…….buona notte!

19 luglio, 2012 (10:56) Di: Alessandra Negrini

Cara Cecy,
tieni presente che i bambini non hanno mai problemi anche se dormono su qualcosa di estremamente rigido, ma solitamente gli adulti gradiscono un materasso più accogliente. Questa tendenza si accentua col passare degli anni. Ovviamente, il materasso non deve “imbarcarsi” (le doghe sono ottimali per dargli una buona stabilità), ma deve accogliere il corpo e non respingerlo. Detto questo, ognuno di noi ha le proprie caratteristiche e le proprie preferenze, per cui non esiste una regola uguale per tutti, come non esiste un materasso perfetto per tutti.
C’è un modo per capire se i dolori al risveglio sono provocati da un materasso inadeguato (e non dal fatto di essere rimasti quasi immobili per tante ore): se quando si dorme su un letto diverso, un po’ più o un po’ meno rigido – in vacanza, o facendo scambio di letto con un familiare per fare un esperimento – i dolori tendono a scomparire o a peggiorare in modo significativo, è davvero possibile che la consistenza del materasso influisca sui sintomi. Poi, il tipo di dolore che si avverte quando si è dormito su un letto troppo rigido, è una sensazione di essere tutti ammaccati quando si fanno i primi movimenti dopo essersi alzati, che scompare entro pochi minuti con il movimento.
Non do volutamente indicazioni su quale sia il tipo di materasso migliore, in commercio la scelta è fin troppo ampia e la spesa che si affronta è spesso notevole, per cui l’ideale è farsi consigliare da personale competente che dia consigli che tengano presente le caratteristiche dell’individuo. Nella consapevolezza che un materasso (ma anche un cuscino), per quanto inadeguato, non potrà mai far peggiorare o migliorare una scoliosi.
Anche per quanto riguarda il cuscino, ognuno deve lasciarsi guidare dalle proprie sensazioni: un cuscino troppo alto o troppo basso difficilmente provocherà problemi, ma se i problemi già ci sono – per esempio dolori cervicali che compaiono anche di notte e/o al risveglio – allora vale la pena di capire come modificare il proprio guanciale per essere più confortevoli e non risvegliare i sintomi.
Chi dorme prevalentemente sul fianco deve avere un cuscino piuttosto alto, perché la testa sia ben sostenuta e non cada. Chi dorme prevalentemente a pancia in giù può usare un cuscino basso (ma la posizione a pancia in giù spesso è mal tollerata da chi soffre di dolori cervicali). Chi dorme prevalentemente supino (a pancia in su) deve avere un cuscino di altezza adeguata, in base alle curve fisiologiche della colonna: se ha la cifosi dorsale un po’ accentuata sarà meglio avere un cuscino più alto, perché la testa non cada indietro. Se la cifosi dorsale è ridotta, sarà meglio un cuscino più basso, perché la testa non si pieghi troppo in avanti. Per capire se l’altezza del proprio cuscino è adeguata, basta stendersi a pancia in su, appoggiare la testa sul cuscino e verificare se il viso è più o meno parallelo al soffitto: se cade indietro il cuscino è troppo basso, se si piega in avanti è troppo alto.
E’ meglio che il cuscino sia di un materiale morbido, accogliente, in modo che la testa sprofondi un po’ nel cuscino e in questo modo si arrivi ad appoggiare sul cuscino anche il collo. Tante persone trovano comodo rimboccare un po’ il cuscino ripiegandolo sotto al collo: meglio il collo appoggia sul cuscino, più i muscoli cervicali che sono già in tensione durante il giorno per sostenere la testa riusciranno rilassarsi di notte.
Per quanto riguarda i cuscini sotto alle gambe, effettivamente modificano in modo sensibile la postura e non sempre la schiena li tollera. Di nuovo, chi non avverte fastidi di notte e al risveglio non deve mai temere di provocarsi patologie o peggiorare quelle che ha già a causa della posizione del sonno: il nostro corpo parla ed è sufficiente ascoltarlo, e se non si lamenta vuol dire che tollera. Se si dorme con le gambe rialzate e di notte o al mattino si hanno fastidi alla schiena, basta provare a dormire in posizione normale con le gambe allineate al busto e veder se va meglio. Se così fosse, o si arriva a una posizione di compromesso (sollevando le gambe solo di poco), o si trovano altre soluzioni per aiutare la circolazione sanguigna (es. attività fisica regolare).
Infine, i famosi cuscini “ergonomici”, “per la cervicale” sono costruiti seguendo principi corretti, ma… guardatevi attorno e vedrete che di quelli c’è troppa scelta: più alti, meno alti, più rigidi, meno rigidi, dei materiali più disparati… prima di qualsiasi acquisto, visto che per capire se un guanciale è comodo e adatto bisogna utilizzarlo almeno per una settimana, meglio fare qualche esperimento in casa propria, adattando il proprio per esempio aggiungendo un cuscinetto basso per rialzarlo e capire se con un cuscino più alto si dorme meglio, provando a dormire con un cuscino di tipo diverso usando quello di un familiare o un cuscino di scorta che abbiamo nell’armadio… Insomma prima di acquistare rischiando di sbagliare, meglio sperimentare, e non si sa mai che non occorra acquistare nulla ma semplicemente si riesca ad adattare il proprio cuscino fino a sentirsi comodi.
Se da un lato spero di averti tranquillizzata dandoti la certezza che materassi e cuscini non provocano o peggiorano le patologie, dall’altro concordo pienamente che certi piccoli accorgimenti possano modificare a volte anche in modo sostanziale la qualità della nostra vita.
Spero di aver chiarito i tuoi dubbi, un caro saluto
Alessandra Negrini

