viene effettivamente indossato, da come viene dismesso ma anche dall’entità del gibbo stesso, dalla rigidità della colonna e da molti altri fattori. Un corsetto a tempo pieno di buona qualità può migliorare le curve e modellare l’estetica. Il miglioramento dell’estetica si nota dopo pochi giorni di indossamento a occhio nudo. Ci sono corsetti più efficaci di altri a modellare l’estetica. A risser 3 la crescita è quasi terminata, e non ci sono rischi di ulteriore peggioramento delle curve, pertanto in un caso come quello di sua figlia l’obiettivo terapeutico è pressochè esclusivamente estetico. Devo ammettere però, che è abbastanza raro che una curva di 20 gradi si associ ad inestetistismi del tronco tali da necessitare di un corsetto.
Le consiglio di rivolgere le domande che ha posto in questo blog anche al medico che le ha fatto la prescrizione.
La vitamina D non viene utilizzata generalmente nella terapia della scoliosi, salvo dimostrati deficit.
In bocca al lupo
Sabrina Donzelli

Commento di GUIDO GALIOTTO
Il 28/04/2017 alle 11:54

Grazie per la cortese risposta e “CREPI IL LUPO”

Commento di Giulia
Il 28/04/2017 alle 16:40

Salve Guido anche mia figlia è nata nel 2001 ed ha un risser 2/3 e circa 15 gradi di scoliosi dorso lombare; metterà il busto a settembre per 18 ore su 24 per migliorare l’estetica, poiché la curva dopo quasi due anni di fisioterapia e di monitoraggio con ISICO è stabile; il gibbo e le asimmetrie però si notano e lavoreremo su quello. Le consiglio una visita noi siamo molto contente del percorso intrapreso! Mia figlia è molto sportiva eppure non basta!

Commento di GUIDO GALIOTTO
Il 10/05/2017 alle 08:36

grazie Giulia per il gentile commento…volevo chiederle che tipo di busto le hanno prescritto?

Commento di Giulia
Il 10/05/2017 alle 18:09

Le è stato prescritto il busto Lapadula tipo Sibilla che non abbiamo ancora per cui non so come sia. L’ortopedico precedente invece lo scorso anno le aveva prescritto il busto lionese.

Commento di GUIDO GALIOTTO
Il 16/05/2017 alle 19:19

Ciao Giulia a noi il busto cheneau tipo sibilla, domain ce lo consegnano. ti farò sapere come andrà se hai piacere.

Commento di Giulia
Il 28/05/2017 alle 13:21

Salve Guido come sta andando questo vostro nuovo impegno?!

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