Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
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C’era una volta il gesso!

24 gennaio, 2011 (13:26) Di: Michele Romano

Il gesso è un supporto rigido che viene plasmato attorno a qualcosa che si è rotto e che grazie all’immobilità forzata aiuta la riparazione del danno. Nell’immaginario di ognuno di noi il gesso sta intorno a una gamba, o al massimo avvolge un braccio.
Eppure, a volte, il gesso può essere usato per avvolgere anche il tronco allo scopo di immobilizzare in posizione corretta una colonna vertebrale deviata. L’intenzione è quella di usufruire della notevole pressione generata dalla rigidità del materiale sulle parti di tronco sporgenti o non omogenee per ottenere una decisa correzione. L’idea è quella di ottenere subito un grosso miglioramento e poi controllarlo con i corsetti rigidi.
In effetti questa cosa sembra proprio succedere. Se uno guarda la radiografia di controllo che viene effettuata subito dopo il confezionamento di un corsetto gessato resta mediamente stupefatto del risultato. L’immagine generalmente mostra delle curve incredibilmente dolci che si sono sostituite ai tornanti stretti disegnati dalla colonna vertebrale che si vedevano sulla radiografia fatta senza il gesso.
Anche i diretti interessati o i parenti che guardano la radiografia sono indotti a pensare, con un misto di gioia e incredulità: “Finalmente risolto il problema!”
E anche a me è successo così le prime volte che ho visto i risultati.
E forse è stato proprio questo che ha amplificato la delusione quando, una volta tolto il gesso dopo il periodo di immobilizzazione (in genere due periodi di tre mesi) e messo il corsetto rigido che costituisce il prosieguo del trattamento assistevo, nei miei pazienti, alla progressiva e inevitabile perdita del fantastico miglioramento di cui ero stato testimone.
Ma cosa succede allora? Normalmente, una volta tolto il sostegno del gesso la colonna tende a tornare nelle condizioni di partenza. Questo collasso viene parzialmente controllato dal corsetto rigido che viene indossato subito dopo ma costringe a rivedere molto al ribasso i conti finali del miglioramento.
In effetti, per quel che è la mia esperienza, la grossa spinta correttiva ottenuta inizialmente con il periodo in gesso non offre particolari speranze di miglior risultato finale se confrontato con un programma di trattamento effettuato da subito con un buon corsetto rigido.
Qualche tempo fa abbiamo provato a verificare questa ipotesi e, addirittura, i risultati sono stati migliori nel gruppo di pazienti che avevano da subito messo il corsetto senza fare il periodo iniziale con il gesso (LINK).
Cosa dire? I programmi di trattamento conservativo di scoliosi importanti che prevedono un primo periodo di gesso non sono lo standard anche se ci sono realtà sanitarie che lo adottano come protocollo. Queste strutture non sono molte ma hanno, generalmente, tradizioni di buoni risultati molto consolidate.
Probabilmente il gesso è utile in alcune situazioni e inutile in molte altre. Non abbiamo dati per fare correttamente questo distinguo.
Se si esclude l’estetica e i comprensibili problemi di gestione quotidiana (lavarsi, muoversi agevolmente…) il gesso non dà problemi collaterali importanti, anche se si sono verificati casi molto rari di una complicanza vascolare con effetti anche drammatici.
Per quello che sappiamo il gesso può essere efficacemente sostituito con un valido corsetto rigido fatto a regola d’arte.
Probabilmente si tratta di uno strumento terapeutico che sta arrivando al termine della sua parabola di utilizzo. Sono decenni che non ci sono evoluzioni nelle modalità di costruzione mentre per i corsetti rigidi c’è una costante ricerca di ipotesi correttive alternative e di miglioramento tecnologico.
Probabilmente, nei prossimi anni, per gli adolescenti il termine gesso sarà associato sempre più solo a un malaugurato incidente sugli sci o a un innocuo bastoncino usato per meno dolorose ma più stressanti interrogazioni orali da subire alla lavagna.
Michele Romano

Commenti

Commento di paola
Il 25/01/2011 alle 10:38

Ce lo auguriamo davvero tutti. Speriamo davvero che il trattamento della scoliosi tramite corsetto gessato passi alla storia…

Commento di Roberta
Il 26/01/2011 alle 16:39

Sarebbe bellissimo. Il corsetto gessato è veramente difficile da sopportare e da accettare. Credo sia stato l’anno più lungo della mia vita quando l’ho portato…

