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Cifosi: diagnosi e trattamento

15 dicembre, 2016 (10:08) Di: Oriana Amata

Quante volte vi è capitato di vedere i nostri ragazzi curvi in avanti e di richiamare la loro attenzione con i soliti “stai dritto”, “sei tutto storto”, “tirati su con la schiena” e “così sembri il gobbo di Notre-Dame”?

La sensazione che abbiamo tutti è che i ragazzi abbiano ormai assunto la cosiddetta “posizione da smartphone”, frequentemente curvi in avanti con in mano un telefonino od un tablet.

In realtà, alcune curve della colonna vertebrale sono fisiologiche, tra queste la cifosi dorsale.

La cifosi dorsale è una curvatura della colonna vertebrale che si ha a livello delle vertebre toraciche. Questa curva solitamente misura dai 25 ai 45 gradi circa. Quando la curva supera i 45 gradi si parla di “ipercifosi” o “dorso curvo”.

Non sempre il dorso curvo è un problema posturale, causato dall’ “abuso sconsiderato” di smartphone e tablet.

Una forma molto comune di ipercifosi, infatti, è data dalla sindrome di Scheuermann, una malattia giovanile che causa la cuneizzazione delle vertebre. A oggi la causa di tale patologia non è conosciuta, ma la condizione sembra essere causata da diversi fattori e colpisce maggiormente i maschi rispetto le femmine.

Clinicamente il dorso curvo, si manifesta con segni particolari che devono essere valutati con attenzione dal medico specialista, per poter fare una diagnosi corretta.
Come distinguere un dorso curvo da un atteggiamento posturale in un ragazzo in crescita? Basta far eseguire un’estensione della colonna verso l’alto: se la colonna dorsale è rigida e la cifosi resta invariata è presente un dorso curvo (vera malattia su base strutturale), se invece si raddrizza è un atteggiamento posturale (atteggiamento cifotico). Verso la fine della crescita questo irrigidimento è normale (è infatti il passaggio all’età adulta che lo provoca). Se però c’è ipercifosi, questo irrigidimento per quanto normale fissa la postura scorretta che poi non potrà essere più modificata con solo degli esercizi – quindi è importante intervenire per tempo prima di questo momento.

Il trattamento dell’ipercifosi dipende dal tipo di curva e dalle cause sottostanti. E’ possibile curarla con esercizi specifici in grado di correggere la posizione. Gli esercizi servono non solo a mobilizzare la parte del  tratto dorsale più rigida e a rinforzare la muscolatura che sostiene la colonna vertebrale, in modo che il ragazzo faccia meno fatica a mantenere una postura corretta, ma soprattutto a far capire quale sia la posizione che deve mantenere nella quotidianità, inducendolo ad assumerla in modo spontaneo. Nei casi più gravi è però necessario ricorrere anche all’utilizzo di un corsetto che, attraverso delle spinte, riesce a correggere la deformità.

E’ utile quindi ricordare che non sempre l’accentuazione della curvature dorsale è un problema posturale, alla base potrebbe esserci una componente strutturale.
Riconoscere la patologia precocemente ci aiuta a intervenire in tempo e a prevenire problematiche di salute in età adulta.

Commenti

Commento di Alessia Santoro
Il 06/02/2017 alle 12:27

Buongiorno, lei parla di eventuale necessità di corsetto per la correzione della cifosi….personalmente per curare la mia cifosi (30 anni fa) ho dovuto indossare il Milwaukee, per mio figlio posso sperare in un busto diverso oppure l’approccio non è cambiato?
Grazie
Alessia Santoro

Commento di Gisella
Il 08/02/2017 alle 20:13

Buonasera sono la mamma di Antonio,qualche giorno fa abbiamo fatto un consulto con un medico isico.Antonio è affetto da ipercifosi dorsale,per questo dovrà indossare per 20 ore il Maguelone.Potreste darmi un po’ di informazioni riguardanti questo corsetto? Grazie per tutte le informazioni.

Commento di Alessandra Negrini
Il 17/02/2017 alle 12:27

Gentile Gisella,
il corsetto Maguelone è un corsetto denominato “antigravitario”. Si utilizza per la terapia dell’ipercifosi dorsale e corregge agendo in particolare su tre punti: l’osso sacro, l’addome e la zona più posteriore del tratto dorsale, il cosiddetto apice della cifosi. Sono previste poi due “spinte claveari”, che stimolano il ragazzo a reagire sostenendo in modo attivo la colonna vertebrale all’interno del corsetto, perchè una correzione totalmente passiva (e quindi non scelta ma subita) porterebbe alla sua perdita all’abbandono del corsetto.
La saluto
Alessandra Negrini

Commento di Alessandra Negrini
Il 17/02/2017 alle 12:29

Gentile Alessia,
in ISICO non utilizziamo il corsetto Milwaukee per il trattamento della scoliosi o dell’ipercifosi, perché non è più efficace di altri corsetti e impatta in modo negativo sul paziente dal punto di vista psicologico, essendo un corsetto alto e quindi visibile. In altre sedi in Italia è ancora utilizzato, mentre all’estero è stato praticamente abbandonato.
E’ curioso sapere che di recente mi trovavo proprio nella città di Milwaukee, nello stato del Wisconsin, qualche chilometro a Nord di Chicago, e alcuni medici e terapisti impegnati nella terapia delle patologie della colonna vertebrale ci hanno riferito che anche nella città che gli ha dato nome è considerato superato ed è stato abbandonato ormai da molti anni.
La saluto
Alessandra Negrini

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