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Quali differenze tra l’evoluzione della scoliosi e quella dell’ipercifosi dorsale?

2 novembre, 2015 (10:31) Di: Alessandra Negrini

La storia naturale della scoliosi (cioè la sua tendenza a evolvere durante la crescita) è molto diversa dalla storia naturale dell’ipercifosi dorsale.

La scoliosi idiopatica ha il periodo di maggiore aggressività e quindi di maggiore probabilità evolutiva in corrispondenza della fase di crescita più veloce dei ragazzi, quella in cui si trasformano da bambini in adulti (nelle ragazze, nell’anno che precede la comparsa delle mestruazioni e nei mesi immediatamente successivi), riducendo il potenziale evolutivo man mano che la crescita rallenta. A fine crescita poi non ci si aspetta più peggioramento, a meno che la scoliosi sia importante (può succedere quando supera i 30° Cobb a fine crescita, succede quasi sempre quando supera i 45-50° a fine crescita), in quel caso può continuare a progredire lentamente in età adulta, ma solo perchè la schiena ha perso il suo equilibrio, e tende a collassare, a cedere su se stessa avendo perso parte della capacità di sostegno, e il collasso ovviamente avviene in direzione delle curve già presenti, aggravandole.

Ben diverso è il comportamento dell’ipercifosi dorsale.

Tutti abbiamo la cifosi dorsale. Alcuni – ragazzi e adulti – possono aver un’ipercifosi, quindi una cifosi dorsale più marcata, ma finché si tratta di un atteggiamento, di una postura alterata, non la si definisce malattia. E’ pur sempre e solo una “cattiva postura”.
Inizia ad essere una patologia quando la schiena si irrigidisce in questa posizione, quando non si riesce a stare più “diritti” perchè un tratto della colonna si è bloccato, ed essendo così rigido spinge nella quotidianità la schiena in flessione, rende faticoso se non impossibile stare più su. Non riuscendo a mantenere posture migliori, ovviamente si vive sempre in ipercifosi e si crea una spirale negativa: più mi irrigidisco più sto piegato, più sto piegato più mi irrigidisco.

L’ipercifosi dorsale (e di conseguenza l’iperlordosi lombare, che quasi sempre è un compenso alla cifosi e quindi non è patologica), come la scoliosi, può comparire e peggiorare in qualsiasi momento della crescita, ma non tende come la scoliosi ad aggravarsi durante la fase di crescita veloce e di trasformazione fisica dei ragazzi. Anzi, la schiena in quel periodo è ancora “malleabile”, le possibilità di miglioramento con i soli esercizi o nei casi più importanti con l’uso di corsetti sono elevate.
La fase peggiore per l’ipercifosi dorsale è l’ultima fase della crescita, parlo di quei 2-3 anni in cui la crescita rallenta fino a fermarsi, perchè la schiena si trasforma da quella tipica dei bambini e dei ragazzi (elastica) in quella dell’adulto (molto più rigida).

Commenti

Commento di Sebastiano
Il 13/01/2016 alle 06:48

Gent.ma dott.ssa Negrini,
cosa si può fare, in età adulta (ho 36 anni) per bloccare l’ipercifosi ad un grado, diciamo, esteticamente tollerabile?
Cordialmente

Commento di Aurora
Il 27/01/2016 alle 15:37

Ciao! Mi chiamo Aurora, ho 16 anni e porto un busto ortopedico da un anno ormai. Volevo chiedere un’informazione. Dato che fra poco dovrei partire con la scuola per uno scambio culturare in Spagna volevo sapere come fare con il busto. Sono consapevole di doverlo portare, ma la mia domanda è: posso tenerlo in aereo? Se sì, devo avere un certificato medico con me? Grazie in anticipo

Commento di Fabio Zaina
Il 03/02/2016 alle 10:32

Cara Aurora,
per i viaggi aerei conviene sempre imbarcarsi con il corsetto addosso, per motivi essenzialmente pratici. Non ci sono problemi a viaggiare in aereo con il corsetto e a passare i controlli di sicurezza, soprattutto in Italia. Il certificato può far comodo, quindi potresti fartene fare uno dal tuo medico prima di partire.
Goditi il viaggio!
Fabio Zaina

Commento di Peppino
Il 11/04/2016 alle 06:24

Buongiorno,
in caso di gravissima ipercifosi in una donna di quasi 40 anni, quale terapia potrebbe essere utile, per evitare l’operazione?
Da alcune settimane non riesce più a camminare bene, sia per una sciatalgia che perché si sente “Instabile” e sbilanciata, ha paura di cadere e ha le articolazioni rigide, non so se mi sono spiegato.
Finora, ha usato pomate e fatto qualche esercizio leggero, ma non sono serviti.
A quale centro possiamo rivolgerci e quali farmaci, intanto, potrebbero essere efficaci per ridurre il dolore alle gambe?
Siamo in provincia di Pescara.
Grazie