Commento di caterina
Il 15/02/2011 alle 16:14

Buongiorno, premetto che io ho già scritto e di grande aiuto è stato il confronto su questo blog per accettare il corsetto il cui uso grandi benefici ha prodotto, riassumo la mia storia: sono la madre di una ragazzina di 14 anni compiuti a dicembre alla quale e’ stata riscontrata nel mese di gennaio 2010 una scoliosi dorso lombare. La diagnosi dell’esame del rachide in toto ortostatismo e’ la seguente:
scoliosi ad S italica del rachide dorso lombare senza dismetria del bacino ne’ degli arti inferiori. Non apprezzabili alterazioni morfologiche strutturali a carico dei metameri esaminati. Spazi intertersomatici di ampiezza regolare.
La diagnosi dell’ortopedico e’ stata la seguente: scoliosi 25° Risser 1/2.
Si consiglia l’uso di corsetto Boston alto con pail di spinta lombare sinistra centrato su L2 e dorsale destra su D9.
Preciso che: la prima mestruazione e’ arrivata a 10 anni e mezzo, negli ultimi tre anni la ragazzina e’ cresciuta ancora piu’ di 10 cm. raggiungendo un’altezza di 1,54 m per 45 Kg., la costituzione e’definita dal pediatra longilinea, non ha mai praticato sport e solo nel mese di dicembre 2009 ad un controllo pediatrico e’ stato suggerito il controllo ortopedico, mentre nel settembre 2008 era stato rilevato dal pediatra un atteggiamento scoliotico e suggerito di praticare uno sport qualunque.
L’ortopedico ha prescritto l’uso del corsetto Boston per 22 ore al giorno.
A settembre 2010 la radiografia eseguita con il corsetto ha evidenziato “una riduzione dell’entità della curvatura” misurata al controllo in 10°, con Risser 2/3, è stato prescritto il corsetto tipo chenau indossato sempre per 22 ore al giorno.
Nel controllo effettuato a fine gennaio 2011 è stato ritenuto ancora idoneo il corsetto e prescritto l’utilizzo sempre a tempo pieno (22 ore)e prevedendo una radiografia solo per il prossimo settembre per valutare la maturità ossea.
Mia figlia e’ rimasta molto delusa, visto il mglioramento frutto di tanti sacrifici sperava in una riduzione dell’orario, quando siamo andati al centro ortopedico per una modifica al corsetto il direttore del centro pensava che fossimo allo svezzamento e dopo un controllo ha detto che mia figlia ha quasi raggiunto la maturità ossa e può anche ridurre l’uso del corsetto praticando però dello sport per non perdere gli evidenti risultati conseguiti. Mia figlia che non voleva sentirsi dire altro oggi frequentando il primo anno delle scuole superiore rifiuta di indossarlo nelle ore di lezione e pretende per due o tre volte alla settimana di recarsi in palestra come suggerito dal fisioterapista che è responsabile di un importante e accredito centro ortopedico al quale ci ha indirizzati lo stesso professore ortopedico e quindi non penso che abbia parlato con leggerezza. Chiedevo se riducendo l’orario si rischia di regredire e se e’ più importante fare sport oppure indossare quanto più possibile il corsetto. Ringraziando sempre per l’aiuto offerto, saluto cordialmente

Commento di Fabio Zaina
Il 22/02/2011 alle 13:14

Gent.ma Sig.ra Caterina,
la radiografia in corsetto non mostra il miglioramento ottenuto, ma la correzione che si ottiene mentre si indossa il corsetto. Per verificare se vi sia stato o meno un miglioramento è necessario fare una radiografia senza corsetto. Ci sono scuole diverse, alcune che fanno fare le radiografie in corsetto per tutta la durata del trattamento e senza corsetto solo alla fine, mentre ce ne sono altre, come la nostra, che fanno fare tutte le radiografie senza corsetto tranne una per verificare la correzione con il primo corsetto.
Sono molto preoccupato per il consiglio che le ha dato il tecnico ortopedico circa le ore di indossamento del corsetto. Non spetta a lui una decisione del genere, ma al medico che vi segue. Quando i vari operatori che fanno parte del team terapeutico (medico, fisioterapista e tecnico ortopedico) danno messaggi diversi succedono sempre dei pasticci, anche perché tendenzialmente i ragazzi tendono a seguire il consiglio a loro più favorevole! Da un lato, non posso proprio dar torto a questo atteggiamento dei ragazzi, chi non lo farebbe al posto loro, ma chi dà indicazioni diverse da quelle del medico si prende una grossa responsabilità, quella di fare un grosso danno al paziente. Nel team sono tutti importanti, ma se non si rispettano i ruoli si fanno pasticci, anche grossi. Se avete fiducia nel medico che vi segue dovete tornare da lui e parlare con lui di come procedere e dei problemi riscontrati. Altrimenti, cambiate medico, ma non affidatevi ai consigli dei tecnici e dei fisioterapisti, perché sono i medici ad avere la responsabilità e l’esperienza per compiere le scelte terapeutiche.
Non sono in grado di dire cosa possa succedere riducendo le ore di corsetto, perché non so quale sia la situazione attuale senza corsetto. Inoltre, se la crescita ossea 1 anno fa era a 1/2 quinti, ora non è certamente finita, anche se è sicuramente andata avanti.
Purtroppo i consigli più accettabili, quelli che vorremmo sentirci dire, non sempre sono quelli azzeccati.
In bocca al lupo.
Fabio Zaina

Commento di caterina
Il 22/02/2011 alle 13:52

Grazie mille per i preziosi consigli, ma quando c’è qualcuno che ti dice quello che desideri come non fare a dubitare? Per una mamma soprattutto che deve sforzarsi di essere molto decisa, ma al tempo stesso comprensiva per il disagio affrontato in un’età estremamante particolare. Anche io mi sono meravigliata del comportamento del responsabile del centro che addirittura ipotizzava la scadenza del trattamento a breve precisando addiritttura in estate. Visti però i risultati conseguiti ascoltando il medico mio marito non ha mai dubitato, io invece ho sperato. Considerata l’esperienza del professore settantenne e malgrado non riesca ad ottenere da lui risposte alle mie domande, ma solo rimproveri per il mio eccesivo interesse, continuerò seguendo le sue indicazioni e combattendo con mia figlia perchè il mio essere decisa vale il suo futuro. Raccomando a tutte le ragazze di avere pazienza e di pensare che il loro futuro dipende dalla loro determinazione per evitare di ritrovarsi in una situazione irrimediabile e ringrazio sentitamente i dottori Zaina e Negrini per i preziosi consigli e per l’infinita disponibilità dimostrata non sempre riscontrata nei dottori

