Il blog di Isico dedicato alla scoliosi
Cerca nel blog

Vivere “in autocorrezione”. E’ possibile?

2 marzo, 2015 (13:03) Di: Alessandra Negrini

Prima di tutto, cos’è l’autocorrezione?

I ragazzi che hanno la scoliosi ed eseguono regolarmente gli esercizi SEAS impostati in ISICO sanno bene di cosa si tratti.
La scoliosi modifica la posizione fisiologica della colonna e provoca una deformità nei tre piani dello spazio. Vista da dietro, si crea quella curva che è facilmente riconoscibile in radiografia: la colonna vertebrale, invece di essere diritta, si piega di lato. Vista di profilo, le curve che sono normalmente presenti (lordosi lombare, cifosi dorsale, lordosi cervicale) e che garantiscono elasticità e capacità di assorbire i contraccolpi, si modificano, spesso riducendosi: chi ha la scoliosi solitamente sembra più diritto degli altri ragazzi.Infine, vista dall’alto, la colonna ruota su se stessa, facendo fuoriuscire il cosiddetto “gibbo” che altro non è che una parte delle costole o dei muscoli della schiena che si spostano indietro da un lato. Praticamente la schiena, mentre si piega lateralmente, si torce. Tutte queste modifiche comportano una perdita in altezza.

L’autocorrezione è proprio una correzione di tutte queste anomalie. L’obiettivo è quello di riportare la schiena là dove dovrebbe essere se non ci fosse la scoliosi, in una posizione fisiologica.
I movimenti che compongono l’autocorrezione hanno nomi strani: traslazione… derotazione… cifotizzazione… sostegno antigravitario…

All’inizio eseguirli è ostico quanto nominarli ma, iniziando con una buona presa di coscienza del proprio corpo e della propria deformità nello spazio, pian piano si prende confidenza e i ragazzi riescono a “srotolare” la loro colonna raddrizzandola in pochi decimi di secondo. E’ l’autocorrezione che rende efficace ogni singolo esercizio specifico per la scoliosi, perché senza di lei ogni esercizio si spoglierebbe della finalità terapeutica per diventare un semplice esercizio sportivo.

La difficoltà dei fisioterapisti non è tanto scegliere gli esercizi più adatti, ma l’autocorrezione migliore per quel ragazzo in quel dato momento della sua crescita e della sua terapia. Purtroppo un’autocorrezione mal scelta, mal adeguata, mal eseguita, potrebbe addirittura rendere gli esercizi dannosi.
Non appena i ragazzi imparano ad eseguire la loro autocorrezione negli esercizi, il terapista inizia a chiedere qualcosa che sembra difficilmente realizzabile: mantenere questa correzione nella quotidianità. Il primo passo è eseguirla qua e là nella giornata: si suggerisce di ricordarsi per esempio al suono del campanello al cambio dell’ora a scuola, in ascensore, camminando… Pian piano si chiede semplicemente di non rilassarsi mai del tutto, fino ad arrivare a vivere in autocorrezione.

Ma… è possibile?

Tantissimi ragazzi ci confermano che lo è, tanto è vero che verso la fine della terapia sono in molti a dire: “Mi dà fastidio rilassarmi sul lato della curva, non mi sento a posto da quella parte…”.
A questo punto l’obiettivo più importante della terapia è stato raggiunto, e la schiena di questi ragazzi resterà là dove si trova alla fine della terapia, senza rischiare di ricominciare a piegarsi in età adulta.

Commenti

Commento di Alessia
Il 06/03/2015 alle 05:45

Buongiorno
Sono la mamma di una bambina di 10 anni e mezzo a cui ha prescritto un corsetto lolapaloosa ( non so se l’ho scritto giusto!) . La bambina ha una scoliosi di 18 gradi con un triangolo della taglia molto pronunciato. Vista l’età me lo hanno prescritto x almeno 18 ore e in più le hanno prescritto ginnastica correttiva con il metodo rovatti. Io volevo avere un parere su questo metodo se più efficace rispetto alla ginnastica correttiva effettuata presso una struttura convenzionata. Grazie

Commento di ilaria
Il 06/03/2015 alle 16:55

Buongiorno,
con un corsetto lionese per dorso curvo come posso evitare che le magliette le quali appoggiano dietro la schiena sono subite lise, consumate, quasi bucate????????
Molti lo rivestono o lo scocciano……..per il rivestimento con nastro di cotone o velcro potete darmi delle dritte?
Grazie mille
ilaria

