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La scoliosi non è i gradi Cobb

7 gennaio, 2016 (13:56) Di: Stefano Negrini


Il mondo della scoliosi è dominato da un “totem”, che è la misurazione in gradi (detti gradi Cobb) della curva sulla radiografia. Questo tipo di misurazione viene definito il “gold standard” delle misurazioni della scoliosi. In effetti si tratta di un parametro fondamentale, ma non è né l’unico, né così preciso come spesso i pazienti purtroppo pensano. E questo crea una serie infinita di distorsioni.
Vi elenco almeno cinque problemi fondamentali:

  1. Intanto, partiamo dalla definizione di scoliosi: si tratta di una deformità TRIDIMENSIONALE della colonna vertebrale e del TRONCO. I gradi Cobb NON misurano né in tre dimensioni, né tanto meno il tronco. Quindi, già da questo capite che i gradi Cobb sono una misurazione del tutto parziale della patologia. Cerco di fare un esempio per farmi capire. E’ come descrivere una casa sulla base dei metri quadri: è certamente un parametro essenziale che consente di capire molto, ma con gli stessi metri quadri possiamo avere una catapecchia o una casa superlusso: non basta proprio.
  2. gradi Cobb misurano un oggetto in continuo movimento, che è la colonna vertebrale, fotografato in un istante preciso. In questo senso potremmo paragonarla ad una misurazione della dimensione di una bandiera in una fotografia: le probabilità di prendere la bandiera nel suo massimo svolgimento sono estremamente basse, e quindi la misura non potrà mai essere precisa. E’ vero che una bandiera si muove molto di più di un corpo umano, ma avete presente quanto si muovono i nostri figli ? E di certo la radiografia è comunque una fotografia di un solo istante di questi movimenti.
  3. gradi Cobb si basano sulla scelta delle vertebre corrette e su una interpretazione della forma della vertebra che è soggettiva del singolo medico. Per continuare con gli esempi, è come se voleste misurare la pendenza del versante di una montagna su una fotografia: molto dipenderebbe dai punti di pendenza che doveste scegliere (la vertebra), e dai punti di repere del pendio (interpretazione della forma della vertebra). Se poi la decisione doveste prenderla prima voi, e poi un vostro amico, probabile che la pendenza sarebbe simile ma non sarebbe di certo la stessa. Proprio la scelta della vertebra diversa tra un medico e l’altro provoca gli errori più colossali che a volte si trovano in clinica, e questo dipende veramente dall’esperienza.
  4. Poi c’è il cosiddetto errore di misura. Uno dei problemi di quando abbiamo un numero è che pensiamo che questo sia per definizione preciso. Ed in effetti il numero è preciso, ma è la realtà del mondo e dell’essere umano che non è precisa, ma viene solo approssimata dal numero. Esempio: avete mai provato a salire 10 volte consecutive su una bilancia ? Avrete molto probabilmente delle misurazioni molto diverse tra loro, e queste misurazioni saranno paradossalmente sempre più diverse quanto più precisa sarà la bilancia. Se misura al grammo o al decimo di grammo il vostro peso, garantito che saranno 10 misure diverse. Se misura all’etto forse ne avrete 4 o 5, se al mezzo chilo o al chilo probabilmente 2 o 3. Questo succede anche con i gradi Cobb, ed è dimostrato che un singolo operatore molto molto esperto può arrivare a ridurre l’errore di misura a 2 gradi (quindi 3 gradi dicono che c’è stata una variazione)
  5. Infine un ultimo inganno è che si interpreta un peggioramento dei gradi Cobb come peggioramento della scoliosi, anche quando tutti gli altri parametri non sono cambiati, oppure sono addirittura migliorati. Quindi in realtà c’è un miglioramento che i gradi Cobb impediscono di vedere. Qual è allora la verità ? E’ il medico che è in grado di interpretarla e poi di comunicarla, ed il giudizio si basa ANCHE sulla radiografia, ma non SOLO su quella. Inoltre non si deve mai dimenticare che il vero confronto non è con la radiografia precedente, ma con l’evoluzione della patologia che ci sarebbe stata senza terapia. Quindi tante volte una lieve evoluzione segnala in realtà un grosso successo terapeutico, mentre altre volte la stessa lieve evoluzione è una vera sconfitta. Quindi, anche qui quello che conta è l’INTERPRETAZIONE dei gradi Cobb, che può derivare solo dalla COMPETENZA e dall’ESPERIENZA, che in questo campo sono fondamentali.