Commento di alberto
Il 04/04/2011 alle 10:22

Gentile dr sono il padre di un bimbo di 2,5 anni. Ho già scritto su questo forum circa un anno fà quando mi domandavo cosa fare per mio figlio che presentava una forte scoliosi per la presenza di un Emispondilo. Alla fine ci siamo decisi e il piccolo e’ stato operato in settembre in Francia. Intervento riuscito e scoliosi immediatamente molto ridotta. Purtroppo pero’ a distanza di circa sette mesi la scoliosi e’ ricomparsa quasi con la stessa intensità. Ora siamo veramente molto confusi. Abbiamo fatto anche indagini genetiche molto spinte ma non e’ risultato niente. Tutti gli ortopedici interpellati compreso il chirurgo che ha operato il piccolo concordano con il ritenere di trovarsi ora di fronte ad una scoliosi infantile progressiva. Il protocollo e’ quindi due gessi in trazione busto MILWAUKEE. Per poi se è necessario arrivare ad una serie di interventi in allungamento. Ho letto sul suo blog che lei ritiene che si possano ottenere buoni risultati anche con il solo utilizzo del corsetto. Per la situazione e eta’ di mio figlio e soprattutto per il fatto che è stato asportato l’emispondilo Lei ritiene che sia giusto iniziare con i gessi in trazione soprattutto considerando che ci avviciniamo alla stagione calda? La saluto cordialmente

La saluto cordialmente

Commento di Stefano Negrini
Il 08/04/2011 alle 10:07

Egregio signor Alberto,
dopo un intervento la colonna vertebrale non è più la stessa, e spesso è solo con la chirurgia che si possono ovviare ad eventuali problemi, perché la risposta al trattamento conservativo è del tutto anomala. Ma questa è una risposta generale, e comunque una considerazione da tenere presente sia per chi pensa di affrontare un intervento, sia per chi decide che non vuole riaffrontarne un altro e cerca una via diversa: non è detto che funzioni nello stesso modo in cui avrebbe potuto funzionare prima.
Detto questo, è evidente che suo figlio oltre all’emispondilo aveva una scoliosi infantile. O che comunque l’emispondilo ha generato altre alterazioni secondarie che hanno innestato una scoliosi infantile. Condivido in ogni caso di lavorare conservativamente perché cercare di evitare ulteriori approcci aggressivi è certamente indispensabile. Non condivido invece l’idea di partire già sconfitti, ossia pensando che poi per forza si arriverà agli altri interventi. Ho seguito tante scoliosi infantili ed è praticamente la norma evitare l’intervento almeno sino alla pubertà, quando poi a volte si riesce a scongiurarlo del tutto, a volte no. Ma per farlo ci vuole tanta costanza e pazienza e lavoro. Nel caso di suo figlio il problema aggiuntivo è la pregressa operazione, ma non è detto che questo crei poi veramente dei problemi.
Noi non usiamo più i gessi, ed il trattamento lo facciamo tramite corsetti non amovibili che hanno dimostrato almeno negli adolescenti efficacia pari a quella del gesso (per le scoliosi infantili ci vorranno anni per ottenere la stessa dimostrazione), senza tutti i disagi che il gesso comporta. E soprattutto evitiamo (quasi sempre) il Milwaukee, che tanti disagi psicologici crea.
Come sempre, tutti questi sono discorsi generali che servono a tutti gli utenti del blog, non possono essere risposte specifiche al suo problema, visto che non ho visitato il bambino e non posso sapere in realtà come sono le cose nel dettaglio.
Cordiali saluti ed auguri per il suo piccolo.
Stefano Negrini

Commento di prisca
Il 10/04/2011 alle 07:03

Buongiorno gradirei sapere dal dottor Stefano Negrini maggior informazioni sul busto di cui parla al posto del gesso, e se possibile come rintracciarlo e dove lavora. Grazie Prisca

Commento di marina
Il 10/04/2011 alle 20:37

Per Alberto,
per favore mi potresti dire in Francia a chi ti sei rivolto, perché anche noi abbiamo portato nostra figlia in Francia e pare si debba operare. Il mio indirizzo é: marinamaresca72@alice.it
Grazie

Commento di paolo
Il 28/04/2011 alle 18:47

ciao alberto potrei sapere anch io di preciso in che ospedale francese sei andato ?grazie ciao