Commento di Alessandra Negrini
Il 11/03/2015 alle 10:25

Cara Ilaria,
si può rivestire la zona incriminata del corsetto con un nastro adesivo isolante tipo quello che usano gli elettricisti. Altrimenti, qualche mamma ha provato ad applicare all’interno delle magliette più delicate o a cui si tiene di più delle “toppe” di tessuto resistente: più laborioso ma efficace!
Vedrai che così andrà meglio.
Alessandra Negrini

Commento di ilaria
Il 11/03/2015 alle 14:58

Grazie mille Alessandra,
provo subito con i tuoi consigli!
Ilaria

Commento di Alessandra Negrini
Il 16/03/2015 alle 13:16

Gentile Alessia,
il Metodo Rovatti non ha prove di efficacia nel trattamento della scoliosi, per cui ad oggi non è possibile affermare se sia utile, inefficace o dannoso per questa patologia. Anche il termine “ginnastica correttiva” è estremamente vago: ogni terapista può applicare metodi diversi, oltre tutto interpretandoli in modo soggettivo e modificandoli in base alla propria esperienza.
Ad oggi, gli approcci che hanno prove di efficacia nel trattamento della scoliosi perchè confermati da studi seri pubblicati su riviste internazionali di buon livello sono il metodo Schroth (tedesco), il metodo DoboMed (polacco), il Side-Shift (nato in Gran Bretagna) e l’approccio SEAS (italiano, l’approccio di ISICO). Come può notare, tutti questi metodi sono nati in Europa, ma si sono diffusi gradualmente in tutto il mondo. Per quanto apparentemente molto diversi l’uno dall’altro, si basano su due principi comuni: la ricerca dell’autocorrezione e della stabilizzazione. Per autocorrezione si intende la correzione della curva scoliotica nei diversi piani dello spazio, eseguita autonomamente dal paziente. Per stabilizzazione si intende il mantenimento di questa correzione, ottenuto sia rinforzando la muscolatura in un modo specifico, sia riequilibrando la lunghezza e la tensione dei tessuti presenti ai due lati della colonna vertebrale, che essendo deviata sono diventati asimmetrici. Gli esercizi proposti avranno quindi l’obiettivo di rinforzare i muscoli stabilizzatori e/o di ripetere più volte e mantenere l’autocorrezione, accorciando così i muscoli allungati e stirando quelli accorciati.
Per quanto riguarda l’infinito numero di altri metodi proposti per la terapia della scoliosi, si potrebbe discutere a lungo di tutti i motivi per cui potrebbero o non potrebbero teoricamente essere efficaci, ma in definitiva capire PERCHE’ un metodo funziona è meno importante di capire SE funziona. Quello che conta è prendere la strada giusta per raggiungere un obiettivo, e per farlo non ci si può basare solo sulle convinzioni di un medico, di un fisioterapista o di qualsiasi altro “addetto ai lavori”, per quanto famosi ed esperti, ma solo su dati certi.
Per ulteriori informazioni, segua questo link.
Spero di averle dato qualche elemento in più per prendere le sue decisioni
Alessandra Negrini

Commento di isa
Il 17/03/2015 alle 02:22

Buonasera, mia sorella ha 14 anni e da 5 mesi abbiamo scoperto che ha una rotoscoliosi di 18 gradi.
Da 2 mesi indossa il corsetto lionese, fortunatamente non le da molto fastidio e riesce a portarlo circa 18 ore al giorno.
Per 1 mese ha fatto pilates, ma vorremmo farle fare una ginnastica correttiva più specifica.
Noi abitiamo a Roma. Cosa ci potete consigliare?
Grazie in anticipo..

Commento di mariella
Il 23/03/2015 alle 12:19

operata di scoliosi a 11 anni ora ne ho 56 mi ritrovo con parecchi problemi, mi chiedo facendo degli esercizi è possibile migliorare la qualità di vita futura? mi sento depressa e stanca come se ne avessi 80 di anni!