Commenti

Commento di mamma preoccupata
Il 23/07/2012 alle 21:57

Buonasera, Dott. Zaina. Ho una figlia di 11 anni che pratica il nuoto sincronizzato a livello agonistico, 3 ore al giorno per 5 giorni alla settimana. Ho appena fatto una visita questo pomeriggio dalla mia fisiatra di fiducia, a seguito di segnalazione da parte della pediatra. Risultato: gibbo lombare sin scoliometro 4′, squadra 3mm….. Dismorfismo del rachide dell’età evolutiva. Mi ha consigliato, visto le mie ansie, di effettuare una visita nel Vs. centro, soprattutto per capire se mia figlia potrà continuare lo sport che ama tanto e per il quale ha fatto molti sacrifici da tre anni. Inoltre ho voluto anticipare la radiografia che mi consigliava, magari dopo il px controllo tra 3 mesi, sempre per la mia preoccupazione che il troppo sport non possa peggiorare la situazione. Potrebbe essere così? Inoltre sono molto preoccupata, perché leggendo i commenti dal blog, ho notato alcune somiglianze dei sintomi che ha mia figlia, nelle ragazze che hanno descritto come è iniziato per loro il calvario. Sono molto preoccupata, non vedo l’ora di incontrarla, ho fissato una visita da Lei per i primi di agosto. Mi potrebbe anticipare se lo sport che sta praticando può aver causato o causare problemi alla schiena? Le chiedo questo, anche perché è stata seguita per due anni, fino a 4 mesi fa, da un’istruttrice che secondo me “spingeva troppo”: usava persino una cintura di due kg di peso in acqua, che con la sabbia bagnata diventatava di non so quanti kg. Per fortuna abbiamo cambiato allenatrice!! Ora le ore sono le stesse, ma il lavoro mi sembra migliore e proporzionato all’età della ragazzina. La ringrazio inanticipo. Una mamma preoccupata…..

Commento di Fabio Zaina
Il 27/07/2012 alle 12:04

Cara Signora,
da quanto ho capito, per ora la sua fisiatra le ha solo segnalato la presenza di un gibbo, che di per sé non significa avere la scoliosi, ma che c’è il rischio di averla. Quindi direi che è prematuro per adesso preoccuparsi più del dovuto.
Come commento generale allo sport, non è nostra abitudine proibirlo, anche quando non particolarmente idoneo, ma al limite scegliamo una terapia un po’ più aggressiva per permettere ai ragazzi di curarsi bene e proseguire con lo sport che amano.
In ogni caso potrò darvi un consiglio personalizzato solo quando vi vedrò.
Cordiali saluti
Fabio Zaina

Commento di gina
Il 27/07/2012 alle 13:34

Gentile dottor Negrini ho una bambina di 11 anni che indossa il busto chenau da 1 anno e mezzo ha una scoliosi di 40°gradi toracica convessa destra il busto lo porta per 22 ore al giorno in un anno e mezzo la situazione è stazionaria secondo lei mia figlia riucsira a recuperare e per quanti anni dovra indossarlo? I medici che la seguono non me lo dicono.
In attesa di una sua risposta cordiali saluti

Commento di Monia Lusini
Il 31/07/2012 alle 10:22

Buongiorno Sig.ra Gina,
purtroppo in alcuni casi, dove le scoliosi sono molto aggressive, riuscire a mantenere la stabilità evitando un ulteriore peggioramento è già un successo. Non so dirle se sua figlia riuscirà a recuperare, questo dipende da quanto è aggressiva la sua scoliosi, dall’efficacia del corsetto che indossa e dalla fisioterapia specifica che esegue. Purtroppo la terapia va eseguita fino alla maturità ossea completata, che si verifica con il metodo Risser, ovvero una scala da 0 a 5 che ci permette di capire a che punto si trova la crescita ossea di sua figlia. Generalmente il passaggio da 0 a 1 è quello più critico per la scoliosi, dove abbiamo una spinta puberale massima che non sappiamo però prevedere con esattezza.
Spero di aver risposto alle sue domande in maniera esaustiva
Cordiali saluti
Monia Lusini

