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Il Piccolo principe e la morte prematura

21 ottobre, 2013 (13:03) Di: Salvatore Minnella

C’ era una volta un piccolo principe.
A otto anni scoprì che la sua colonna era affetta da scoliosi.
Nella sfortuna della malattia ebbe la fortuna di essere preso in cura da colui che è stato uno dei più grandi medici, in Italia, esperti di tale patologia: il dottor Sibilla. Il piccolo principe fu accompagnato, grazie a varie terapie (gesso, seguito dal corsetto e dagli esercizi specifici fisioterapici), fino all’età della maturità ossea, in una situazione di buon equilibrio della sua colonna nei tre piani dello spazio e dal punto di vista estetico, questo nonostante il valore finale, in gradi Cobb, della sua scoliosi (attorno ai 50°).
I risultati del trattamento conservativo avevano trasmesso all’ormai ‘ex piccolo principe’ una sicurezza tale per cui egli non sentì più il bisogno di effettuare dai 21 anni in poi alcun controllo clinico della sua schiena: conduceva una vita del tutto normale tra attività lavorativa, attività sportiva e relazioni sociali, senza che alcun mal di schiena lo affliggesse.
Qualche settimana fa, all’età di 30 anni, “l’ ormai ex piccolo principe” si è sottoposto a visita specialistica presso il mio ambulatorio. Era intimorito dal camice bianco: dai suoi atteggiamenti traspariva un’ansia di fondo, di cui all’inizio non riuscivo a cogliere il motivo. Sembrava quasi spaventato a priori dal giudizio clinico che io avrei espresso in seguito. Mentre chiedevo percepivo la sua insofferenza, come un rumore di fondo, di cui non riuscivo a cogliere la sorgente finché non ho posto la domanda giusta: ”Ha mai fatto altre visite di controllo in questi anni?”. A quel punto il nostro “ormai ex piccolo principe” si è sciolto in un racconto liberatorio, dicendomi che lo scorso anno era stato da una dottoressa che si occupa di Chirurgia Vertebrale. La specialista, alla sua domanda ripetuta due volte circa le prospettive che lo attendevano nel caso in cui non si fosse sottoposto a intervento chirurgico, gli aveva intimato, spazientita, che, se proprio preferiva sentirselo dire, il suo futuro sarebbe stato caratterizzato da una morte prematura… Il paziente aveva dunque vissuto, nell’ultimo anno, con questo enorme macigno sulle spalle e non avendo strumenti adeguati, per sopportare questo peso, era ricorso all’uso terapeutico di farmaci per sedare l’ansia e garantirsi una qualità di vita, che si potesse definire accettabile.
Al termine della visita, dopo aver cercato di tranquillizzarlo in tutti i modi sulla non fondatezza del presagio prospettatogli e sperando, in cuor mio, di esserci riuscito, ho iniziato a chiedermi cosa possa spingere uno di noi, specialisti in patologia vertebrale, a esprimere un giudizio tanto duro quanto infondato sul futuro di un nostro paziente.
“ I pazienti con scoliosi idiopatica adolescenziale e le loro famiglie sono spesso scossi a causa di disinformazione circa la loro patologia e i suoi effetti ultimi sulla loro vita”. Così concludeva Weinstein il suo importante studio prospettico, durato 50 anni, sulla storia naturale evolutiva della scoliosi, tuttora un riferimento imprescindibile in letteratura. Weinstein ci ha dimostrato come solo in rarissimi casi, comunque per curve superiori ai 100° e con apice toracico, il paziente con scoliosi può essere considerato a rischio aumentato di complicanze cardiorespiratorie fatali.
Il nostro piccolo principe può dormire sonni tranquilli d’ora in poi: di morte prematura…a causa della scoliosi…non si muore!

Commenti

Commento di Cristina76
Il 24/10/2013 alle 17:47

Io non ho parole..sono veramente allibita!!!Pensavo che cose del genere succedessero solo ai miei tempi e solo al sud,che di solito é famoso per episodi di malasanitá(perché questa é malasanitá)!!É sbagliato non fare i nomi di questi soggetti che da medici hanno solo la laurea,perché si da loro la possibilitá di continuare a far del male a persone di tutte le etá,che hanno giá sofferto abbastanza e che quando si rivolgono a un medico é perché hanno bisogno sì di un consulto con uno “specialista”,ma spesso anche di una parola di conforto! a quanto pare però é sempre più difficile trovare doti umane,soprattutto in quelli che vengono definiti “luminari” nei vari campi.É mai possibile che non si rendano conto dei danni che possono fare??
Spero che questo ragazzo riesca adesso a guardare avanti con tranquillità ed obbiettività,con l’aiuto di uno staff come quello di Isico:-)

Commento di tiziana
Il 19/12/2013 alle 12:14

salve,mia figlia Francesca di 12 anni ha la scoliosi ed indossa il corsetto da 6 mesi aveva cominciato a fare gli esercizi che ha abbandonato da subito sia con che senza corsetto anche un po spinta dal fatto che essendo dislessica fa fatica a capire le procedure e i movimenti che deve fare soprattutto da sola.Quindi mi chiedevo se per questi tipi di problematiche avete approcci differenti e se nel contempo tenete conto anche dei piedi,mi hanno detto che ha i piedi piatti,e della muscolatura,lei ha sempre fatto fatica nello scappare e noto anche nel masticare e come se non riuscisse a gestire la bocca mentre mangia.Tutto cio puo essere correlato in una qualche maniera?Il fisiatra mi ha parlato di un gene responsabile di una crescita irregolare delle ossa e sono non lo nego preoccupata e vorrei piu risposte professionali.Grazie.