Commento di viviana
Il 23/03/2015 alle 22:36

Gent. Mariella, sì, è possibile migliorare la qualità di vita attraverso esercizi fisici. Io seguo gli esercizi di Isico da tre anni e ho avuto un grande miglioramento; arrivata qui dopo essermi resa conto che con l’età non mi bastava più la ginnastica solita (anch’io mi sentivo peggio di un’ ultra ottantenne). Ho 60 anni e sono stata operata all’età di 13.
Vorrei infine chiederle con quale tecnica è stata operata.
La saluto e le faccio tanti auguri.

Commento di mariella
Il 26/03/2015 alle 11:29

Cara Viviana, io fui operata a — con l’applicazione dello “Strumentario di Harrington” a barra unica di acciaio e avevo 11 anni a quei tempi solo così si curava la scoliosi! Auguri anche a lei.

Commento di viviana
Il 26/03/2015 alle 22:43

Cara Mariella, io invece fui operata senza barra, con “solo” (si fa per dire, perché tutta la vicenda fu molto lunga e complessa) un autotrapianto osseo (dovrebbe chiamarsi tecnica di Risser). Credo che la sua tecnica sia migliore della mia e le abbia permesso una correzione più stabile nel tempo. Le auguro di risolvere, almeno in gran parte, i suoi problemi attuali.
Un caro saluto.

Commento di Marina
Il 28/04/2015 alle 10:20

Buongiorno. Mi chiamo Marina e all’età di 12-13 anni ho scoperto di avere una scoliosi moderatamente grave che si aggirava intorno ai 40-45 gradi. Ho portato due busti fissi per 8 mesi, fatti alla Clinica — di —. Pur con moltissimi sacrifici mi hanno aiutata moltissimo e hanno ridotto e stabilizzato le curve a 35-38 gradi. Successivamente ho cominciato a portare il lionese. il miglior busto che abbia mai messo! Eccezionale… lo ricordo ancora con nostalgia perchè nonostante le limitazioni a livello estetico (molto sofferte in quel periodo molto delicato) aveva una efficacia incredibile sulla mia schiena. Nonostante ciò, la stanchezza, la superficialità, la convinzione di aver già risolto il problema, l’incoscienza e l’incapacità di capire le conseguenze delle mie azioni mi hanno spinta ad accantonare il busto per molti mesi. Le mie curve sono peggiorate a 58 e 63 gradi. La situazione era anche grave ma non me ne rendevo conto! Il mio meraviglioso ortopedico che mi ha seguita, il dott. Salvatore Atanasio ha fatto la mossa giusta, prescrivendomi un altro busto fisso da portare per la durata di 4 mesi. In soli 4 mesi la mia colonna è tornata a due curve di 38 e 43. Da allora ho continuato a portare il lionese e poi dopo un po’ di tempo lo Scenau (non so se si scrive così). Adesso ho quasi 24 anni, conduco una vita normale e sono all’ultimo anno della magistrale di Psicologia Clinica a Padova. Causa impegni universitari non ho molto tempo per fare attività fisica e mi sto accorgendo che la rotazione della mia colonna sta aumentando e con essa anche il gibbo sinistro e le costole nella parte destra sono leggermente più sporgenti. Vorrei capire cosa posso fare per migliorare l’estetica e per arginare la torsione. Con busto e ginnastica correttiva ero arrivata anche a 8 millimetri di torsione! adesso potrei essere al doppio o anche di più. E’ possibile tornare a fare degli esercizi specifici che sia in grado di arginare e diminuire la rotazione per migliorare l’estetica? o rischierebbero di mobilizzare troppo la colonna? Conoscete a Padova un centro valido in cui potrei fare questi esercizi? Vorrei qualcosa di specifico piuttosto che uno sport generico. Grazie mille in anticipo per la risposta.

Marina Oddo

Commento di Giulia
Il 16/01/2016 alle 11:14

Vorrei ringraziare la Dottoressa Negrini e la Dottoressa Anfossi del centro ISICO di Arma di Taggia, sono gentilissime e competenti e mia figlia le adora, si sente molto motivata dai buoni risultati raggiunti in meno di 6 mesi di esercizi! Di certo sono un ottimo stimolo a continuare con il suo impegno! La sua è una scoliosi lieve ma sono certa che se non ci fossimo rivolte a loro non avremmo ottenuto un miglioramento, quelli a cui ci eravamo rivolti consigliavano solo di aspettare l’evoluzione della curva monitorandola, invece contrastarla attivamente con gli esercizi come impostato dalle Dottoresse è stata la scelta migliore!

Scrivi un commento