Commento di Francesca
Il 12/05/2011 alle 15:28

Salve dott. Negrini,
finalmente mi sono decisa a parlare della mia storia, ho 24 sono paraplegica da quando avevo 20 mesi, a causa di un tumore al midollo spinale. Sono stata operata a marsiglia dal dott. lenar, hanno fatto 2 interventi a distanza di un anno perché il tumore si era riformato. Nel secondo mi hanno esportato tutto il tumore, avendo però anche un’arresto cardiaco e portandomi alla paraplegia. Li ringrazio di cuore perché mi avevano dato solo 6 mesi di vita, invece sono ancora qui. Da quel momento la mia schiena ha iniziato ad incurvarsi così ho dovuto sempre portare tutori e corsetti 24 ore al giorno. Purtroppo la mia scoliosi è sempre peggiorata PORTANDO SEMPRE IL CORSETTO e a 14 anni non vedendo risultati con il busto l’ho buttato. Era solo una costrizione che non dava frutti e mi atrofizzava i muscoli dorsali. Ora a 24 anni mi hanno diagnosticato cifoscoliosi dorsale circa di 35-40 gradi e rotazione del bacino. Del busto non voglio sentir parlare, perché nonostante sia in carrozzina sono molto attiva(mi arrampico sui mobili, salgo in macchina da sola ecc), insomma sono autonoma e vivo da sola, mettendomi il corsetto non riesco fare nulla, neanche a guidare la macchina. La fisiatra mi ha consigliato un intervento perché è un bel pò incurvata e continuerà a peggiorare. Cosa mi consiglia? Dove fare l’intervento? Quanto è rischioso? Dopo l’intervento sarò ancora autonoma? Se qualcuno è stato nella mia situazione vi prego scrivetemi.
La ringrazio attendo una risposta.
Francesca

Commento di sms 3935501281
Il 12/05/2011 alle 19:35

x francesca contattami sms 3935501281 giuliaveli@yahoo.it
(anche come indirizzo di facebook)

Commento di cinzia
Il 16/05/2011 alle 05:45

Egregio Dott Negrini,
sono la mamma di Virginia, una ragazzina di 11 anni con scoliosi doppia, dorsale e lombare di 32 gradi, che indossa un corsetto Sforzesco da circa un paio di mesi per 22 ore al giorno. So che è presto per poter esprimere dei giudizi, ma ho la netta impressione che ci sia stato, in questo arco temporale, un peggioramento: lo sterno risulta, in modo evidente, sporgente e le curve anomale sono molto più evidenti quando toglie il corsetto. In qs periodo, nelle ore di pausa consentite, ha continuato a praticare pallavolo e anche l’insegnante afferma di aver notato un atteggiamento peggiorato sia posturale che per quanto riguarda la “rigidità”. Le ho fatto fare anche una serie di sedute riabilitative; anzi a riguardo, sa darmi un’indicazione riguardo eventuali strutture presenti nella provincia di Venezia, a cui potersi rivolgere per farle eseguire una ginnastica correttiva “seria”? La mia paura è di aver sbagliato approccio terapeutico!Mi potrebbe, per cortesia, dare dei suggerimenti in merito? Grazie Cinzia

Commento di MARXELLA
Il 23/05/2011 alle 19:45

I busti di gesso non servono a NIENTEE

Commento di MARXELLA
Il 23/05/2011 alle 19:46

CIOE IO NE HO PORTATI DUE E NON CE STATO ALCUN MIGLIORAMENTO!!

Commento di Stefano Negrini
Il 31/05/2011 alle 09:59

Cara Marxella,
purtroppo nella scoliosi come in tutte le altre terapie per qualunque altra patologia, non esiste una garanzia di risultato. Non sempre le cure funzionano, e ci dobbiamo rassegnare a questo. Nella scoliosi di solito questo succede nelle curve più aggressive, quelle che sarebbero peggiorate tantissimo, ed in cui anche la sola stabilita è già un risultato. Ma ovviamente non conosco il tuo caso, quindi so se è proprio così anche per te.
Stefano Negrini

Commento di Stefano Negrini
Il 16/06/2011 alle 10:33

Gentile Francesca,
scusi il ritardo nella risposta dovuto ai molteplici impegni che mi hanno letteralmente attanagliato in questo periodo.
In una situazione come la sua sarebbe meglio evitare il corsetto (che diventerebbe una schiavitù per tutta la vita): molto meglio allora l’intervento, che però è certamente invasivo. Si può invece valutare un sistema di contenimento posturale del tronco quando è in carrozzina, per contenere il cedimento del tronco almeno in quella situazione. Questo si può vedere con la sua fisiatra: è un po’ contenitivo ma non tanto come il corsetto e le consentirebbe comunque di avere la sua schiena per muoversi normalmente. L’intervento le lascerebbe la stessa mobilità di quando aveva il corsetto: invece di avere un blocco esterno, si troverebbe ad avere un blocco interno. Quindi, va visto l’impatto sulla sua motricità, prima di decidersi. Altra cosa: si può anche aspettare qualche anno per vedere se la situazione peggiora sul serio, facendo delle radiografie a distanza di tempo. Se non peggiora, perché operare ?
Detto questo, la decisione va presa con la sua fisiatra. Noi non siamo specificamente esperti in situazioni neurologiche, che richiedono una presa in carico più ampia e complessiva di quella per cui la nostra struttura è attrezzata. Quelli che le ho dato sono solo consigli generali e ragionevoli che derivano dalle mie competenze specifiche sulla colonna e dalle mie conoscenze generali come fisiatra.
Cordiali saluti
Stefano Negrini