Allora cosa si deve fare ? Non misurare i gradi Cobb ? Certamente no, vanno assolutamente misurati. E se trovate un medico che non ve li misura allora non dategli retta, perchè non ha esperienza di trattamento della scoliosi.

Ma non gli si deve dare un valore assoluto come purtroppo fanno troppo spesso i pazienti, che rimangono sconvolti anche per una variazione di 2 gradi Cobb che stanno ampiamente entro l’errore di misura e quindi non possono essere considerati una variazione reale (come il cambiamento del numero ci farebbe pensare). I gradi Cobb indicano un “range”, ossia uno collocazione generale della deformità, e sarebbe molto più corretto dire scoliosi lieve, media, grave e non i singoli gradi. Ovviamente questa classificazione può essere definita dal medico solo DOPO aver misurato i gradi Cobb e non SENZA misurarli. A livello internazionale (Linee Guida di SOSORT) è stato definita questa gradazione:
  • lieve
  • medio lieve
  • media
  • medio grave
  • grave
Nella scelta finale di attribuzione il medico terrà poi conto di altri fattori oltre ai gradi Cobb. Infatti, il medico accorto valuta la casa (la scoliosi) guardando tutti gli aspetti, compreso certamente i metri quadri (i gradi Cobb) ma non limitandosi a quelli. Quindi fidatevi di chi li misura, ma non fidatevi di chi si basa solo su quelli per prendere delle decisioni.

Commenti

Commento di tommy
Il 25/01/2016 alle 11:31

Buongiorno ho una bambina di 13 anni con una scoliosi e siamo in lista per una visita in Isico, vorrei iscrivermi al blg come faccio?

Commento di Alessandra
Il 23/02/2016 alle 11:41

Buongiorno, sono mamma di una ragazza di 13 anni affetta da scoliosi,sono stata presso il vs centro due volte (dott Zaina)e devo dire che mi sono trovata benissimo. Adesso ho un problema..non riesco a far eseguire gli esercizi a mia figlia e sono stata costretta ad appoggiarmi ad un centro di fisioterapia convezionato ASL dove 2 volte a settimana la porto per fare della ginnastica correttiva. Purtroppo nel centro le fanno eseguire degli esercizi diversi da quelli che mi ha prescritto il vs fisioterapista perchè mi hanno spiegato che hanno un protocollo da rispettare. Nella zona dove viviamo non ho trovato una palestra che mi potesse aiutare.La mia domanda è la seguente: posso portare lo stesso mia figlia a visita di controllo da voi anche senza il consulto del fisioterapista, cioè ho bisogno solo della consulenza fisiatrica è possibile? L’ultimo controllo l’abbiamo fatto a luglio quindi adesso dovremmo rivederla e sarei ben felice se fosse lo stesso dott.Zaina a visitare mia figlia.Attendo un vs gentile riscontro. Alessandra

Commento di Giulia
Il 24/02/2016 alle 08:22

Buongiorno Alessandra, vuoi spiegare il motivo per cui non riesci a far eseguire gli esercizi a tua figlia? E’ un problema pratico o di volontà? Mia figlia 14 enne li fa con me 5-6 gg alla settimana e dev’essere sempre un po’ spronata ma i risultati la incoraggiano! Io fossi in te metterei da parte il centro di fisioterapia, fare altri esercizi e non quelli specifici non serve. Se è un problema di volontà parla a tua figlia, credo che abbia l’età per capire che si parla della sua salute ed è importante che faccia uno sforzo per evitare il corsetto nonchè fastidi futuri. Se è un problema pratico basta un po’ di organizzazione, noi 15 minuti ogni giorno li troviamo anche se con i compiti e gli impegni sportivi a volte dobbiamo rinunciare ad un po’ di relax serale..
In bocca al lupo ciao!

Commento di Federica Bologni
Il 01/04/2016 alle 15:43

Egr.dott Michele Romano vorrei parlare con lei telefonicamente e sapere quindi se è’ tornato dalla Cina. Cordiali Saluti Federica

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