Commento di gina
Il 31/07/2012 alle 19:09

intanto grazie per la sua risposta volevo approfittare per porle ancora alcune domande lo specialista che segue mia figlia ha detto che non c’e bisogno di fare anche fisioterapia e dopo vorrei chiederle se il metodo risser viene eseguito sempre dallo specialista io spero che mia figlia abbia superato il passaggio da 0 a 1 complimenti per il vostro blog siete un aiuto per tutte noi mamme

Commento di Monia Lusini
Il 02/08/2012 alle 15:56

La ringrazio Signora! Il nostro intento è proprio quello di dare un sostegno ed un aiuto sia ai pazienti sia ai familiari di chi si trova a dover affrontare un percorso terapeutico lungo e spesso poco chiaro come quello della scoliosi.
Gli esercizi sono fondamentali da associare al trattamento in corsetto per due motivi: aiutano a migliorare la correzione in corsetto e servono a mantenere un buon tono muscolare del tronco, in quanto molte ore di corsetto al giorno tendono a renderla ipotonica. Un buon tono muscolare del tronco è poi fondamentale per prevenire eventuali mal di schiena soprattutto nel periodo di graduale rimozione del corsetto (sua figlia non vivrà per sempre dentro un corsetto!!!!) limitando anche la perdita di correzione che si può verificare in fase di abbandono.
Il calcolo del Risser deve essere sempre stimato dallo specialista proprio per sapere quanto resta da crescere alla ragazza e di conseguenza poter stimare sia i rischi di peggioramento che i possibili miglioramenti che ci potranno essere nel corso della terapia.
Spero di essere stata esaustiva nelle risposte,
Cordiali saluti
Monia Lusini

Commento di Santina
Il 02/08/2012 alle 16:54

Circa 3 mesi fa, a mia figlia, di 14 anni, è stato prescritto dal medico ortopedico un corsetto tipo “lionese” e degli esercizi correttivi presso un centro specializzato, per una scoliosi che le ha provocato la fuoriuscita della scapola dx formando un gibbo. Al primo controllo, il medico gle ha prescritto una modifica, facendo applicare al corsetto una “spinta” per far rientrare detto gibbo.
Da allora, mia figlia accusa forti dolori al coccige e vorrei sapere se il tutto è correlato a detta modifica in quanto prima di questa, non accusava alcun fastidio.
Vorrei sapere se mia figlia deve continuare ad indossare il corsetto.

Commento di gina
Il 03/08/2012 alle 06:39

La ringrazio dottoressa per le sue risposte che sono state molto chiare

Commento di Sabrina Donzelli
Il 06/08/2012 alle 11:31

Gentile Signora Santina,
quando il corsetto dà problemi è sempre meglio parlarne con il medico che l’ha prescritto e costruito insieme al tecnico ortopedico. In base a quanto scrive non posso dirle con certezza se i dolori che riferisce sua figlia sono correlabili alla spinta del corsetto, però non deve smettere di indossarlo, in quanto rischierebbe di perdere i risultati ottenuti finora, vanificando i sacrifici fatti. Quindi contatti il tecnico ortopedico e il medico che vi segue, in modo tale che qualora fosse necessario, il corsetto possa essere modificato e non dare più questi fastidi. Non ha scritto quanto tempo è passato dalla modifica, alcuni dolori da spinta sono normali nei primi 15 giorni di indossamento, in ogni caso il vostro specialista di fiducia saprà darvi le indicazioni del caso.
La Saluto Cordialmente
Sabrina Donzelli