Commento di Stefano Negrini
Il 16/06/2011 alle 10:36

Gentile Cinzia
ma il corsetto Sforzesco l’abbiamo fatto noi di Isico ? Sa, ad oggi non abbiamo ancora mai fatto un corso per insegnare a costruirlo, e chi lo sta facendo (sappiamo che c’è qualcuno…) lo fa solo sulla base di qualche radiografia vista su Internet o sulle pubblicazioni che abbiamo fatto: non mi sembra il percorso migliore… Sinora non abbiamo mai fatto dei corsi perché non eravamo ancora pronti, il corsetto per quanto altamente efficace era ancora in fase di sviluppo, come potrà vedere dalla nostra ultima pubblicazione (http://www.scoliosisjournal.com/content/6/1/8). Il 1-2 luglio faremo il primo corso e quindi la situazione per fortuna cambierà.
Lo dico perché, se il corsetto è stato fatto da noi allora è certamente il caso di farsi ricontrollare. A volte la protrusione dello sterno può avvenire a causa delle spinte posteriori: è molto raro, sinora l’ho visto solo due volte, ma la cosa si recupera benissimo con il secondo corsetto. Per quanto riguarda invece la maggiore “apparenza” delle curve, questa può solo essere paradossa e magari dipendere dalla mancanza di esercizi specifici e di sport, e quindi dalla scomparsa della muscolatura: ma non sembra il vostro caso. La rigidità è invece inevitabile, e vi si ovvia con gli esercizi specifici ben fatti e con lo sport.
Se invece il corsetto non l’abbiamo fatto noi… non so proprio che cosa dirle.
Per gli esercizi, tenga presente che presso le nostre strutture li insegniamo in una sola seduta di 90 minuti, che consente poi di praticare gli esercizi in una palestra vicino a casa per i 3 mesi successivi. In pratica si tratta sì di fare un viaggio, ma solo una volta ogni 3 mesi, quindi non è una cosa drammatica. E poi c’è la garanzia di fare gli esercizi giusti, senza buttare via tempo e denaro. Non mi sembra poco !
Cordiali saluti ed auguri
Stefano Negrini

Commento di Marta ina
Il 17/07/2011 alle 20:23

Io ho appena smesso di portarne uno… all’inizio avevo una curva lombare di 45° e dopo solo 6 gg che portavo il Risser ero arrivata ai 24 gradi, ora mi hanno confezionato un bel Cheneau nuovo di zecca e lo sto portando da 3 gg … sinceramente anche se il gesso era piu ingombrante, io (dentro )ci stavo piu comoda che con quest’ultimo.
Il bustino che ho ora e` molto ma mooooolto stretto e per giunta, anche se si puo`togliere per questi 3 mesi che verranno lo dovro` tenere, cm ha detto il tecnico (perché il dottore era in ferie-.-) : 24 ore su 24.
Cosi` i miei hanno deciso che potro`farmi la doccia una sola volta alla settimana anche se è estate visto che non mi sono lavata per ben tre mesi x loro si puo resistere. Ma il problema non sta qui ..
Io dentro questo ci sto malissimo!! Se mi prude da qualche parte dv fare finta di niente mentre qnd avevo il gesso mi ero armata di grattino in bambu` e ago x la lana (per i punti piu` difficili da raggiungere) vorrei tanto sapere se questo bustino sta funzionando T.T i dolori e il prurito alle spinte si stanno rendendo insopportabili! Sinceramente, alcune volta me lo sgancio e gli do` qlk grattatina ma nn so` se qst mi fa bene, perché se sta correggendo la curva si puo anche resistere anche se qualche volta è davvero insopportabile, se lo avessi saputo prima che esisteva qst Sforzesco!!
Ma se tipo io ho 15 anni e ho una scoliosi idiopatica evolutiva destra di 45; invece di tre mesi cn il risser e 1 anno cn qst dannato Cheneau con lo Sforzesco che avrei fatto?? Qnt avrei dovuto tenerlo? Dalle foto sembra molto simile al Cheneau ma anche al Risser ma senza quei spalloni alti alti e di certo pesa pure meno.. sn moolto confusa mi piacerebbe sapere che miglioramento ho fatto tenendo 3 mesi qst gesso che io ho chiamato ”cesso” per tt qst tempo ma purtroppo le prossime radiografie le faro`solo tra altri 3 lunghi mesi cn qst Cheneau..
spero tanto di non essere peggiorata cm dice l`articolo qua sopra v.v
Vorrei precisare che cn il gesso nn ho QUASI mai fatto gli esercizi che mi hanno dato da svolgere a domicilio…in attesa che i dottori tornino dalle ferie vorrei sapere anche se : se nn faccio gli esercizi cn il bustino poi qnd lo tolgliero` peggiorero` o manterro` quel che ho migliorato.. anche se so che peggiorero` e ora mi sto inziando a preocupare di qst dannati esercizi
volevo sapere se andavano bene anche quelli che dovevo fare con il gesso e per qnt tempo dv svolgerli giornalmente o settimanalmente-.-”
In attesa di una risposta vi ringrazio e mi complimento cn i dottori che si occupano di qst pagina hehe xk nn tutti fanno il lavoro extra che fate voi online!
grazie!