Commento di EmAp
Il 21/12/2013 alle 13:39

Ma sono l’unico che dopo aver subito un intervento di scoliosi riesce a fare tutto? riesco ad abbassarmi fino ai piedi tenendo le gambe dritte, a correre e pure a fare qualunque attività fisica.
forse l’unica cosa che non riesco a fare è quella di inarcare la parte lombare della schiena

Commento di Salvatore Minnella
Il 02/01/2014 alle 09:21

Buongiorno sign. Tiziana,
le scrivo per dirle che noi di Isico diamo estrema considerazione all’importanza dell’esercizio fisioterapico specifico nel trattamento della scoliosi. Non abbiamo però un iter altrettanto specifico per i pazienti con dislessia. C’è da dire che forniamo ai pazienti anche il materiale filmato, cui affidarsi nel caso di problemi durante l’esecuzione dell’esercizio stesso e probabilmente, nel caso di un soggetto dislessico, l’imput visivo potrebbe essere di aiuto.
Per ciò che attiene i piedi piatti inoltre signora non vi è alcun rapporto scientificamente dimostrato tra tale dismorfismo dei piedi e la scoliosi appunto. Infine la causa prima della scoliosi non è stata ancora dimostrata, chiaramente il fattore genetico sarebbe imputato di un ruolo, ma azzardare l’ipotesi che un singolo gene sia alla base della deformità ossea, sembra attualmente lontano dalla verità.
Sperando di averle chiarito un po’ le idee,
Le invio un grosso in bocca al lupo ed un augurio di Buon Anno.
Salvatore Minnella

Commento di Maria Teresa Danese
Il 14/01/2014 alle 09:56

Buongiorno,
scrivo per chiedere chi sono le eccellenze italiane per la chirurgia della colonna in etè evoluta??? io ho 55 anni e mi porto una scoliosi da bambina o poco più………
ho condotto una vita normale, ho avuto due figli, ma ora spesso soffro e mi blocco prendo tanti farmaci contro il dolore……. tutti mi dicono che devo forse fare qualcosa ………magari operarmi proprio per il futuro e per la qualità della vita ma, io non so da dove iniziare, in che centro andare. sono stata presa per tanti anni dalla mia famiglia affrontando dolori infiniti….come la perdita di un figlio, nato con una cardiopatia congenita, ho lottato tanto e quando finalmente tutte si è risolto……..si era anche appena laureato in architettura mi ha lasciato per arresto cardiaco………….improvvisamente tre anni fà………….. per caso l’anno successivo mi è arrivata una piccola bimba in affido che ora ha quasi 3 anni e, forse è giusto che io stia bene anche per lei…………grazie a chi volesse aiutarmi.

Commento di angela
Il 14/01/2014 alle 11:09

Signora Maria Teresa le consiglio di fare una visita presso un centro Isico vicino casa sua.
Tanti auguri per tutto.

Commento di stefania
Il 03/07/2014 alle 09:36

Mi ritrovo molto nelle vicende del Piccolo Principe: in questi anni hoi sempre combattuto le mie battaglie da sola, con la mia meravigliosa famiglia accanto. Mi presento: ho 43 anni, dagli 8 ai 18 circa ho portato 2 anni di gessi, 6 di corsetto lionese + ginnastica correttiva, infine ho dedicato altri 2 anni all”allontanamento” dal busto, intensificando la ginnastica correttiva . Attualmente vivo a Torino, lavoro ad Alba (CN), non ho avuto mai gravidanze. La mia patologia: una scoliosi idiopatica dorso lombare sinistra di circa 60 gradi, con compensazione superiore di circa 35 gradi e gibbo, curata bene dal dott. —(ora non più operativo) presso la — . Infatti, grazie alle cure e alla mia scrupolosità nell’eseguirle, non ho mai sofferto di particolari mal di schiena e ho ottenuto discreti risultati a livello estetico. Ultimamente pero’ ho dolore nella zona dove c’è la mia curva più imponente, e esteticamente mi si vede sempre di più l’asimmetria dei fianchi e la “gobba” verso la parte superiore della schiena. Pertanto vorrei valutare se qualche terapia fisioterapica molto mirata, o l’intervento, o un ulteriore corsetto, potrebbero giovarmi, ma non so proprio a chi rivolgermi nè con chi confrontarmi.
In questi anni ho fatto lastre ogni 2-3 anni in cui nel referto mi si diceva che la mia scoliosi è stabile, ma non ho piu’ interpellato specialisti, ed ora vorrei capire, attraverso il supporto degli specialisti ISICO e le vive testimonianze di chi condivide il mio problema, chi possa aiutarmi nel modo piu’ efficace… Grazie anticipatamente, con tutto il cuore, e buona giornata a tutti!!

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