Commento di Francesca Di Felice
Il 19/04/2016 alle 12:47

Gentile Peppino,
il caso che descrive mi fa sorgere alcune domande, prima fra tutte se si tratta effettivamente di una ipercifosi. Sono diverse, infatti, le patologie che possono associarsi ad un piegamento in avanti del tronco e che possono provocare delle difficoltà a camminare, alcune possono essere dovute a problemi muscolari o articolari, altre a problemi neurologici. A seconda della situazione, le difficoltà di movimento ed i dolori agli arti inferiori possono essere associati o possono essere secondari al problema a carico della colonna vertebrale. Non avendo una diagnosi precisa, il consiglio è quello di effettuare una visita con uno specialista di patologie della colonna vertebrale che valuti direttamente le problematiche della paziente e che, sulla base di una precisa diagnosi, indichi il percorso riabilitativo più adatto e l’eventuale terapia medica/farmacologica associata.
In bocca al lupo
Francesca Di Felice

Commento di Marta
Il 05/05/2016 alle 17:11

Caro dott.negrini sono la mamma di una ragazza di dodici anni Chiara da circa sei mesi abbiamo scoperto da una radiografia alla schiena che chiara ha una rotoscoliosi al passaggio dorso lombare sn-con essa sovraslivellamento del tetto acetabolare di sn rispetto al controlato ( circa 6mm) lieve accentuazione della fisiologia cifosi lombare questo è l esito della radiografia volevo dirle inoltre che sono stata da un ortopedico di Roma e quest ultimo mi ha prescritto un corretto Airt Braice ma durante le sua visita c’ è qualcosa che non mi convince ho visto che Isico di occupa eslusivamente di scoliosi vorrei un vostro parere per attenuare i miei dubbi mi dica lei come poterla contattare sicura di una vostra risposta mando i piu cordiali saluti

Commento di massimiliano lustri
Il 05/02/2017 alle 15:09

Salve sono il papa’ di una bimba di 7 anni affetta da cifosi dorsale molto alta, volevo sapere se il Dott Negrini visita anche a Roma, se avete una vostra sede .
grazie saluti

Commento di Livia
Il 12/05/2017 alle 20:39

Buongiorno. Mia figlia, 13 anni e qualche mese, e’ seguita da un paio di anni da un ortopedico per una lievissima scoliosi a livello lombare che e’ rimasta stabile, mentre quest’ultimo anno e’ peggiorata l’ipercifosi che da circa 35 gradi e’ passata a 45/50 tanto che l’ ortopedico che la segue ha ventilato ipotesi di un corsetto. Dovremo fare prossimamente un’altra visita per avere i dettagli. La radiografia eseguita 1 mese mostra anche una lieve inversione della lordosi cervicale. La visita ha evidenziato inoltre iniziale rigidita dorsale. Secondo la vostra esperienza che tipo di corsetto dobbiamo aspettarci? E’ proprio necessario? Mia figlia sta facendo da 1 anno ginnastica posturale e fa anche pallavolo in modo intensivo. Grazie

Commento di Alessandra Negrini
Il 23/05/2017 alle 11:56

Gentile Livia,
la scoliosi lombare può accompagnarsi a un aumento della cifosi a livello dorsale. Sulla base dei dati che elenca, è impossibile immaginare di che corsetto possa aver bisogno sua figlia, dipenderà molto dall’entità della scoliosi e della cifosi al momento della prescrizione.
Gli esercizi fisioterapici specifici possono aiutare a prevenire il peggioramento della scoliosi e dell’ipercifosi dorsale, a condizione che siano guidati da un fisioterapista esperto che applichi una tecnica la cui efficacia è stata provata. Lo sport non previene il peggioramento della scoliosi, ma permette di mantenere una buona flessibilità della colonna vertebrale e quindi di prevenire o quanto meno rallentare l’irrigidimento della regione dorsale.
La saluto
Alessandra Negrini

Commento di Livia
Il 25/05/2017 alle 11:44

Grazie per la risposta.
E’ stato prescritto un corsetto MG per 23 ore su 24 per ipercifosi che è risultata alla RX di 55 gradi. Volevo chiedere: cosa può comportare la scelta di portarlo 21 ore anziché le 23 prescritte? questo perché altrimenti non potrebbe essere praticata l’attività sportiva che attualmente mia figlia svolge. 21 ore sono comunque parecchie, e rinunciare allo sport preferito (a certi livelli la pallavolo non si può fare con il corsetto perché a volte possono esserci dei tuffi a terra per il recupero della palla) sarebbe oltremodo punitivo!
21 ore anziché 23 possono compromettere il buon esito della terapia? cosa può succedere? grazie

Commento di Salvatore Minnella
Il 05/06/2017 alle 11:39

Cara Livia,
se il collega specialista in patologia vertebrale che segue sua figlia ha ritenuto opportuno prescrivere il corsetto a tempo pieno (23h/24), come lei riferisce, evidentemente lo ha fatto in base alla valutazione clinica della ipercifosi di sua figlia. Le sue richieste sono comprensibili, ma di fronte alla prescrizione del collega io le consiglierei di parlare con lui delle esigenze della ragazza. Non procedete in ogni caso autonomamente alla riduzione delle ore, perché l’unico che ha il polso della situazione e può fare un corretto rapporto tra costi e benefici terapeutici è appunto il collega.
Sperando di essere stato d’aiuto vi invio un grosso in bocca al lupo.
Salvatore Minnella