Commento di Fabio Zaina
Il 25/07/2011 alle 10:20

Cara Marta ina,
è veramente impossibile dirti quanto saresti migliorata con uno Sforzesco. Ti posso dire che nello studio che abbiamo pubblicato, dopo un anno e mezzo di corsetto Sforzesco i risultati erano uguali a chi aveva fatto un gesso per 6 mesi + un anno con corsetto Lionese. Il vantaggio però sta nel fatto di poterlo togliere tutti i giorni per lavarsi.
La terapia delle scoliosi importanti come la tua consiste di due fasi: la fase correttiva e quella di stabilizzazione e mantenimento. Nella fase correttiva si cerca di recuperare il più possibile. Poi, una volta ottenuta la correzione, si riducono progressivamente le ore di indossamento per mantenere il risultato ottenuto.
Gli esercizi, sono fondamentali per ottenere un buon risultato: durante la fase correttiva aiutano ad abituarsi più in fretta al corsetto e a ottenere una migliora correzione. Durante la fase di progressiva riduzione, fino all’abbandono sono fondamentali per non perdere la correzione o perderne il meno possibile: pensa che in media, chi non fa gli esercizi o li fa in maniera irregolare perde 5° radiografici. E ci sono ragazzi che ne perdono anche 10 o 20! Pensa che fregatura: aver portato bene il corsetto e poi perdere risultato solo per la pigrizia di non aver fatto gli esercizi, non trovi? Per la nostra esperienza, e con il tipo di esercizi che proponiamo, abbiamo visto che bisogna fare 45 minuti 2-3 volte a settimana. Ma questa quantità può anche essere ripartita diversamente, facendo 15 minuti tutti i giorni.
Gli esercizi hanno anche altri due effetti utilissimi: evitano che la schiena diventi troppo rigida e danno un effetto “estetico” migliore. Le schiene di chi non fa gli esercizi sono sempre molto rigide e meno belle da vedere.
Perciò, mettiti di buona lena e fai gli esercizi!
In bocca al lupo
Fabio Zaina

Commento di Francy
Il 12/08/2011 alle 21:50

Ciao a tutti…sono Fracesca e ho 15 anni..porto il busto..e attualmente ho 50 gradi di scoliosi…volevo farvi soltanto 2 domande…se posso poter non fare l’intervento e vivere una normale vita da adulta…e se sottoponendomi al gesso posso migliorare anche se poi sarà difficile contenere la scoliosi..vi prego..datemi risposte..Grazie in anticipo…

Commento di leandra
Il 17/08/2011 alle 12:51

ciao…io ho 13 anni e ho una scoliosi multipla cioè come una S sulla mia colonna vertebrale … mi hanno sconsigliato la piscina.. e mi hanno consigliato il busto,in tudore… xò a causa del dolore che nn riuscivo a sopportare .. nn l’ho mai messo .. adesso i miei genitori mi vogliono portare fuori .. a vedere cosa si potrebbe fare ! perfavore cosa potrei fare oltre al busto x migliorare questa scoliosi ??? Grazie !

Commento di anna
Il 05/09/2011 alle 21:59

Vorrei mandare un messaggio di fiducia e incoraggiamento a tutti i giovani di cui ho letto le mail.
Sono una veterana della scoliosi, ho 55 anni e mi è stata diagnosticata quando ne avevo 9. Ai tempi c’era gran confusione, la riabilitazione era agli albori, mi fecero fare ginnastica di tutti i tipi e nuoto a sfinimento. Ciononostante con lo sviluppo, a 11-12 anni la scoliosi peggiorò in pochi mesi e mi ritrovai con 52 gradi. Venni ricoverata al —- , uno dei pochi posti dove ai tempi ci si ocupava specificamente di scoliosi. Dopo tre gessi con relative dolorosissime trazioni, venni imbustata per un anno con minerva (Milwaukee) poi, fino ai 18 anni con Lionnese, ascellare ma più costrittivo.
Ho sempre tenuto i busti anche per dormire.
Non stiamo a commentare la fatica, ma ai tempi la cura questo era.
Ma voglio dirvi che la mia vita ne ha solo in piccola parte risentito. Facevo passeggiate, gite scolastiche, andavo in bicicletta, ovviamente moltissimo in piscina. Ho studiato, ho fatto il liceo, senza perdere un giorno. Poi, libera dal busto mi sono sempre più o meno curata, cercando di tenermi in ordine il fisico senza sforzarmi troppo, ma senza mai smettere per più di una settimana, dieci giorni. Mi sono laureata, ho fatto due master, e, ragazze ascoltatemi bene, ho avuto due figli senza alcun problema, davvero nessuno ne’ in gravidanza ne’ al parto. Certo, quando hanno imparato a camminare li ho lasciati scendere volentieri dalle braccia.. Ora mi avvio verso un’ età diciamo rispettabile, la mia scoliosi che negli anni, dopo essersi ridotta per le cure giovanili ha riguadagnato posizioni, è sempre con me, ogni tanto mi blocco un po’, e ho dolori non più forti delle mie coetanee dritte. Vado in piscina (Ortopedici dite quel che volete, a me fa un gran bene) e faccio esercizi specifici 3-4 volte per settimana.
Insomma vi ho annoiato fin qui per dirvi coraggio, ce la si fa alla grande, con la nostra spina dorsale un po’ ribelle e ci si guadagna in forza di carattere e fiducia in se’ stessi, ci si tempra. Auguri belli e buon lavoro a tutti. Ciao. Anna

Commento di emanuela
Il 06/09/2011 alle 07:17

Anna, grazie

Commento di Stefano Negrini
Il 26/09/2011 alle 08:52

Grazie Anna
per la sua bella testimonianza, che sarà certamente molto utile alle ragazze con la scoliosi che potranno leggerla.
Ed il nuoto non è né da sconsigliare né da consigliare: con buona pace di chi dice diversamente. E’ solo uno sport con tutti i vantaggi e gli svantaggi di qualunque sport. Se poi lo si associa ad esercizi specifici, aggiunge quella componente aerobica che gli esercizi specifici non possono avere.
Augurissimi !
Stefano Negrini