Commento di Manuela
Il 27/08/2012 alle 10:24

Buongiorno dott. Stefano,
avevo scritto qualche tempo fa a proposito dell’utilità del corsetto Milwaukee che ho portato circa 30 anni fa (dai 14 ai 18). Oggi ne ho 48 (e sono in menopausa da 4) e oltre ad avere nel tempo riguadagnato la stessa curva (che è una S Italica) , superandola, sono oltre i 50 gradi di angolo di cob il vero problema sono i dolori che definirei ‘itineranti’. Esempio: ho avuto per qualche mese una fitta lancinate nella zona lombare che rendeva molto dolorosa anche una semplice coda alla cassa di un supermercato poi scomparsa, ma poco dopo noto una profonda piega della pelle, che non c’era, sotto l’ascella (come se la cassa toracica si fosse ruotata) e ora quando mi sdraio è come se avessi delle costole rotte (altri forti dolori) nella zona dorsale posteriore e ci metto almeno 1 ora a prendere sonno e mi sveglio di continuo.
Il mio fisioterapista dice che purtroppo la mia schiena è instabile , io sono un pò stanca e faccio fatica a stare dietro a questi continui cambiamenti, il mio destino è davvero quello di convivere il resto della vita con questi dolori ? Non c’è nulla che io possa fare? Mi consigli la prego ! Purtroppo sto la maggior parte della giornata seduta e lavoro con il pc però qundo posso vengo al lavoro a piedi e cerco di camminare per il poco tempo libero che ho e faccio fisioterapia regolarmente… Grazie in anticipio per la gentilezza e comprensione che sempre riserva a noi tutti.

Commento di Sabrina Donzelli
Il 30/08/2012 alle 10:47

Gentile Manuela,
purtroppo le scoliosi importanti come la sua possono dare disturbi e soprattutto possono progredire ulteriormente anche nell’età adulta. Troppo spesso, purtroppo, i pazienti adulti con curve scoliotiche importanti si sentono dire che non c’è molto da fare, ma non è proprio così!
La sua schiena è instabile proprio a causa della scoliosi, ma nella maggior parte dei casi esercizi specifici, eseguiti con regolarità riducono gli episodi dolorosi, migliorano la capacità di tollerare la postura eretta e arrestano o rallentano l’evolutività della scoliosi. Le linee guida internazionali prevedono che gli adulti con scoliosi importanti si tengano sotto controllo con una radiografia del rachide in toto sotto carico ogni 3-4 anni, e controlli medici regolari, ogni 1-2 anni, in questo modo si possono prevenire gli eventuali peggioramenti delle curve. Qualora si riscontri una progressività della scoliosi è necessario intervenire con esercizi specifici impostati da un terapista esperto nel trattamento della scoliosi dell’adulto. Tali esercizi andranno eseguiti con regolarità e rinnovati almeno ogni due tre mesi. Se ci sono dolori associati il piano di trattamento potrebbe essere diverso richiedendo un impegno iniziale maggiore con sedute almeno ogni 15 giorni.
Nei casi simili al suo, sussiste ancora la possibilità dell’intervento chirurgico, che però presenta alcuni pro, ma ovviamente alcuni contro; vantaggi a svantaggi vanno valutati attentamente con l’aiuto di un chirurgo esperto di chirurgia vertebrale, per fare una scelta terapeutica ben ponderata e cosciente.
Resta sottinteso che ogni caso è a sè e una visita è indispensabile per esprimere giudizi sul suo specifico caso.
Le faccio tanti auguri
Cordialmente
Sabrina Donzelli

Commento di Manuela
Il 31/08/2012 alle 09:44

Gentile Dott.ssa Donzelli,
prima di tutto grazie per la sollecita risposta e poi la domanda che sorge spontanea è : abitando vicino a Varese non è un problema venire a Milano per una visita presso di voi mentre potrebbe esserlo venirci per quanto riguarda le terapie perchè ci sono già passata da ragazzina e ricordo cosa ha significato per me e per i miei venire a Milano al Don Gnocchi .. ed oggi con la situazione lavorativa che ci troviamo ad affrontare è ancora più difficile e poi c’è anche la mia famiglia , quindi le chiedo se c’è qualche centro o qualche terapista esperto a Varese a cui mi posso rivolgere ? Grazie mille.

Commento di Sabrina Donzelli
Il 10/09/2012 alle 14:03

Cara Signora Manuela,
le esigenze lavorative e familiari rendono sicuramente difficile la vita a chi deve eseguire regolarmente esercizi per la propria salute fisica, soprattutto se ci si deve spostare molto da casa; ma i pazienti di ISICO non si recano presso la sede così spesso come si è soliti pensare. I nostri terapisti esperti si dedicano alla valutazione del paziente ed alla stesura di un piano di trattamento specifico per il singolo caso, ed insegnano al paziente gli esercizi, per questo la seduta dura fino a due ore; poi viene rilasciata una guida per poter eseguire gli esercizi in autonomia o sotto controllo (ma comunque vicino a casa) a seconda delle esigenze personali di ogni singolo. Quindi l’impegno da parte sua sarebbe per le visite (generalmente ogni sei mesi) e per apprendere gli esercizi, la frequenza è variabile a seconda delle esigenze può andare da una seduta ogni 10-15 giorni a sedute ogni mese circa.
Cordialmente
Sabrina Donzelli

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