Commento di Livia
Il 14/06/2017 alle 09:50

Nuovamente grazie per le sempre puntuali risposte.
Navigando sul vostro blog ho avuto modo di leggere molti post sulla scoliosi, meno sull’ipercifosi giovanile. In generale, potreste spiegare quali sono i parametri sulla base dei quali si prescrivono determinate ore di indossamento del corsetto – in modo particolare per l’ipercifosi se possibile? (Leggo infatti che si va da un minimo di 18 fino a 23 al giorno e che sotto le 18 ore il corsetto non avrebbe efficacia.
Disattendere le ore prescritte ma sempre al di sopra delle 18/20 ore giornaliere cosa comporta? Inefficacia totale, efficacia parziale, altro? Avete dati/studi al riguardo? Serve comunque o sarebbe a questo punto un sacrificio del tutto inutile? grazie

Commento di Alessandra Negrini
Il 16/06/2017 alle 12:54

Gentile Livia,
è impossibile sapere quale sarà l’effetto dell’auto-riduzione delle ore di indossamento del corsetto in ogni caso singolo. Grazie agli studi si raccolgono i dati di un gruppo di pazienti, che permettono di calcolare dei valori “medi”. Questi valori rappresentano sì tutta la popolazione, ma la maggior parte dei pazienti in realtà se ne discosta. E’ quindi impossibile calcolare a priori con certezza su ogni singolo paziente sia l’effetto del trattamento, sia l’effetto di una terapia seguita solo parzialmente.
Quello che le posso garantire però è che tutti gli studi più seri e autorevoli condotti finora concordano che alla riduzione delle ore di indossamento del corsetto corrisponde una riduzione dell’efficacia della terapia.
Il mio consiglio ai ragazzi che presentano queste patologie e alle loro famiglie è di non disperdere energie cercando l’algoritmo migliore, ma di impegnarle tutte nell’affrontare il problema nel migliore dei modi, considerando come nemico la patologia e non il corsetto che permette di sconfiggerla.
La saluto
Alessandra Negrini

Commento di Stefania
Il 16/06/2017 alle 15:53

Gentile dott. Negrini,
ho una figlia di 13 anni a cui lo scorso anno è stata diagnosticata una scoliosi di 21 gradi di tipo dorsale concessa a dx. Le è stato quindi prescritto un corsetto Lionese che, secondo prescrizione medica, è stato indossato circa 15 ore al giorno, dalla mattina, per andare a scuola, fino alla sera prima di andare a letto. dopo un anno le radiografie hanno evidenziato un peggioramento notevole da 21 gradi a 32. È stato per noi difficilissimo accettare questo risultato.Preetto che dalla diagnosi all’inizio della cura sono passati circa tre mesi e che già dopo pochi mesi di corsetto io stessa mi ero accorta del eggioramento, notando, nelpiegamento in avanti, un gibbo più alto, mentre il dottore faceva i complimenti a mia figlia per la perseveranza nell’uso del corsetto. Più in là, essendo il corsetto venuto piccolo, il medico, dicendo me prescrivere uno nuovo, ha optato per lo Cheneau, che con l’inizio del caldo, mia figlia ha indossato di meno. A maggio scorso però questa radiografia aveva già evidenziato il peggioramento. Non so cosa pensare. Il corsetto è fatto male? Le ore prescritte erano troppo poche? Fatto sta che da una scoliosi lieve e recuperabile si è passati ad un’altra più grave e più difficile da tenere sotto controllo. n mi riesco a dare pace per quanto accaduto. Martedì farò un consulto da un nuovo dottore e intanto mia figlia sta indossando il corsetto (che spero sia quello giusto) per 23 ore, dietro MIA prescrizione. Quando fa equitazione (due volte a settimana) lo toglie e tra inizio, ritorno a casa e doccia perde due ore. Questo comporta qualche rischio? Ho letto che per le curve sopra i 32 gradi, nn si deve scendere sotto le 23 ore giornaliere. Spero in una sua risposta. Grazie

Commento di Alessandra Negrini
Il 21/07/2017 alle 15:04

Gentile Stefania,
quando malgrado la terapia in corsetto la scoliosi peggiora, ci sono varie spiegazioni possibili.
Riguardo al corsetto, ci si può chiedere: è stato ben costruito? E’ stato ben collaudato? E’ stato indossato per un numero di ore sufficiente? Lei stessa dice che sua figlia l’ha indossato in modo discontinuo, e già questo potrebbe essere sufficiente a giustificare il peggioramento. Studi autorevoli hanno dimostrato di recente che uno dei fattori che influisce maggiormente sui risultati ottenuti con la terapia in corsetto è proprio la quantità di ore per cui viene indossato.
Solo il medico specialista che vi segue può decidere se accordare a sua figlia il permesso di togliere il corsetto per 2 ore per praticare equitazione. In questo momento dovete essere estremamente precisi nel seguire le sue indicazioni, con l’obiettivo di arrestare l’evoluzione della scoliosi.
La saluto
Alessandra Negrini

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