Commento di elena parise
Il 25/10/2012 alle 09:31

Buongiorno Dott. Negrini.Sono la mamma di una ragazza di 13 anni e 10 mesi . Dall’età di sette anni (2005)ho tenuto sotto costante osservazione mia figlia e nel 2009 le hanno rilevato una lieve scoliosi combinata. i controlli successivi sono stati eseguiti ogni 6 mesi fino all’ottobre 2010 durante i quali la dichiaravano clinicamente ” stazionaria”. In tale occasione chiedevo se fosse il caso di rifare la radiografia in ortostatismo dato che l’ultima risaliva al 2008 ma mi fu sconsigliata ” per evitare troppi raggi dato che la situazione è stazionaria” . La ragazza l’anno scorso ha avuto, dopo il menarca uno sviluppo molto veloce in altezza e accusava dolori alla schiena. Ho subito chiesto un nuovo controllo con radiografia prorachide in toto in ortostismo nelle 2 posizioni ed il risultato è scoliosi toracica dx pro 26°/15 con prescrizione di corsetto cheneau da portare 20/24. Ho voluto fare una seconda visita di controllo presso altro professionosta specializzato dato che mi ero rivolta allo stesso team che in precedenza aveva dato tutto per “stazionario”.
Risultato: il secondo professionista mi ha addirittura prescritto 3 gessi da 45 gg l’uno e dopo corsetto lionese da portare per 23 ore al giorno fino alla fine della crescita. si immaginerà la mia angoscia ed il mio stupore a sentire una soluzione talmente drastica e diversa dalla precedente….. da uno specialista che mi ha anche fatto fare in più rispetto all’altro la radiografia del polso e della mano sinistra per controllare la crescita ossea perchè ” se la crescita ossea è finita la colonna non pùò più peggiorare ed allora qualsiasi intervento sarebbe inutile” e non sottoponiamo la ragazza a stress psicologici non necessari.
Io sono ignorante in materia e non so più cosa pensare ho preparato mia figlia all’idea del gesso ma è davvero difficile mostrarmi serena e fiduciosa, vicina a lei perchè non so quale scelta fare. Su internet ho trovato ISICO, il blog, ho letto le sue risposte e gli sfighi e le esperienze….. Lo so dottore che ogni caso è a sè, con il tipo di corsetto e di percorso e di risultato, ma gradirei avere il suo parere umano e professionale per cui le chiedo di rispondermi quanto prima possibile, dato che adesso dovrei fare ginnastica da un fisiatra e poi dovrei eventualmente procedere con i gessi! Le persone che vivono questa esperienza, quantunque già prima sicuramente sensibili e profonde, secondo me maturano in sè maggiore senso di altruismo e valutano ancora di piuù tutto ciò che di minuscolo la vita può dare, e riescono, attraverso il blog ad infondere coraggio ….. grazie e tutti ed in bocca al lupo di cuore.

Commento di Valentina
Il 14/08/2015 alle 13:39

Ho portato per alcuni mesi il busto in gesso passando poi al tutore classico.È,servito.Ho dimezzato la mia scoliosi.Avevo l’invalidità, adesso non più.
Ciò mi ha salvata è stata la danza classica che ha reso la mia schiena incredibilmente flessibile e quindi molto ricettiva alla correzione ortopedica.Non ho mai avuto dolori,portavo il busto sempre.A 19 anni ho smesso.Ne ho 30.corro e faccio sport di ogni tipo.Nessun dolore.Avevo una curvatura superiore ai 30 gradi, volevano operarmi ma mia madre si è opposta.

Commento di Sabrina
Il 22/01/2017 alle 09:09

Ciao sono la mamma di una bimba di 12 anni con una scoliosi inclinazione di 30 gradi le dicono che a marzo dovrà mettere un busto in gesso per quattro mesi poi tolto quello un corsetto mobile.
Siamo un po’ spaventati non sappiamo se consultare un altro medico oppure fidarci . Il — ci ha garantito dei risultati ma il sacrificio penso che sia tanto. Come farà a muoversi a lavarsi e il seno che è in crescita lo schiacceranno troppo?
S.

Commento di Virginia
Il 22/01/2017 alle 13:36

Per Sabrina: ho vissuto con mia figlia lo stesso problema, quando aveva 12 anni e con gli stessi gradi di scoliosi. Mi sono affidata ad ISICO e ha indossato un corsetto sforzesco, rigido ed efficace come il gesso, ma rimovibile per lavarsi e pressoché invisibile sotto i vestiti. Mia figlia è migliorata molto, le ore di indossamento sono progressivamente scese ed oggi, a 15 anni, ha 9 ore di pausa ogni giorno ( abbiamo iniziato da 23 ore!!!). Io da mamma ti consiglio di sentire altri pareri, in particolare i medici di ISICO, che sono bravissimi. In bocca al lupo!

