Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
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SEAS per adulti

28 febbraio, 2017 (15:42) Di: Lorenza Vallini

“Ormai è troppo grande” oppure “La sua scoliosi si è fermata con la crescita” e ancora ”Se vuole faccia del movimento”: quante volte gli adulti con una deformità vertebrale come scoliosi o ipercifosi hanno sentito frasi simili?
Molto spesso i nostri pazienti ci raccontano che, una volta adulti, avvertono cambiamenti nel corpo, nella schiena, nell’equilibrio e nell’altezza: cambiamenti per i quali cercano risposte e terapie.
Il processo naturale di invecchiamento non risparmia la nostra colonna e i cambiamenti sono normali: in situazioni del genere è importante muoversi e ridare elasticità e forza ad articolazioni e muscoli. La situazione è completamente diversa rispetto all’età giovanile, quando si presentano deviazioni della colonna e si ricerca una modificazione delle strutture ossee con conseguente recupero dei gradi di curva
Gli studi scientifici degli ultimi anni hanno messo in chiaro alcuni aspetti da tenere in considerazione:

1. Le scoliosi, che terminano oltre i 30 gradi alla maturazione ossea, generalmente tra i 17 e i 19 anni, presentano un rischio di evolvere negli anni, aggravando le curve esistenti: maggiori i gradi, maggiore è il rischio di peggioramento.

2. Le scoliosi sono indice certo di mal di schiena? Assolutamente NO!

3. Avere un buon assetto del profilo laterale della colonna (lordosi-cifosi) ci preserva da eventuale scarsa qualità di vita in termini di disabilità e dolore? La risposta è SI

Alla luce di tutto questo è importante sapere che anche negli adulti si può intervenire sia per correggere situazioni posturali alterate sia per prevenire e/o rallentare peggioramenti nel tempo: il nostro approccio SEAS ha proprio questo obiettivo per gli adulti.
La schiena tende a subire, sia per la forza esercitata dalla gravità sia per le curve già esistenti, una caduta verso il basso nella direzione delle curve e, spesso, con uno spostamento del tronco in avanti. La semplice attività fisica, per quanto utile e raccomandata, non è sufficiente a contrastare questo fenomeno.
Servono esercizi specifici che diano sostegno alle strutture proprio nella direzione opposta: gli esercizi di rinforzo devono avere caratteristiche precise ed individuali, come un abito fatto su misura.

La scelta dei movimenti da effettuare ha delle priorità ben precise: bisogna affidarsi a personale qualificato nell’affrontare queste patologie in età adulta, con approcci che hanno dimostrato la propria efficacia.
L’approccio SEAS cerca la costante collaborazione del paziente, facendolo diventare “maestro di sé stesso”.
Gli esercizi sono studiati per ogni singolo caso, guidati dal terapista all’inizio e poi eseguiti in autonomia, con la ripetizione quotidiana, a domicilio.
Gli incontri iniziali hanno una cadenza mensile, per poi essere dilazionati anche trimestralmente, corredati di schede da seguire facilmente a casa.
Occorrono almeno sei mesi per poter apprezzare i risultati ed essere così più motivati a proseguire,  conquistando così una quarta età in forma.

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