Commento di Fabio Zaina
Il 26/01/2017 alle 14:09

Gent.ma Sabrina,
se la curva di sua figlia è realmente di 30°, la raccomandazione delle linee guida è usare un corsetto rigido, non il gesso, che viene riservato a situazioni più gravi. Ma forse la situazione è un po’ diversa, e l’indicazione al gesso corretta.
In ogni caso, oggi sono disponibili dei corsetti (es. Sforzesco) che, se ben realizzati e portati a tempo pieno (cioè proprio quanto verrebbe portato un gesso) sostituiscono il gesso. In effetti il gesso impatta in modo negativo sulla qualità di vita molto più di un corsetto, che può essere rimosso per lavarsi e per cambiarsi la maglietta, e il suo uso dovrebbe quindi essere limitato ai casi nei quali non se ne può fare a meno.
In bocca al lupo!
Fabio Zaina

Commento di Sara nesti
Il 16/11/2018 alle 21:49

Io porto il busto ormai da tre anni e questa estate mi è stato detto che la mia scoliosi essendo progressiva era diventata troppo grave ieri sono arrivata all’ospedale mi hanno fatto tutti gli esami e subito dopo il gesso e credo che la cosa più difficile nel farlo sia stato il fatto che all’inizio il gesso arriva fino al collo ma poi lo tagliano io che sono una tappetta ho il gesso che pesa dieci chili non appena mi alzo o mi prudono o mi fanno male i fianchi dato che il peso una volta in piedi va su di essi io sono ancora in ospedale dato che lo porto solo da ieri e fino ad ora lo trovo qualcosa di orribilante e la mia povera madre mi deve aiutare a fare qualsiasi cosa e giuro non ho mai voluto farmi così tanto un bagno in vita mia i medici ficono che mi devo ancora abituare ma io non vi credo comunque è anche vero che lo porto solo da 2 giorni e lo dovrò tenere per 3 mesi quindi spero di poter rivedere la mia opinione tra 3 mesi ma per ora non credo lo farò

Commento di Sara nesti
Il 16/11/2018 alle 21:52

Io ho messo il busto in quarta elementare e adesso faccio la seconda media

Commento di Eva maggiorelli
Il 17/11/2018 alle 19:22

Mia figlia 12 anni ha messo da due giorni il gesso per scoliosi di 40 gradi dopo tre anni di busto chenau. Busto portato con me o regolarità del dovuto probabilmente il che ha comportato il repentino peggioramento che ci ha portato alla decisione del gesso. Non mi immaginavo che il gesso fosse così grosso e impattante …sono un po’ pentita di non aver provato a venire da voi proposto lo Sforzesco, avevo paura di non riuscire a farli portare con la dovuta costanza. Inoltre mi hanno assicurato un po’ tutti che al don Gnocchi di Firenze saremo stati ben seguiti. Avrebbe senso a questo punto rimuovere il gesso in tempi minori rispetto ai previsti tre mesi e passare allo Sforzesco?

Commento di Giulia Rebagliati
Il 21/11/2018 alle 12:46

Gentile Sig.ra Eva,
una scoliosi che supera i 40° in un’età in cui la crescita non è ancora terminata è sicuramente da trattare in modo efficace.
Il gesso è sicuramente una terapia molto efficace, anche se porta con sé molti disagi. Per ridurre l’impatto della terapia, negli scorsi anni, presso il nostro centro, abbiamo iniziato ad utilizzare il corsetto di tipo Sforzesco. Diversi studi ne hanno dimostrato l’efficacia, insieme ad un trattamento con esercizi specifici, anche nelle curve sopra i 45°.
Come già Lei ha scritto nel suo messaggio, il corsetto per essere efficace deve essere indossato secondo le indicazioni. La sua preoccupazione riguardo alla capacità di sua figlia di portare a termine una terapia è legittima. Secondo la nostra esperienza però i ragazzi, quando si rendono conto che il “nemico” non è il corsetto, ma la scoliosi, affrontano nel modo giusto la terapia. Per questo motivo è fondamentale lavorare “in squadra”: genitori, medici, fisioterapisti, tecnici ortopedici e, soprattutto, il paziente, devono avere tutti lo stesso obiettivo.
Per rispondere alla sua domanda, è sicuramente possibile passare alla terapia con il corsetto Sforzesco. E’ necessario effettuare una visita medica specialistica, dopo la quale si dovrà aprire la pratica in ASL e successivamente organizzare la rimozione del gesso e la preparazione del corsetto in tempi brevi.
Cordiali saluti,
Giulia Rebagliati

Commento di Eva maggiorelli
Il 29/11/2018 alle 12:47

A distanza di 12 giorni devo dire che mia figlia sta reagendo al gesso con grande forza, è tornata a scuola sorridente e ha ripreso a fare teatro e a suonare la batteria. È molto autonoma e non si vergogna affatto a farsi vedere con gesso che et molto visibile. Vorrei dare incoraggiamento a chi si trova in questa situazione

Commento di Eva maggiorelli
Il 29/11/2018 alle 12:49

Volevo chiedere se avrebbe comunque senso dopo i tre mesi di gesso passare allo Sforzesco invece che al chanea e se questa scelta sarebbe più efficace, visto che la bambina ha 12 anni e non è sviluppata, per cui la strada è ancora lunga

Commento di Fabio Zaina
Il 07/12/2018 alle 10:17

Gent.ma Sig.ra Eva,
passare al corsetto Sforzesco avrebbe sicuramente senso, perché questo corsetto è caratterizzato da una marcata rigidità, superiore a quella dello Cheneau, che lo rende più idoneo al trattamento delle curve importanti. Passare allo Sforzesco darebbe quindi maggiore efficacia e la posibilità di ottenere di più in termini di risultato finale
Cordiali saluti
Fabio Zaina

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